Lazio e Molise hanno appena varato un investimento record: quasi 100 milioni di euro destinati all’innovazione tecnologica. Una cifra importante, pensata per sostenere progetti che guardano al futuro in settori come il digitale, l’intelligenza artificiale, le biotecnologie, l’aerospazio e le tecnologie pulite. Due bandi, diversi tra loro ma con un obiettivo comune: far dialogare ricerca e industria locale, per rafforzare le filiere regionali nel panorama europeo. Chi vuole tentare la strada dell’innovazione ha tempo fino a ottobre 2026 per presentare domanda, con finanziamenti che possono coprire fino all’80% delle spese. Un’opportunità concreta, da non lasciarsi sfuggire.
Lazio, il bando “Filiere Tecnologiche” per un’alta tecnologia condivisa
Il 29 ottobre 2026 la Regione Lazio ha lanciato il bando “Filiere Tecnologiche”, una delle iniziative più importanti del Programma PR FESR Lazio 2021-2027. Sono disponibili 55 milioni di euro per finanziare progetti innovativi in settori strategici come deep tech, biotech, aerospazio, intelligenza artificiale e digitale avanzato, tutti inseriti nella Smart Specialization Strategy regionale.
Una novità di questo bando riguarda il modo in cui devono essere presentati i progetti: serve un “Soggetto Cardine”, che può essere una grande impresa, un centro di ricerca o un’università, incaricato di coordinare un gruppo formato soprattutto da PMI laziali. L’aggregazione deve proporre almeno quattro progetti di sviluppo sperimentale, con un livello di maturità tecnologica pari o superiore a 7, per un valore complessivo minimo di 5 milioni di euro. I progetti devono essere chiusi entro 18 mesi dall’assegnazione del contributo.
Il Soggetto Cardine ha un ruolo fondamentale: organizza la raccolta delle proposte progettuali, le rende pubbliche per assicurare la massima partecipazione delle aziende. I finanziamenti coprono fino all’80% delle spese per i centri di ricerca, mentre per le imprese variano dal 25% al 60%. La selezione avverrà tramite graduatoria, basata sui punteggi ottenuti dai singoli progetti.
Per le imprese del Lazio è un’opportunità concreta per unirsi e sviluppare proposte innovative di alto livello, rafforzando la capacità di innovazione locale e la competitività del territorio in settori strategici.
Molise punta su digitale, biotech e tecnologie pulite con il bando STEP
Anche il Molise ha messo in campo un piano mirato: si tratta del bando STEP , con circa 44 milioni di euro destinati alle tecnologie strategiche. Il bando sostiene sia imprese singole che aggregazioni, puntando a sviluppare e produrre tecnologie critiche nel territorio.
Le risorse sono divise in due linee: 26 milioni per progetti innovativi nelle tecnologie digitali, deep tech e biotecnologie; 18 milioni per tecnologie pulite ed efficienza energetica, inclusi progetti Net-Zero per la neutralità climatica.
Possono partecipare imprese di ogni dimensione, purché abbiano sedi produttive in Molise, anche se aperte dopo la presentazione della domanda. I contributi coprono dal 65% all’80% per la ricerca industriale, e dal 40% al 60% per sviluppo industriale e investimenti produttivi.
L’importo minimo per i progetti va da 1 milione per le piccole imprese fino a 5 milioni per gruppi con grandi aziende. Il contributo massimo può arrivare a 4 milioni per le PMI e 8 milioni per consorzi industriali. La selezione è a sportello, dal 26 ottobre 2026 fino a esaurimento fondi, quindi serve preparare bene e in fretta tutta la documentazione tecnico-economica.
I progetti devono concludersi entro 36 mesi e puntare a innovazioni significative, non semplici aggiornamenti tecnologici. L’obiettivo è rafforzare il ruolo del Molise nelle filiere tecnologiche strategiche a livello europeo.
Bandi e investimenti, la chiave per la crescita e la competitività regionale
Le iniziative di Lazio e Molise si inseriscono in un quadro più ampio di politiche europee volte a ridurre la dipendenza tecnologica dall’estero. STEP è una delle colonne portanti della strategia europea per sostenere filiere tecnologiche autonome e innovative.
I bandi, coordinati con i Programmi Operativi FESR, vogliono attrarre investimenti in ricerca e sviluppo, favorendo la collaborazione tra grandi enti pubblici o privati e PMI ad alto potenziale innovativo. Questo approccio mette insieme la ricerca avanzata, come quella universitaria, con applicazioni pratiche e industriali, facilitando il trasferimento tecnologico e uno sviluppo che risponde alle esigenze del mercato.
Finanziare progetti con un alto livello di maturità tecnologica significa puntare allo step finale prima della commercializzazione: il passaggio decisivo per trasformare idee scientifiche in prodotti e servizi concreti. Settori come biotech e deep tech sono ad alto impatto ma anche ad alto rischio e costo, perciò il sostegno pubblico diventa fondamentale per colmare il divario tra ricerca e mercato.
Con aiuti fino all’80%, le Regioni vogliono stimolare investimenti essenziali, soprattutto in un momento in cui innovazione e tecnologia sono leve fondamentali per la ripresa e la crescita economica. Pur con approcci e tempi diversi, Lazio e Molise cercano di costruire un tessuto industriale più solido, pronto a misurarsi con le sfide globali puntando su nuove tecnologie e un modello collaborativo per la sperimentazione e lo sviluppo.