Calano brevetti e finanziamenti nelle assicurazioni: i motivi della trasformazione digitale del settore

Redazione

15 Luglio 2026

Nel 2026, il settore assicurativo cambierà volto. I brevetti, un tempo segno tangibile di innovazione, stanno diminuendo. Eppure, non è un segnale di stop. Anzi, le compagnie stanno lasciando da parte lo sviluppo interno, preferendo collaborazioni aperte e sinergie con l’esterno. È una svolta necessaria, spinta dai rischi climatici, cibernetici e sistemici che mettono in crisi vecchie infrastrutture. La risposta? Piattaforme cloud modulari e intelligenza artificiale integrata, un mix che dà forma all’Insurance Cloud 2.0. Un nuovo capitolo, pronto a trasformare underwriting, gestione sinistri e distribuzione.

Brevetti e investimenti in calo, ma non l’innovazione

Le ultime statistiche mostrano un calo netto nel numero di brevetti legati al settore assicurativo a livello mondiale. Dopo il picco di oltre 5.000 registrazioni nel 2020, nel 2025 si è scesi intorno a 2.200, un dato simile a quello del 2017 . Anche i finanziamenti per startup insurtech in fase iniziale sono diminuiti drasticamente: da oltre 600 operazioni annue nel 2021 a circa 200 nel 2025, con capitali investiti scesi sotto i 600 milioni di dollari, dopo un minimo vicino ai 400 milioni nel 2024.

Ma questo non vuol dire che l’innovazione si sia fermata. Il settore sta semplicemente cambiando modo di fare. Si abbandonano gli investimenti isolati e proprietari per abbracciare ecosistemi collaborativi. Le compagnie puntano oggi a integrare soluzioni esterne, acquisendone competenze e tecnologie tramite partnership e piattaforme aperte. Così si ottimizzano risorse, si riducono rischi e si accelera l’adozione di tecnologie avanzate, senza dover sviluppare tutto in casa.

Dai sistemi vecchi a un approccio proattivo contro il rischio

I rischi assicurativi diventano sempre più complessi e la vecchia logica di risarcimento dopo il danno non basta più. Per garantire sostenibilità e contenere gli impatti di eventi sistemici, le compagnie stanno puntando su sistemi che permettono prevenzione e monitoraggio in tempo reale.

Il nodo principale resta però l’aggiornamento dei sistemi legacy, spesso ingombranti e poco flessibili. Il World Economic Forum stima che fino al 70% del budget IT di molte compagnie venga consumato solo per mantenere questi sistemi, lasciando poco spazio per innovazioni strategiche. Per esempio, mentre il 60% delle compagnie nel ramo property & casualty ha avviato progetti pilota con intelligenza artificiale, solo il 15% è riuscito a portare queste soluzioni in uso su larga scala.

Per superare questi limiti serve passare da sistemi monolitici a infrastrutture modulari, indipendenti dal fornitore, capaci di integrare servizi avanzati con flessibilità. Solo così si potrà adottare modelli predittivi, aumentare la resilienza e rispondere prontamente ai rischi che cambiano.

Insurance Cloud 2.0: il motore della nuova assicurazione

L’innovazione passa oggi dall’Insurance Cloud 2.0, che va oltre la semplice migrazione al cloud per ridurre i costi. L’obiettivo è creare valore e agilità, scomponendo le funzioni principali in moduli indipendenti collegati tramite API, dentro ecosistemi aperti e senza dipendenze da singoli fornitori.

I sistemi informativi si strutturano su cinque livelli: esperienza cliente, intelligenza predittiva e AI, moduli operativi, infrastruttura piattaforma ed ecosistema di partner e distribuzione. Questo permette di aggiungere o togliere applicazioni e partner rapidamente, riducendo i rischi e adattandosi al mercato.

Soluzioni middleware come InsureMO dimostrano la validità di questo approccio, collegando migliaia di API e moduli mantenendo attivi i sistemi legacy sottostanti, senza doverli sostituire subito. Il risultato? Nuove soluzioni sul mercato più in fretta e continuità operativa garantita.

Intelligenza artificiale e cloud: un binomio vincente

L’architettura modulare e cloud-native è la base per integrare l’intelligenza artificiale nei processi chiave delle assicurazioni. Il cloud garantisce scalabilità, elasticità e rispetto delle normative, mentre l’AI aumenta l’efficienza, affinando pricing, gestione sinistri e customer experience.

L’adozione procede in quattro fasi: dalla creazione di infrastrutture cloud ibride e compliant, alla gestione sicura dei dati in tempo reale, fino all’implementazione di AI generativa e machine learning che impattano direttamente sui risultati di business. L’intelligenza artificiale trasforma i dati da archivio statico a risorsa dinamica per decisioni immediate, non più solo analisi a posteriori.

La GenAI, per esempio, serve a modernizzare codici legacy, automatizzare la documentazione, accelerare i deployment e ottimizzare i processi con bot intelligenti. L’integrazione nativa di cloud e AI taglia costi amministrativi, riduce i tempi di liquidazione, migliora la precisione nella valutazione del rischio e aumenta la rapidità nelle risposte al mercato.

Open insurance: rivoluzione nella distribuzione

Le nuove regole europee, come il European Data Act, obbligano a condividere dati in modo standardizzato tra operatori, restituendo al cliente il controllo completo sui dati di polizza e rischio. Questo mette fine ai silos informativi e spinge a ripensare il modello distributivo.

I canali tradizionali B2B2C, spesso con rapporti indiretti e cataloghi rigidi, mostrano i loro limiti. L’open insurance favorisce invece modelli più diretti, basati su API aperte, offrendo una relazione più trasparente, personalizzata e dinamica con il cliente finale. Le compagnie possono così accedere ai dati di tutto il ciclo di vita del cliente, puntando su cross-selling e micro-polizze su misura, anche temporanee.

Questa trasformazione riduce i costi di intermediazione e apre nuove possibilità di guadagno con prodotti on-demand, cambiando il rapporto tra cliente e assicuratore verso un modello più fluido e digitale.

Embedded insurance: l’assicurazione che non si vede ma c’è

Grazie a infrastrutture API-first, i servizi assicurativi si integrano direttamente nei processi di acquisto di partner esterni, come e-commerce, mobilità o finanza digitale. L’assicurazione embedded diventa così parte integrante dell’esperienza d’uso, non un prodotto da comprare dopo.

Nel commercio digitale globale, questo sistema raggiunge clienti difficili da intercettare con i canali tradizionali. Collaborazioni come quelle tra AXA Partners e bolttech in Europa o Chubb e la fintech Smartpay in Asia mostrano come l’integrazione nei sistemi “buy now, pay later” abiliti coperture immediate, senza moduli cartacei e con poco attrito per l’utente.

Polizze parametriche basate su rischi precisi, attivate automaticamente da dati di viaggio o acquisto, rendono l’offerta più pertinente. Player globali come Cover Genius lavorano da intermediari tecnologici, inserendo coperture in servizi di grandi piattaforme digitali con verifiche e liquidazioni automatizzate. Il risultato è un’esperienza cliente più fluida, costi di distribuzione più bassi e risposte rapide alle esigenze reali.

Intelligenza artificiale agentica: l’automazione che pensa

L’AI avanza verso modelli autonomi agentici, in grado di pianificare, scomporre obiettivi e interagire con sistemi interni da sola, sempre sotto controllo umano. Questi agenti superano le AI linguistiche tradizionali, gestendo flussi decisionali complessi e processi end-to-end di underwriting e gestione sinistri.

Per esempio, Zurich North America usa la piattaforma Sixfold per velocizzare valutazione e report rischi, mentre NEXT Insurance sfrutta ZestyAI per analisi climatiche multimodali e quotazioni digitali senza sopralluogo. Agentici autonomi permettono anche la gestione low-touch o senza contatto dei sinistri vita e salute, con controlli antifrode e pagamenti immediati, abbattendo i costi amministrativi.

Per scalare queste tecnologie servono protocolli di sicurezza avanzati, come quelli di DeepKeep, che prevengono bias, perdite di dati o fenomeni di “Shadow AI”, assicurando trasparenza e conformità nelle decisioni automatiche.

Algoritmi quantistici e digital twin: il futuro della gestione rischi

Per affrontare rischi sistemici come eventi climatici estremi o terremoti servono modelli probabilistici molto più potenti dei tradizionali. Per questo, il settore integra sensori IoT, gemelli digitali territoriali e calcolo quantistico.

I digital twin territoriali replicano in tempo reale fenomeni fisici grazie a dati LiDAR, immagini satellitari , dati NASA e sensori a terra. Questo permette di creare coperture parametriche precise, attivate subito al superamento di soglie sismiche grazie a sensori installati sugli edifici, riducendo il cosiddetto basis risk.

La simulazione predittiva di catastrofi invia alert tempestivi agli assicurati e aiuta a gestire meglio le emergenze. La modellazione micro-zonale aggiorna i prezzi in modo dinamico, offrendo premi personalizzati per singola proprietà.

L’ottimizzazione del portafoglio riassicurativo sfrutta il calcolo quantistico ibrido, capace di risolvere problemi combinatori con milioni di variabili. Progetti pilota con Aioi Nissay Dowa e Terra Quantum usano reti tensoriali e machine learning quantistico per migliorare allocazione del capitale e limitare esposizioni non valutate.

Con queste tecnologie all’avanguardia, il settore assicurativo si sposta da semplice risarcimento a un ruolo attivo nella protezione e resilienza economica e infrastrutturale.

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