Valeria de Flaviis (CDP): “L’Intelligenza Artificiale, il Miglior Alleato per l’Innovazione in Italia”

Redazione

15 Luglio 2026

L’intelligenza artificiale non è più un semplice strumento: è il cuore pulsante dell’innovazione nelle grandi aziende. Lo racconta Valeria de Flaviis, che guida l’Innovation Lab e la Digital Transformation di CDP Cassa Depositi e Prestiti. Per lei, l’AI non cambia solo la tecnologia, ma stravolge il modo di lavorare, spingendo a ripensare cultura e organizzazione. Non basta adottare nuovi software, serve una trasformazione profonda. E in questa sfida, la grande realtà italiana che dirige sta già muovendo passi concreti, con progetti chiari e ambiziosi.

Ripensare il lavoro: l’AI come motore di cambiamento organizzativo

L’intelligenza artificiale, soprattutto quella generativa, dà il meglio di sé quando smette di essere solo uno strumento di automazione e diventa il cuore di un cambiamento nei processi. Per de Flaviis la vera sfida non è accelerare compiti ripetitivi, ma riprogettare il lavoro, mettendo in discussione ruoli e responsabilità. Si parla di “task reconfiguration”: un modo per combinare meglio le capacità umane con quelle delle macchine.

Al centro c’è la trasformazione organizzativa. L’AI solleva domande importanti: quale sarà il ruolo delle persone? Come superare la paura di essere rimpiazzati da un algoritmo? La risposta sta in un ripensamento condiviso del lavoro, che richiede mentalità nuove e competenze diverse, come il pensiero laterale per affrontare problemi complessi. Le aziende che ci riescono vanno oltre la semplice digitalizzazione, cambiano davvero il modo di lavorare.

Questo cambiamento sposta il valore dell’innovazione da una mera efficienza su singoli compiti a un vantaggio competitivo duraturo. Serve una cultura aziendale che metta al centro la collaborazione tra persone e sistemi intelligenti, superando una visione riduttiva della tecnologia.

La cultura aziendale: la chiave per far decollare l’intelligenza artificiale

Non basta mettere a disposizione strumenti all’avanguardia se chi li deve usare non ha le competenze o la fiducia per farlo. De Flaviis insiste: la cultura aziendale deve cambiare “dal basso”, facendo capire che l’AI è un aiuto concreto nel lavoro di tutti i giorni, non un’imposizione dall’alto.

Serve formazione continua, accompagnamento costante e una comunicazione chiara che mostri i benefici reali. La trasformazione funziona solo se le persone ne percepiscono il valore e capiscono le nuove possibilità offerte. Senza questo, anche i migliori investimenti rischiano di andare sprecati.

In più, la collaborazione tra chi vive i processi quotidiani e chi si occupa di innovazione è fondamentale. Le idee migliori nascono spesso da chi conosce davvero i problemi sul campo. L’innovazione così smette di essere un fatto da “esperti” e diventa un movimento diffuso in tutta l’azienda.

Cassa Depositi e Prestiti: risultati concreti e progetti pilota

Nel 2024 CDP ha lanciato il programma DICO per spingere il gruppo verso un modello sempre più guidato dai dati e dall’intelligenza artificiale. Un esempio di coinvolgimento è stata la Call4Ideas, che ha raccolto oltre 190 proposte da tutta l’azienda; di queste, 120 sono state selezionate come prioritarie. Un segnale chiaro di voglia di cambiare e innovare.

I progetti che stanno dando risultati si concentrano soprattutto sull’automazione di attività ripetitive, come la gestione di grandi quantità di documenti e controlli. Un caso emblematico è la semplificazione delle istruttorie per i finanziamenti alla Pubblica Amministrazione: grazie all’AI si è alleggerito il lavoro umano, accelerati i tempi e ridotti i rischi. Ora si punta a estendere questo modello ad altri settori, come la gestione legale dei documenti e la ricerca interna di informazioni.

Per ora si misura il successo con indicatori di efficienza, facili da quantificare e verificare subito. Ma CDP guarda anche a parametri più “soft”, legati alla cultura e all’adozione, per capire come evolve la trasformazione nel medio-lungo termine, valutando competenze e coinvolgimento delle persone.

Innovazione e sicurezza: il delicato equilibrio nella gestione dell’AI

In realtà complesse come quelle delle grandi realtà financiali, introdurre l’AI significa anche affrontare nuove sfide su compliance e rischi. Ma, spiega de Flaviis, una governance ben fatta non blocca l’innovazione, anzi diventa un valore aggiunto. La chiave è far dialogare strettamente innovazione, sicurezza e rispetto delle regole.

In CDP puntano a costruire un percorso condiviso, dove questi aspetti si bilanciano: si sperimenta ma si proteggono gli stakeholder. La tecnologia corre veloce, serve un modello flessibile che consenta di adottare l’AI in modo responsabile, senza sacrificare sicurezza e normative.

Così la governance non è un freno, ma parte integrante della strategia innovativa. L’obiettivo è massimizzare il valore nel tempo, evitando rischi e abusi, costruendo fiducia e stabilità nella trasformazione.

Uomo e intelligenza artificiale: una squadra vincente per innovare

La visione di Valeria de Flaviis supera il vecchio scontro tra uomini e macchine. L’intelligenza artificiale non è un nemico, ma un alleato che moltiplica le capacità umane. Collaborare significa sfruttare la potenza analitica degli algoritmi senza perdere il giudizio critico, la capacità di interpretare e la responsabilità che restano in mano alle persone.

Questo cambia profondamente il modo di fare innovazione. Non si tratta più di inserire un nuovo strumento in un flusso di lavoro già esistente, ma di immaginare come persone e sistemi intelligenti possano lavorare insieme per raggiungere risultati che da soli non sarebbero possibili.

Il modello che emerge è quello di una sinergia reale, dove l’innovazione serve a facilitare questa collaborazione e a valorizzare ciò che ciascuno sa fare meglio. Non si parla di sostituzione, ma di ampliare le possibilità per creare valore nelle organizzazioni moderne e competitive.

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