Le neobank europee stanno riscrivendo le regole del gioco finanziario
Le neobank europee stanno riscrivendo le regole del gioco finanziario, e non è solo una questione di app o algoritmi. Dietro queste realtà, spesso poco conosciute al grande pubblico, ci sono persone con storie lontane dal classico mondo bancario: ex imprenditori tech, professionisti digitali, e talenti con esperienze internazionali. In Italia, come nel resto d’Europa, questi nuovi leader stanno dando vita a un modello di banca che parla direttamente all’era digitale, rompendo schemi e tradizioni che per decenni hanno dominato il settore.
Ali Niknam e Bunq: la banca nata da zero che guarda oltre l’Europa
Ali Niknam è uno dei volti più emblematici di questa nuova generazione. Nato in Canada nel 1981 da una famiglia di atleti iraniani, ha passato l’infanzia tra Iran e Paesi Bassi, dove ha iniziato a programmare da bambino. Imprenditore seriale, ha fondato TransIP, una società di registrazione domini e hosting web, poi confluita in team.blue, e ha lanciato The Datacenter Group, occupandosi di data center prima di uscire dal progetto.
La sua idea era chiara: creare una banca completamente digitale, pensata per clienti abituati a gestire tutto dallo smartphone e con un respiro internazionale. Bunq, nata nel 2014, ha ottenuto la licenza bancaria europea da zero, un fatto che non accadeva da 35 anni. Niknam ha finanziato la startup da solo fino al 2021, quando un investimento da 193 milioni di euro ha dato una spinta decisiva. Oggi Bunq conta milioni di clienti, è la seconda neobank più grande d’Europa e ha ottenuto il via libera per operare come broker-dealer negli Stati Uniti dal 2025.
In Italia, la banca punta forte sull’espansione con una filiale a Milano e un IBAN locale, una strategia guidata da Michele Mattei. Mattei arriva dal mondo fintech e tech, con esperienze in Aruba e Qwist, ed è anche un attivo advisor, mentor e business angel nel settore dell’innovazione e startup, grazie anche alla sua newsletter fintech seguita da decine di migliaia di professionisti.
N26: dal fondatore alla nuova leadership tradizionale
N26 è una delle neobank più conosciute in Europa, e per anni il volto pubblico è stato quello di Valentin Stalf. Austriaco, con una formazione in business e finanza, ha cofondato la banca nel 2013 dopo esperienze nell’incubatore Rocket Internet, dove si era occupato di startup nel settore dei pagamenti digitali. Ha guidato la crescita in 24 paesi fino a settembre 2025, quando ha lasciato la gestione operativa per entrare nel consiglio di sorveglianza.
Anche il cofondatore Maximilian Tayenthal ha abbandonato i ruoli esecutivi nel 2025, mantenendo però la quota da azionista. Tayenthal ha un solido background economico e legale, con un master CEMS e la certificazione CFA, un riconoscimento importante nel mondo della finanza.
Al timone di N26 è arrivato Mike Dargan, un manager con 25 anni di esperienza in grandi banche come Merrill Lynch e UBS. La sua filosofia è chiara: “innovazione e sicurezza devono camminare insieme per conquistare la fiducia dei clienti.” In Italia, la leadership è passata da Matteo Concas ad Andrea Isola, quest’ultimo con un lungo percorso in consulenza internazionale presso Bain & Company e una vasta esperienza nella gestione di mercati complessi come Russia e Stati Uniti. Oggi Isola è direttore delle filiali italiana e spagnola e vicepresidente per l’area europea.
Qonto e il Sud Europa: la banca delle PMI sotto la guida di Lorenzo Pireddu
Qonto si è fatta spazio puntando su un target preciso: professionisti, startup e piccole e medie imprese. Fondata nel 2017 da Alex Prot e Steve Anavi, due imprenditori con un passato nel digitale, in particolare nel settore delle sigarette elettroniche collegate ad app smartphone, grazie al successo della loro precedente startup Smokio hanno potuto investire in Qonto e spingere l’espansione nel Sud Europa.
A guidare le attività in Italia, Spagna e Portogallo c’è Lorenzo Pireddu, economista sardo laureato alla Bocconi, con anni di esperienza in aziende tech e in Uber, dove è stato managing director per l’Italia. Pireddu porta una visione che combina innovazione e dialogo con le istituzioni in mercati dove la regolamentazione è stretta. La sua scelta di entrare in Qonto nasce anche da riflessioni personali sulle difficoltà delle PMI italiane, sottolineando l’importanza di strumenti finanziari moderni come leva per la crescita.
Con quasi 9 milioni di PMI solo nel Sud Europa, Qonto vuole diventare un punto di riferimento nel fintech per queste realtà spesso trascurate dalla grande banca tradizionale.
Nik Storonsky e Revolut: la crescita a tutto campo di una neobank globale
Nik Storonsky, nato in Russia e cambiato nazionalità dopo l’invasione dell’Ucraina, è l’esempio di come anche la geopolitica influenzi queste figure. Laureato in fisica applicata, matematica ed economia, ha iniziato come trader in Lehman Brothers e Credit Suisse. Nel 2015 ha fondato Revolut insieme a Vlad Yatsenko, puntando su una banca digitale con servizi innovativi e scalabili.
A fine 2025 Revolut contava oltre 69 milioni di clienti e ricavi per 4,5 miliardi di sterline, con una crescita annua del 46%, record per il settore. Storonsky ha indicato il 2028 come possibile anno per l’ingresso in borsa, spiegando che “oggi l’azienda preferisce concentrarsi sulla qualità del prodotto e sull’esperienza degli utenti invece di affrettare un collocamento.”
Sul piano operativo, Revolut ha rinnovato la leadership europea della banca con Kuba Fast, proveniente da Chase UK, la divisione digitale di JPMorgan Chase nata proprio per sfidare realtà come Revolut. In Italia, l’area è guidata da Nicola Vicino e Dina Siena, manager con un passato nella finanza tradizionale e nel fintech, con esperienze in HSBC, McKinsey, Nexi, JPMorgan e UBS.
Vicino ha la responsabilità delle operazioni nell’intera area Sud Europa, dove Revolut sta crescendo rapidamente, continuando a espandersi e a conformarsi alle normative locali.
Le storie di questi protagonisti raccontano il cambiamento in corso nel settore bancario europeo. Le neobank, guidate da manager che uniscono tecnologia e finanza, stanno spostando gli equilibri di potere e servizi in tutto il continente. Questi leader stanno costruendo un modello di banca digitale dove l’esperienza utente, la velocità nell’offerta e la capacità di intercettare nuovi clienti sono i punti chiave di un settore in continua trasformazione.