Il Vittoriale cerca under 25: parte il concorso per trasformare il museo in laboratorio di innovazione

Redazione

13 Ottobre 2026

Il Vittoriale degli Italiani, con le sue mura cariche di storia, apre una porta inedita ai giovani. Fino al 30 ottobre 2026, chi ha meno di 25 anni può partecipare a un concorso che non chiede competenze tecniche avanzate, ma idee capaci di intrecciare intelligenza artificiale, sostenibilità e identità digitale. Non serve essere esperti o startupper: basta avere creatività e voglia di coniugare passato e futuro. È un invito a trasformare un luogo simbolo del nostro patrimonio in un vero e proprio laboratorio di innovazione.

Vittoriale Lab: spazio aperto ai giovani senza limiti

Il concorso Vittoriale Lab è rivolto esclusivamente ai giovani under 25 al 30 ottobre 2026 ed è completamente gratuito. Non serve alcun titolo di studio o esperienza specifica nei campi tecnologici o artistici. L’obiettivo è raccogliere idee originali da ogni parte, mettendo al centro la creatività più che il curriculum. Si partecipa da soli e la selezione non guarda solo alla fattibilità tecnica o economica, ma premia soprattutto l’originalità e la chiarezza nel raccontare il progetto.

Le proposte possono spaziare dai progetti digitali alle performance artistiche, dai format immersivi al design innovativo. La sfida è trasformare un’intuizione in un progetto completo, che spieghi il problema, la soluzione pensata, il pubblico a cui si rivolge e l’impatto atteso. Non si tratta di un pitch da startup, ma di un invito a combinare creatività e rigore progettuale, in modo che il risultato sappia dialogare con l’anima storica del Vittoriale.

Tre temi chiave: natura, comunità digitale e corpo tra reale e virtuale

Le idee devono rientrare in una delle tre aree tematiche, tutte molto attuali. “Natura e Artificio” invita a ripensare la sostenibilità non solo come questione tecnica, ma come un cambiamento culturale che passa attraverso arte, design e modi nuovi di raccontare l’ambiente. Le proposte possono tradursi in strumenti, performance o esperienze capaci di stimolare una sensibilità diversa verso i comportamenti e i consumi.

“Piazze Digitali” guarda invece alle comunità nell’era dell’intelligenza artificiale. Si cercano soluzioni per costruire spazi di confronto, sia in presenza che online, che affrontino temi come inclusione, qualità del dibattito e lotta alla disinformazione. Il cuore della sfida è capire come unire le persone e far circolare contenuti positivi in un mondo dominato da algoritmi e piattaforme.

Infine, “Il Corpo Aumentato” esplora l’identità attraverso strumenti tecnologici che ampliano la percezione e l’espressione: avatar, realtà aumentata, ambienti immersivi. Le proposte possono tradursi in esperienze, modalità educative o performance che spingano a riflettere su autenticità, empatia e percezione di sé in un mondo dove il confine tra fisico e digitale si fa sempre più sottile.

Come partecipare e cosa aspettarsi: dalla candidatura al laboratorio finale

Per partecipare al Vittoriale Lab, ogni candidato deve inviare un video pitch di massimo tre minuti e una descrizione scritta in PDF di tre pagine. Il video serve a presentare chi propone l’idea, il tema scelto, la proposta e l’impatto atteso. Il testo approfondisce il problema, la soluzione e gli effetti previsti, con indicazioni su come valutarli nel tempo.

Le candidature saranno valutate da un comitato di esperti di cultura, tecnologia e comunicazione, tra cui Giordano Bruno Guerri, presidente del Vittoriale, e professionisti del mondo digitale e artistico. Dopo una prima selezione, i semifinalisti sosterranno un colloquio video. Da qui verranno scelti dieci giovani che parteciperanno all’“Officina del possibile”, un laboratorio di due giorni, il 30 e 31 gennaio 2027, negli spazi del Vittoriale.

In queste due giornate intense, i partecipanti lavoreranno insieme per sviluppare le idee selezionate, grazie a workshop di co-creazione e incontri con mentor. Tra i tutor ci saranno un esperto di intelligenza artificiale, un giovane poeta con ruolo di coach creativo e un regista teatrale che aiuterà a mettere in scena una performance finale. Questa fase spinge oltre il lavoro individuale, invitando a costruire un manifesto collettivo che raccolga visioni diverse senza perdere la loro ricchezza.

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