Il Vittoriale degli Italiani, con le sue mura cariche di storia, apre una porta inedita ai giovani. Fino al 30 ottobre 2026, chi ha meno di 25 anni può partecipare a un concorso che non chiede competenze tecniche avanzate, ma idee capaci di intrecciare intelligenza artificiale, sostenibilità e identità digitale. Non serve essere esperti o startupper: basta avere creatività e voglia di coniugare passato e futuro. È un invito a trasformare un luogo simbolo del nostro patrimonio in un vero e proprio laboratorio di innovazione.
Vittoriale Lab: spazio aperto ai giovani senza limiti
Il concorso Vittoriale Lab è rivolto esclusivamente ai giovani under 25 al 30 ottobre 2026 ed è completamente gratuito. Non serve alcun titolo di studio o esperienza specifica nei campi tecnologici o artistici. L’obiettivo è raccogliere idee originali da ogni parte, mettendo al centro la creatività più che il curriculum. Si partecipa da soli e la selezione non guarda solo alla fattibilità tecnica o economica, ma premia soprattutto l’originalità e la chiarezza nel raccontare il progetto.
Le proposte possono spaziare dai progetti digitali alle performance artistiche, dai format immersivi al design innovativo. La sfida è trasformare un’intuizione in un progetto completo, che spieghi il problema, la soluzione pensata, il pubblico a cui si rivolge e l’impatto atteso. Non si tratta di un pitch da startup, ma di un invito a combinare creatività e rigore progettuale, in modo che il risultato sappia dialogare con l’anima storica del Vittoriale.
Tre temi chiave: natura, comunità digitale e corpo tra reale e virtuale
Le idee devono rientrare in una delle tre aree tematiche, tutte molto attuali. “Natura e Artificio” invita a ripensare la sostenibilità non solo come questione tecnica, ma come un cambiamento culturale che passa attraverso arte, design e modi nuovi di raccontare l’ambiente. Le proposte possono tradursi in strumenti, performance o esperienze capaci di stimolare una sensibilità diversa verso i comportamenti e i consumi.
“Piazze Digitali” guarda invece alle comunità nell’era dell’intelligenza artificiale. Si cercano soluzioni per costruire spazi di confronto, sia in presenza che online, che affrontino temi come inclusione, qualità del dibattito e lotta alla disinformazione. Il cuore della sfida è capire come unire le persone e far circolare contenuti positivi in un mondo dominato da algoritmi e piattaforme.
Infine, “Il Corpo Aumentato” esplora l’identità attraverso strumenti tecnologici che ampliano la percezione e l’espressione: avatar, realtà aumentata, ambienti immersivi. Le proposte possono tradursi in esperienze, modalità educative o performance che spingano a riflettere su autenticità, empatia e percezione di sé in un mondo dove il confine tra fisico e digitale si fa sempre più sottile.
Come partecipare e cosa aspettarsi: dalla candidatura al laboratorio finale
Per partecipare al Vittoriale Lab, ogni candidato deve inviare un video pitch di massimo tre minuti e una descrizione scritta in PDF di tre pagine. Il video serve a presentare chi propone l’idea, il tema scelto, la proposta e l’impatto atteso. Il testo approfondisce il problema, la soluzione e gli effetti previsti, con indicazioni su come valutarli nel tempo.
Le candidature saranno valutate da un comitato di esperti di cultura, tecnologia e comunicazione, tra cui Giordano Bruno Guerri, presidente del Vittoriale, e professionisti del mondo digitale e artistico. Dopo una prima selezione, i semifinalisti sosterranno un colloquio video. Da qui verranno scelti dieci giovani che parteciperanno all’“Officina del possibile”, un laboratorio di due giorni, il 30 e 31 gennaio 2027, negli spazi del Vittoriale.
In queste due giornate intense, i partecipanti lavoreranno insieme per sviluppare le idee selezionate, grazie a workshop di co-creazione e incontri con mentor. Tra i tutor ci saranno un esperto di intelligenza artificiale, un giovane poeta con ruolo di coach creativo e un regista teatrale che aiuterà a mettere in scena una performance finale. Questa fase spinge oltre il lavoro individuale, invitando a costruire un manifesto collettivo che raccolga visioni diverse senza perdere la loro ricchezza.