A Nouscom raccoglie 120 milioni da Angelini, BEI e Neva per l’immunoterapia contro il cancro

Redazione

19 Ottobre 2026

120 milioni di euro: una cifra che parla da sola e che ha appena spalancato nuove porte per Nouscom, la biotech italiana pronta a cambiare le regole del gioco nella prevenzione del cancro. Dietro questo investimento, ci sono nomi pesanti come Angelini Industries, la Banca Europea per gli Investimenti e Neva SGR. L’obiettivo? Fermare il cancro sul nascere, soprattutto in chi porta la sindrome di Lynch, una delle condizioni genetiche più a rischio. Al centro del progetto c’è NOUS-209, un’immunoterapia sperimentale che ha già fatto vedere segnali incoraggianti nei primi test. Con il supporto di istituti internazionali e una reputazione in rapida crescita, la startup punta a un cambiamento radicale nell’oncologia preventiva.

120 milioni in gioco: chi investe e come verranno spesi

Il round di Serie D, chiuso il 19 ottobre 2026, ha raccolto 120 milioni di euro, superando le attese e confermando la fiducia del mercato in Nouscom. A guidare l’operazione sono stati M Ventures e Revelation Partners, con nuovi ingressi importanti come Angelini Industries , la Banca Europea per gli Investimenti tramite Aurea e Neva SGR, partner di Intesa Sanpaolo. Anche molti investitori storici hanno rinnovato il loro sostegno, tra cui 5AM Ventures, Andera Partners, BPIFRANCE, CDP Venture Capital, EQT Life Sciences e altri. Da segnalare l’ingresso diretto di Angelini Industries, già presente nella precedente Serie C tramite Angelini Ventures.

L’entità e la composizione dell’investimento mostrano come il settore delle terapie innovative, e in particolare la prevenzione precoce del cancro, attirino capitali importanti. I fondi saranno impiegati soprattutto per sviluppare NOUS-209, una terapia pronta all’uso, conforme agli ultimi standard regolatori e unica nel suo approccio mirato all’immunità contro i neoantigeni delle cellule tumorali. Con queste risorse, Nouscom punta ad accelerare gli studi clinici a livello globale e a consolidare la propria posizione come riferimento nell’intercettazione oncologica per chi ha fattori genetici di rischio, segnando così una tappa decisiva verso l’applicazione clinica su larga scala.

Nouscom tra Basilea e Roma: la forza di una biotech italiana

Fondata nel 2015 da un gruppo di ricercatori italiani esperti in immunoterapia e oncologia, Nouscom ha la sua sede principale a Basilea e un centro di ricerca e sviluppo a Roma. Il team dei fondatori, con nomi come Riccardo Cortese e Alfredo Nicosia, combina competenze scientifiche e imprenditoriali di alto livello. Alla guida ci sono la CEO Marina Udier e la direttrice scientifica Elisa Scarselli.

Il punto di forza di Nouscom è la sua piattaforma proprietaria basata su vettori virali in grado di trasportare neoantigeni ottimizzati. Questa tecnologia “educa” il sistema immunitario a riconoscere e colpire le cellule tumorali fin dalle prime fasi della loro comparsa. L’approccio non si limita a combattere tumori già avanzati, ma punta a bloccare la malattia prima che si manifesti completamente. Il risultato è una risposta immunitaria mirata, ampia e duratura, senza ricorrere a metodi invasivi.

Il bilanciamento tra ricerca in Svizzera e attività cliniche in Italia crea un modello di eccellenza internazionale, capace di dialogare con partner, istituzioni e investitori di tutto il mondo. Nouscom si presenta così come una piattaforma integrata per la nuova frontiera delle immunoterapie oncologiche.

NOUS-209 e la sfida della sindrome di Lynch: risultati clinici e riconoscimenti

NOUS-209 è il cuore del progetto Nouscom. Questa immunoterapia sperimentale vuole fermare il cancro nelle persone ad alto rischio, in particolare chi soffre della sindrome di Lynch, una mutazione genetica che aumenta molto la probabilità di tumori, soprattutto al colon-retto. I dati dello studio clinico di fase 1b/2, che saranno presentati al congresso ESMO di Madrid, mostrano segnali incoraggianti: dopo uno e due anni, rispettivamente 43 e 17 partecipanti non hanno sviluppato adenomi avanzati o tumori del colon. Questi risultati sono stati accompagnati da una risposta forte e duratura delle cellule T, il sistema di difesa immunitaria addestrato dalla terapia a riconoscere i neoantigeni.

Un passo importante è il riconoscimento della FDA, che ha assegnato a NOUS-209 la designazione Fast Track, accelerando così il percorso verso l’approvazione. Nei prossimi mesi partirà uno studio globale dedicato alla registrazione di questa terapia, con l’obiettivo di offrire ai pazienti un’arma preventiva efficace. La collaborazione con l’MD Anderson Cancer Center dell’Università del Texas rafforza la validità e la portata internazionale della sperimentazione.

Questi progressi rappresentano una svolta rispetto alle attuali soluzioni, che si limitano a monitorare la malattia e intervenire chirurgicamente, spesso con impatti pesanti sulla qualità della vita. NOUS-209 potrebbe aprire la strada a una nuova era nella prevenzione oncologica per chi ha mutazioni genetiche ad alto rischio.

Sindrome di Lynch: un problema clinico urgente che chiede soluzioni nuove

La sindrome di Lynch è una mutazione genetica ereditaria che aumenta drasticamente il rischio di tumori rispetto alla media. Per il cancro al colon-retto il rischio può superare il 50%, mentre altri tumori come quelli dell’endometrio e uro-teliali sono anch’essi frequenti. Oggi la gestione si basa su controlli regolari come colonscopie e, se serve, interventi chirurgici preventivi.

Ma queste misure non bastano a ridurre davvero la diffusione della malattia e pesano molto sulla qualità della vita dei pazienti. La sindrome espone a diversi tipi di tumori e chiede un approccio nuovo per la prevenzione primaria. L’immunoterapia di Nouscom si inserisce proprio in questo contesto, offrendo una chance per cambiare radicalmente il decorso clinico di chi ha questa condizione.

Addestrare il sistema immunitario a riconoscere e fermare le cellule precancerose è un passo avanti rispetto a metodi invasivi e reattivi. Questa strategia ha il potenziale per ridurre tumori prima che si sviluppino e si diffondano, diminuendo mortalità e complicanze. È una sfida che unisce genetica, immunologia e innovazione terapeutica in un unico sforzo.

Intercettare il cancro prima che esploda: la nuova frontiera delle immunoterapie

L’intercettazione precoce del cancro è una delle frontiere più innovative della ricerca. A differenza delle terapie tradizionali, che si concentrano su tumori già manifesti e spesso avanzati, questo approccio punta a intervenire nelle fasi iniziali, prevenendo la formazione e la crescita del tumore. Le immunoterapie progettate per individuare e attaccare le cellule tumorali anomale prima che diventino pericolose aprono nuovi orizzonti nella lotta a una delle principali cause di morte nel mondo.

Il metodo di Nouscom si basa su vettori virali che introducono neoantigeni mirati per stimolare una risposta immunitaria forte e precisa. Questo permette al sistema immunitario di agire presto e con più efficacia, bloccando la formazione del tumore prima che provochi danni irreversibili. La sindrome di Lynch è un esempio chiave di come questa tecnologia possa funzionare in contesti ad alto rischio genetico, con possibili applicazioni future anche ad altre condizioni predisponenti.

Dietro questa nuova frontiera ci sono scienza avanzata, tecnologie biomediche e collaborazioni internazionali. Un settore che attira sempre più investimenti e attenzione dalla comunità scientifica e dai privati, convinti che la prevenzione precoce sia la chiave per ridurre l’impatto del cancro sulla società.

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La raccolta di capitali e il coinvolgimento di grandi istituzioni segnano un momento cruciale per Nouscom e per tutta l’oncologia preventiva. I prossimi passi saranno l’avanzamento degli studi clinici e la presentazione di dati sempre più solidi per aprire la strada a una nuova era nelle terapie contro il cancro.

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