TrueLayer, fintech fondata da italiani e cresciuta a Londra, ha appena incassato un investimento pubblico italiano da 27 milioni di dollari. Il round è stato guidato da Cdp Venture Capital, con la partecipazione di vecchi e nuovi investitori. Dietro a questa cifra, però, c’è molto più di un semplice finanziamento: è un segnale chiaro della volontà italiana – e più in generale europea – di giocare un ruolo da protagonista nel settore dei pagamenti digitali. Un campo strategico, perché riguarda la sovranità tecnologica del continente e le infrastrutture che guideranno il futuro del denaro.
TrueLayer, un unicorno londinese con radici italiane
Fondata nel 2016 a Londra da Francesco Simoneschi e Luca Martinetti, TrueLayer ha puntato sull’open banking sviluppando Pay by Bank, una soluzione che permette ai clienti di pagare direttamente dal conto corrente tramite la propria banca, senza passare dalle carte di credito. Il trasferimento avviene tramite connessioni account-to-account, garantendo transazioni più dirette e sicure.
Anche se la sede legale resta a Londra, in Italia TrueLayer conta già 70 dipendenti, circa un quarto del totale, con un importante hub tecnologico a Milano. Qui si concentrano competenze avanzate per sviluppare piattaforme e garantire servizi essenziali come l’autenticazione sicura, la gestione dati e la prevenzione delle frodi. La società punta a rafforzare questo polo nel 2027 con nuove assunzioni e progetti di sviluppo. L’investimento pubblico italiano non è solo un’iniezione di denaro, ma un vero potenziamento del capitale umano e tecnologico nazionale.
Pay by Bank e l’espansione internazionale
Pay by Bank consente ai consumatori di pagare direttamente dal conto bancario, autenticandosi tramite la propria banca, per un’esperienza semplice e sicura al momento del pagamento. Per i commercianti, questo sistema offre un’alternativa ai circuiti basati sulle carte, spesso più costosi e meno diretti. TrueLayer funge da infrastruttura che collega i sistemi di pagamento dei merchant con gli istituti bancari, gestendo le transazioni in modo trasparente.
L’azienda è attiva in 22 Paesi, con oltre 30 milioni di utenti. Clienti come Ryanair e Just Eat si affidano alla sua rete per facilitare i pagamenti. Nel 2025, i dati interni mostrano una crescita del 52% nei volumi di transazioni e un aumento del 39% dei ricavi, segno di una fase di espansione decisiva. Il capitale raccolto servirà a rafforzare questa rete, con l’obiettivo di offrire un’esperienza uniforme tra Stati, integrare strumenti per pagamenti ricorrenti, gestire efficacemente le frodi e supportare i rapporti commerciali.
Cdp Venture Capital e la strategia pubblica per l’autonomia tecnologica
L’ingresso di Cdp Venture Capital nel finanziamento, senza dettagli precisi sull’importo investito, dà peso all’operazione. Non è solo una questione economica, ma strategica: si punta a sviluppare infrastrutture di pagamento sotto controllo europeo, tema chiave per l’autonomia tecnologica del Vecchio Continente. L’investimento riguarda una realtà con radici italiane e dimensioni internazionali, che mantiene sul territorio nazionale attività di ricerca, sviluppo e ingegneria.
Marco Branciforti, responsabile del fondo Large Ventures di Cdp, sottolinea l’importanza di supportare realtà tecnologiche capaci di competere in Europa, evitando la dipendenza da soluzioni extraeuropee. Anche se TrueLayer resta una società britannica, la partecipazione italiana nel capitale e soprattutto la presenza degli ingegneri a Milano sono un passo importante per il sistema nazionale ed europeo.
Milano, un hub tecnologico strategico per i pagamenti europei
Mantenere un centro tecnologico a Milano è una scelta strategica per TrueLayer e per l’Italia. Sviluppare competenze fintech richiede tempo e investimenti; controllare parte delle infrastrutture significa anche influire sull’evoluzione delle tecnologie finanziarie. Oggi Milano ospita un team qualificato che lavora su temi complessi come l’autenticazione, la sicurezza dei dati e la continuità operativa dei sistemi di pagamento.
L’espansione prevista per il 2027 andrà valutata sulla base delle risorse umane e delle competenze inserite. Per l’Italia, la sfida è trattenere sul territorio il valore generato da imprenditori e professionisti che operano a livello globale, mantenendo know-how strategico e investimenti concreti. Anche se TrueLayer non è un unicorno italiano a tutti gli effetti, è un esempio di internazionalizzazione con radici tecnologiche solide nel Paese.
La sfida della sovranità europea nei pagamenti digitali
La presenza di TrueLayer sul mercato europeo affronta un tema cruciale: la dipendenza da infrastrutture di pagamento gestite da aziende extraeuropee. Secondo dati dell’Eurosistema, oltre il 66% delle transazioni con carta nell’area euro passa su circuiti non europei. Tredici Stati membri usano circuiti o soluzioni mobili straniere per i pagamenti in negozio, una situazione che aumenta rischi su costi, concorrenza, governance e resilienza.
TrueLayer, offrendo pagamenti account-to-account basati su conti bancari europei e infrastrutture continentali, costruisce un’alternativa strategica. L’adozione dei bonifici istantanei europei, entrata in vigore nel 2025, facilita lo sviluppo di servizi integrati, con trasferimenti in pochi secondi e costi più bassi. L’adozione su larga scala dipenderà però dalla capacità di TrueLayer di convincere commercianti e consumatori, garantendo un’esperienza uniforme e affidabile.
Senza diventare un sistema pubblico o un campione europeo sotto controllo istituzionale, TrueLayer aggiunge un tassello importante per un ecosistema più indipendente. La sovranità digitale nei pagamenti passa anche dalla varietà delle alternative e dal mantenimento di competenze tecniche e decisionali in Europa. Con il sostegno di Cdp Venture Capital, TrueLayer si conferma uno degli attori chiave in questa partita.