La raccolta di 23,6 milioni di euro segna l’ingresso di un nuovo protagonista nel venture capital italiano. Si chiama NVM Ventures, ed è nato con un obiettivo chiaro: sostenere startup che lavorano su tecnologie “dual use”, cioè capaci di applicazioni sia civili sia militari. Il loro primo fondo, NVM Venture Lazio, punta a finanziare tra le 10 e le 15 realtà in fase pre-seed e seed. L’idea è semplice ma ambiziosa: trasformare innovazioni deep tech in prodotti concreti, pronti a cambiare il mercato. La scelta del territorio non è casuale, perché qui si gioca una partita strategica per il futuro tecnologico del Paese.
Un modello a comparti per accelerare gli investimenti
NVM Ventures si presenta con una struttura a comparti: portafogli separati, ognuno con un focus preciso e una gestione autonoma. Il primo, NVM Venture Lazio, sceglie e finanzia le startup in modo indipendente, ma con il vantaggio di condividere una struttura amministrativa comune che taglia i costi e semplifica la burocrazia. Questo sistema permette a team specializzati di entrare nel mondo del venture capital senza dover costruire da zero tutta l’infrastruttura, risparmiando tempo e fatica.
Andrea Bonabello, co-fondatore, spiega che il modello aiuta ad avere una governance solida e competenze già consolidate, essenziali per attirare investitori istituzionali e partire spediti. Così si crea un ecosistema che sostiene strategie diverse ma complementari, favorendo la nascita di filiere tecnologiche locali e rafforzando l’investimento italiano in settori chiave.
Dietro NVM Ventures, un mix di esperienza finanziaria e tecnica
NVM Ventures nasce dall’esperienza di Andrea Bonabello e Niccolò Bienati, due professionisti con anni alle spalle nel mondo della finanza e del venture capital per startup innovative. Bonabello ha fondato BizPlace nel 2017, poi ceduta nel 2023, e nel 2019 Ulixes Capital Partners, che oggi supporta NVM Venture Lazio nello scouting e nel monitoraggio di circa 30 startup. Bienati, anche lui di Ulixes, ha esperienza nella gestione di fondi e selezione di investimenti.
A guidare gli investimenti nel comparto Lazio ci sono Giorgio Gulienetti, con trenta anni di esperienza nell’aerospazio e nella difesa, e Alessandro Casiraghi, venture capitalist con un passato in Francia. Questo mix di competenze finanziarie e tecniche è la chiave per capire e accompagnare startup in settori molto specializzati.
Dove investe NVM Venture Lazio: settori e opportunità
Il fondo punta su startup deep tech che sviluppano tecnologie dual use: applicazioni civili e militari insieme. Aerospazio, robotica, sistemi autonomi, cybersicurezza, intelligenza artificiale per la difesa, infrastrutture energetiche, nuovi materiali, manifattura avanzata e biotecnologie sono i settori chiave. Un campo vasto che riflette la complessità e l’urgenza di innalzare il livello tecnologico per restare competitivi e garantire la sicurezza.
Uno studio di Mind the Bridge del 2025 mostra che oltre un quarto delle scaleup nei paesi NATO lavora su tecnologie dual use, con investimenti europei saliti a 8,7 miliardi di dollari, +55% rispetto all’anno prima. Regno Unito e Germania sono i più attivi, mentre l’Italia resta ancora indietro ma con margini di crescita. Il nodo principale è il passaggio dal prototipo alla produzione industriale e l’accesso a grandi clienti industriali e istituzionali.
Il Lazio, cuore pulsante del dual use in Italia
La Regione Lazio è un punto di forza per le tecnologie dual use. Qui operano più di 300 aziende con circa 23.000 addetti, nella filiera aerospaziale e della difesa, con un fatturato annuo che supera i 5 miliardi di euro, di cui 1,6 miliardi destinati all’export. Questo permette a NVM Venture Lazio di inserire le startup in un contesto ricco di competenze, infrastrutture e potenziali clienti.
A sostenere il fondo c’è anche Lazio Innova, società della Regione Lazio e della Camera di Commercio di Roma, che ha sottoscritto circa 18,83 milioni di euro tramite il veicolo Lazio Venture 2. Andrea Ciampalini, direttore generale di Lazio Innova, sottolinea come questo investimento rafforzi la presenza di capitali specializzati nelle tecnologie di frontiera, mettendo la regione al centro della scena nel venture capital dual use.
Investire nelle startup deep tech dual use: una sfida complessa
Le startup deep tech dual use richiedono un approccio diverso. Servono finanziamenti più corposi rispetto alle aziende tech tradizionali, perché lo sviluppo delle tecnologie è lungo e articolato: dalla prototipazione, alla certificazione da parte di clienti istituzionali, fino alla produzione industriale. I tempi di vendita sono lunghi e le certificazioni rigide.
Andrea Bonabello spiega che la selezione è fondamentale: sbagliare valutazione significa perdere tempo e soldi difficili da recuperare. Per questo NVM Venture Lazio spesso entra come lead investor, mantenendo un ruolo attivo che accompagna le startup dalla validazione tecnologica fino alla produzione su larga scala. Il capitale si unisce alle competenze tecniche e alle relazioni con la filiera, elementi essenziali per far crescere imprese destinate al mercato della difesa e della sicurezza.
Con questa strategia mirata, NVM Venture Lazio vuole colmare il gap che blocca molte startup nel passaggio dal laboratorio al mercato, sostenendo l’ecosistema dual use italiano con investimenti precisi e una governance esperta.