AlzhAI: la startup del Politecnico di Milano che rivoluziona la diagnosi dell’Alzheimer con l’intelligenza artificiale

Redazione

2 Ottobre 2026

Riuscire a diagnosticare l’Alzheimer prima che sia troppo tardi: è l’obiettivo di AlzhAI, la piattaforma creata da due giovani studenti del Politecnico di Milano. Daniele De Carli e Alberto Sudati, entrambi ventiduenni, hanno trasformato un’intuizione in un progetto concreto. Con un mix di studio e determinazione, hanno sviluppato un sistema basato sull’intelligenza artificiale capace di analizzare i dati clinici di routine, offrendo ai medici uno strumento in più per orientarsi in una diagnosi spesso complessa e delicata. Quella che è nata come una semplice idea universitaria si sta ora trasformando in una startup MedTech, un esempio tangibile di come la tecnologia possa fare la differenza nella lotta contro malattie difficili da intercettare.

AlzhAI, dalla tesi al Bootcamp: la nascita di un progetto milanese

Il progetto nasce durante la laurea triennale in Ingegneria Fisica al Politecnico di Milano, grazie all’entusiasmo di Daniele, specializzato in Fotonica e Tecnologie Quantistiche, e Alberto, che si concentra su Matematica e Fisica per l’Ingegneria Quantistica. Entrambi si sono avvicinati spontaneamente al machine learning e al deep learning, convinti che queste tecnologie avrebbero rivoluzionato presto il mondo della medicina. La scelta di puntare sull’Alzheimer nasce da motivazioni personali e dal desiderio di migliorare la diagnosi, spesso tardiva, di questa malattia.

All’inizio hanno lavorato con piccoli dataset sintetici. Poi, grazie a un archivio dati della University of Washington, sono passati a dati più affidabili e strutturati. Nel 2025 il progetto ha fatto un salto di qualità partecipando a uno Startup Bootcamp a Milano. Qui il confronto con altre startup, professionisti e mentor ha spinto i due a pensare ad AlzhAI non solo come ricerca, ma come prodotto concreto. Da lì è partita la trasformazione da laboratorio a potenziale impresa, valutando con attenzione il valore applicativo e la possibilità di scalare il sistema.

AlzhAI: come aiuta i medici nella diagnosi precoce dell’Alzheimer

AlzhAI è uno strumento pensato per dare una mano ai medici, sfruttando algoritmi di intelligenza artificiale che analizzano i dati clinici raccolti nella pratica quotidiana, dalle visite ai test neuropsicologici. Il sistema si concentra in particolare su quei pazienti che mostrano un possibile passaggio da un lieve declino cognitivo a forme più gravi di demenza. L’obiettivo è indirizzare verso esami più invasivi e costosi, come la risonanza magnetica, solo chi ne ha davvero bisogno.

La piattaforma entra in gioco dopo le prime valutazioni cliniche, incrociando le informazioni già disponibili per stabilire una priorità tra i pazienti in attesa. Questo permette di ottimizzare le risorse, spesso limitate nel sistema sanitario, e di alleggerire il carico degli specialisti, rendendo il percorso diagnostico più rapido e mirato. I fondatori hanno lavorato per mantenere lo strumento semplice e trasparente, così da restare un valido supporto senza sostituire il giudizio del medico.

Trasparenza e ruolo del medico: i valori al cuore di AlzhAI

Una delle caratteristiche che distingue AlzhAI è la chiarezza nei risultati prodotti dagli algoritmi. Il team ha preferito usare modelli di machine learning tradizionali, che permettono di capire quali variabili cliniche hanno pesato di più nelle analisi. Questo evita di consegnare ai medici un “pacco chiuso”, una cosiddetta “scatola nera”, che rischierebbe di minare la fiducia e il controllo professionale.

Alberto Sudati sottolinea che “l’intento non è sostituire il medico, ma offrirgli uno strumento che metta in luce dettagli utili per prendere decisioni.” La responsabilità finale resta sempre nelle mani dello specialista, mentre AlzhAI si propone come supporto alla valutazione clinica. Il team ha anche provato modelli basati su Large Language Model applicati a dati tabellari, ma ha scelto la semplicità e la trasparenza per garantire un controllo più stretto su dati sensibili come quelli sanitari.

Verso la validazione clinica: le sfide per portare AlzhAI sul mercato

AlzhAI è ancora in una fase iniziale: il software non è stato formalmente trasformato in società. Il primo traguardo è stato validare internamente il modello, testandolo con dati non usati durante l’addestramento. Il passo successivo sarà sottoporre il sistema a test esterni, con dati provenienti da popolazioni diverse, per verificarne l’efficacia e la robustezza. Questa fase è cruciale nel settore MedTech, dove precisione e affidabilità sono fondamentali per l’adozione in ambito clinico.

Il team sta aprendo collaborazioni con un ospedale di ricerca per avviare test indipendenti e raccogliere riscontri concreti. La verifica esterna è un passaggio decisivo per affrontare i prossimi step: dialogo con il personale sanitario, adeguamento alle normative e sviluppo industriale della piattaforma certificata. Solo così AlzhAI potrà guadagnarsi la fiducia necessaria per entrare stabilmente nelle procedure diagnostiche.

Milano, incubatore di innovazione: il ruolo dell’ecosistema locale

Il Politecnico di Milano è stato più di un semplice ateneo per De Carli e Sudati. Grazie a programmi come TEF Ignition e Switch2Product, pensati per accompagnare studenti e ricercatori verso l’imprenditorialità, hanno potuto rafforzare le loro idee e competenze. La mentorship ricevuta ha dato loro la possibilità di confrontarsi con esperti, medici e imprenditori, mettendo alla prova la validità pratica della loro tecnologia.

I percorsi di accelerazione non hanno offerto solo fondi, ma anche l’occasione di analizzare a fondo il progetto, stimolare miglioramenti e capire meglio il mercato. Per due giovani con un background tecnico-scientifico, questa fase è stata fondamentale per trasformare competenze specialistiche in capacità di dialogare con un ambiente imprenditoriale complesso e regolamentato.

Cosa ci aspetta: AlzhAI tra ricerca e innovazione clinica

Il futuro di AlzhAI passa dalla trasformazione di un prototipo funzionante in un prodotto affidabile, completando la validazione esterna e avviando il percorso per la certificazione come dispositivo medico. Nei prossimi cinque anni, i fondatori sperano di vedere la piattaforma integrata nella pratica ospedaliera per migliorare la diagnosi e il monitoraggio dell’Alzheimer.

Parallelamente, stanno preparando una pubblicazione scientifica per condividere con la comunità accademica i risultati ottenuti. Questo dimostra che la startup non mira solo a sviluppare un’applicazione pratica, ma anche a contribuire al progresso della conoscenza medica. AlzhAI si trova così a un crocevia, dove ricerca e medicina si incontrano per aprire la strada a soluzioni innovative basate sui dati e sulla tecnologia.

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