Nel 2024, Mondadori ha raccolto oltre 1.600 candidature per PLAI, il suo progetto sull’intelligenza artificiale nato come acceleratore di startup. Ora però la musica cambia. PLAI non è più solo un trampolino per scoprire nuove tecnologie, ma si trasforma in un vero e proprio hub per far entrare l’AI dentro l’azienda. L’obiettivo è chiaro: non restare a guardare, ma mettere in pratica, integrare l’innovazione nei processi quotidiani del gruppo. Una strada irta di ostacoli, dove molti hanno inciampato. Mondadori, invece, punta su un modello di open innovation più fluido e continuo, capace di tradurre le idee in prodotti e servizi concreti. I numeri parlano chiaro: serve abbandonare l’approccio tradizionale dell’acceleratore per abbracciare soluzioni più industriali, che incidano davvero sul business.
Da acceleratore a hub: PLAI si immerge nel cuore delle business unit Mondadori
Quando Mondadori ha presentato PLAI a maggio 2024, il progetto seguiva la struttura di un tipico corporate accelerator: call periodiche, selezione di startup AI, investimenti fino a 6 milioni di euro tra il 2024 e il 2026, mentoring e test in vari settori del gruppo — editoria, education, retail, marketing. In poco più di due anni però, spiegano dall’azienda, il focus è cambiato. Ora si punta a integrare a fondo le soluzioni nelle business unit, superando l’idea di accelerazione come evento a tempo. PLAI diventa così un hub di collaborazione permanente.
Antonio Porro, amministratore delegato di Mondadori, sottolinea come PLAI abbia creato un “punto di osservazione privilegiato” sul mercato dell’intelligenza artificiale, valutando decine di migliaia di progetti. Tra le startup entrate nel gruppo c’è AD cube, specializzata in AI per la pubblicità digitale. Il vero salto in avanti è fare di questo processo uno strumento che “genera valore dentro le business unit”, non solo scovando le startup più promettenti, ma accompagnandole fino a un impatto concreto sul business.
Il percorso si basa su scouting continuo, investimenti mirati, sperimentazioni tarate sulle necessità aziendali e una misurazione attenta dei risultati economici. PLAI ha lasciato alle spalle i cicli rigidi “a batch” per adottare una gestione “always on”, più agile e in linea con le esigenze dinamiche di Mondadori.
Scouting sempre aperto e venture building: come funziona il nuovo PLAI
La trasformazione di PLAI era già evidente a febbraio 2026, quando il gruppo ha adottato una call sempre aperta per selezionare startup. Non si guarda solo alla tecnologia, ma soprattutto alla capacità della startup di rispondere a esigenze industriali precise. L’attenzione si è spostata dal semplice inseguire l’ultima novità a risolvere problemi reali delle business unit.
Anche i finanziamenti si sono adattati: ora si possono assegnare fino a 300 mila euro in equity, con un budget extra — fino a 100 mila euro — per sviluppare progetti pilota, co-sviluppo e proof of concept direttamente nel gruppo. Il modello a batch è sempre meno usato, mentre cresce il venture building: team interni lavorano sui bisogni aziendali per creare nuovi prodotti in tempi rapidi , che poi possono nascere dentro il gruppo o come spin-off.
Stefano Argiolas, AD di PLAI e Chief AI Officer di Mondadori, spiega che il progetto mantiene la sua vocazione di “osservatorio strategico” sull’AI, ma si fa sempre più uno strumento industriale che accompagna la startup in una collaborazione continua con il gruppo.
Perché gli acceleratori tradizionali spesso non bastano e come Mondadori prova a cambiare le regole
Dal 2020 si parla molto di quanto siano efficaci i corporate accelerator. Se all’inizio hanno aiutato a diffondere la cultura dell’innovazione, i risultati concreti in termini di integrazione e ritorno economico spesso sono stati deludenti. Le startup restano isolate o faticano a essere adottate dall’azienda.
Alberto Onetti, presidente di Mond The Bridge, mette in luce le difficoltà più comuni: attrarre startup di qualità e soprattutto inserirle in contesti aziendali complessi, dove serve definire problemi chiari, coinvolgere vari livelli dell’organizzazione, gestire sistemi informatici obsoleti e colmare il divario tra prova pilota e applicazione su larga scala.
Dopo due anni di attività, Mondadori con PLAI ha riconosciuto questi limiti. Nel report realizzato con PwC emergono i punti deboli del modello tradizionale: cicli troppo rigidi, scouting non sempre allineato ai bisogni industriali, separazione tra programmi per startup e scale-up che ostacola il passaggio dalla sperimentazione allo scaling.
La nuova versione di PLAI vuole superare questi ostacoli, mettendo al centro le business unit e creando un percorso che non si esaurisce con la scoperta della tecnologia, ma la segue fino all’adozione e all’industrializzazione.
AD cube, il caso di successo: da startup accelerata a realtà integrata nel gruppo
Un esempio tangibile di questa trasformazione è AD cube, startup specializzata in AI per la pubblicità digitale. Scelta nella prima edizione di PLAI, nel settembre 2025 l’agenzia MarTech AdKaora di Mondadori Media ha acquisito il 20% della società, con un accordo per arrivare al controllo totale.
Oggi AD cube non è più solo una startup accelerata, ma una “piattaforma pienamente operativa” che lavora a servizio diretto del gruppo, che la sta acquisendo ufficialmente tramite Mondadori Digital.
Nel novembre 2025, al Demo Day di PLAI, sono state presentate tante applicazioni sviluppate con altre startup, tra cui soluzioni per migliorare il customer service, automatizzare processi editoriali e digitalizzare acquisti e selezione fornitori.
Questo caso racconta bene la trasformazione di PLAI: da acceleratore di startup a leva per un’innovazione integrata che produce valore industriale.
Hi Twin, Tuduu e WordLift: collaborazioni su misura per Mondadori
Le startup protagoniste alla PLAI Impact Conference di settembre 2026 mostrano la varietà di approcci adottati con il nuovo modello.
Hi Twin realizza digital twin di utenti reali per testare campagne pubblicitarie e creatività, una tecnologia innovativa che ha ricevuto investimenti diretti da Mondadori.
Tuduu è un’infrastruttura B2B basata su API che integra dati su food, nutrizione ed e-commerce: Mondadori valuta una collaborazione strategica per sfruttare questa piattaforma nel retail.
WordLift, specialista nell’organizzazione e strutturazione dei dati, aiuta a migliorare la visibilità SEO e l’uso degli assistenti AI.
Non esiste un unico schema: alcune startup ottengono investimenti, altre collaborano senza finanziamenti o sono in fase di accordo. La selezione si basa su tre criteri: valore della soluzione, maturità del progetto e aderenza strategica alle necessità di Mondadori.
Questo approccio su misura dimostra la consapevolezza che la collaborazione deve essere guidata da obiettivi industriali chiari e non da un processo standard per tutte le startup.
Le soluzioni nate con le startup migliorano i processi e i servizi Mondadori
Nel 2025 Mondadori ha messo in produzione due soluzioni nate da PLAI. Stip, un sistema che automatizza il servizio clienti telefonico di Mondadori Retail, è attivo da luglio in tre negozi. Olivia, un modello predittivo per gestire le ristampe sviluppato con una scale-up scelta nel 2024, è operativo da ottobre e aiuta a ottimizzare gli ordini riducendo gli sprechi.
Sta prendendo forma anche Compri, una tecnologia legata agli acquisti per digitalizzare e migliorare la gestione dei fornitori.
Nel settore Education, dal settembre 2025 è attivo Tutor AI, un assistente integrato nei libri digitali che supporta studenti e insegnanti con la didattica personalizzata.
Oltre ai processi interni, Mondadori ha lanciato due servizi per gli utenti finali: Studenti+, un’area con AI che personalizza i percorsi formativi, e Good Choice, una piattaforma che aiuta i consumatori di GialloZafferano a fare scelte d’acquisto più consapevoli.
Alcune applicazioni nascono da tecnologie esterne, altre sono sviluppate internamente o con partner come la startup MemorAIz. Questo mix racconta bene la trasformazione di PLAI: da programma di scouting a processo di open innovation che porta soluzioni concrete dal laboratorio al cliente.
L’automazione al centro: la priorità per l’AI in Mondadori
Durante la PLAI Impact Conference 2026 è emerso un dato chiaro: l’88% dei manager delle business unit indica l’automazione dei processi come l’area più promettente per applicare l’AI nei prossimi 12 mesi. Al secondo posto c’è l’analisi avanzata dei dati , mentre la generazione di contenuti si ferma al 13%.
Questo orientamento riflette le priorità dei decisori più che l’uso generale, ma è significativo per un gruppo editoriale. Secondo dati PwC su ISTAT 2025, il settore media e editoria punta più sulla generazione di contenuti rispetto all’automazione, mentre Mondadori fa il contrario.
La strategia è chiara: integrare l’AI nelle attività che migliorano efficienza, pianificazione, gestione della supply chain, customer service, acquisti e pubblicità, più che nelle produzioni creative.
Questo approccio permette di misurare con precisione il ritorno economico di ogni innovazione e di consolidare l’uso dell’AI nei processi chiave.
Triennio 2024-2026, un bilancio in chiaroscuro: la sfida di PLAI continua
Il piano di finanziamenti da 6 milioni di euro, partito con il progetto, copriva il triennio 2024-2026, ora quasi concluso. Il modello a batch è stato abbandonato, il limite massimo di investimento per startup ridotto a favore di maggiori risorse per le sperimentazioni.
Il report PwC-PLAI al 2025 conta 16 iniziative finanziate, con due soluzioni già operative nel gruppo e la startup AD cube in fase di acquisizione. Alcune startup sono uscite dal perimetro Mondadori continuando a operare sul mercato esterno.
L’evoluzione di PLAI si legge anche come una ricalibrazione del programma, nato con grandi ambizioni ma ora più focalizzato su obiettivi realistici e sull’impatto interno.
L’azienda conferma l’intenzione di andare avanti, imparando da questi anni e puntando a fare dell’AI uno strumento per migliorare efficienza, trasformazione industriale e nuove opportunità all’interno del gruppo.