Il 22 settembre 2026 non è stato un giorno qualunque per la tecnologia nucleare europea. Newcleo, la start-up deep tech nata nel 2021, ha fatto il suo ingresso sul Nasdaq Global Select Market, il cuore pulsante della finanza americana. Stefano Buono, fisico e imprenditore italiano, ha guidato questo salto decisivo. Non è solo una questione di numeri o di quotazioni; è il racconto di un talento scientifico che cerca l’ambiente giusto per crescere, lontano da un’Europa che fatica ancora a sostenere le sue idee più innovative. Dopo aver già portato una società italiana sul mercato Usa, Buono punta ora a qualcosa di molto più ambizioso: trasformare Newcleo nella sfida europea del nucleare avanzato, ma giocandola nel terreno più competitivo al mondo.
Newcleo: il viaggio dall’Europa a Wall Street per finanziare il nucleare di nuova generazione
Newcleo nasce da un mix di esperienza e visione scientifica. Stefano Buono ha lavorato al CERN accanto a Carlo Rubbia, Premio Nobel, prima di fondare Advanced Accelerator Applications, società quotata al Nasdaq nel 2015 e poi venduta a Novartis per quasi 4 miliardi di dollari. In Newcleo si avvale anche di Luciano Cinotti, esperto nei reattori veloci raffreddati al piombo, e di Elisabeth Rizzotti, con un solido passato tra fisica e finanza. La start-up ha messo insieme velocemente un round iniziale da 118 milioni di dollari e ha acquisito tecnologia da Hydromine. Prima della fusione con la SPAC NewHold Investment Corp III, aveva già raccolto quasi 780 milioni in capitale privato. Oggi Newcleo conta più di 900 dipendenti tra Europa e Stati Uniti, oltre cento partner industriali e un capitale raccolto che supera il miliardo di dollari.
La capogruppo ha sede nel Regno Unito, ma la maggior parte della ricerca e produzione si svolge tra Francia e Italia, con una crescita significativa anche negli Stati Uniti. Una scelta strategica che cerca di bilanciare la profondità scientifica europea con la capacità di attrarre capitali nel più grande mercato finanziario mondiale. Newcleo costruisce così un ponte tra continenti: cuore tecnologico in Europa, linee di produzione e laboratori negli USA.
Il nucleare avanzato in Europa: opportunità e limiti per scaleup come Newcleo
Il rilancio del nucleare di nuova generazione è un terreno fertile per start-up come Newcleo. Il programma France 2030 ha stanziato un miliardo di euro per i piccoli reattori modulari e altre tecnologie innovative, metà dei quali destinati a progetti di fissione e fusione. Newcleo ha ottenuto riconoscimenti importanti, presentando il proprio progetto di reattore nel quadro di questo piano e ha orientato autorizzazioni e strategia industriale verso la Francia.
Anche la Commissione Europea ha mosso passi avanti, con una strategia lanciata nel marzo 2026 per le tecnologie SMR e i reattori modulari avanzati, con l’obiettivo di avviare i primi impianti europei nei primi anni ’30. Un segnale chiaro di cambio di passo, con sostegno pubblico e fondi per ridurre parte del rischio. Ma il vero motore resta il capitale privato, necessario per realizzare impianti e sostenere lo sviluppo industriale. I fondi europei aiutano, ma non bastano a coprire i costi di scaling, test e produzione su larga scala.
Cosa farà Newcleo con i fondi del Nasdaq: il progetto PRECURSOR e i prossimi passi
I 247 milioni di dollari raccolti grazie alla SPAC NewHold serviranno a finanziare le tappe chiave dello sviluppo tecnologico. Il primo progetto è PRECURSOR, un dimostratore da 10 MW termici in costruzione al Centro Ricerche ENEA di Brasimone, sull’Appennino bolognese. PRECURSOR è pensato per simulare il funzionamento integrato di sistemi fondamentali: il liquido di piombo, i generatori di vapore, i sistemi di controllo e la gestione del calore. Usa resistenze elettriche al posto del combustibile nucleare per testare i parametri termofluidodinamici senza rischi radioattivi.
Questa fase è fondamentale, una tappa preliminare prima di costruire reattori a piena scala. In Francia si preparano impianti pilota e fabbriche per il combustibile MOX in Indre-et-Loire e nell’Aube. Negli Stati Uniti, il dossier presentato alla Nuclear Regulatory Commission descrive un reattore da 480 MW termici e 200 MW elettrici, con piombo come refrigerante a pressione atmosferica. Newcleo ha anche avviato un dialogo per costruire una fabbrica di combustibile MOX.
La tecnologia punta a sfruttare lo spettro neutronico veloce per riutilizzare materiali nucleari riciclati, puntando al multi-riciclo e alla riduzione della radioattività residua. Ma restano aperte sfide non da poco: i costi, le autorizzazioni, la gestione degli scarti radioattivi e dei materiali di riprocessamento.
Regolatori e costi: gli ostacoli prima della produzione commerciale
I segnali dalle autorità ci sono, ma siamo ancora alle fasi preliminari. In Francia, a luglio 2026, l’Autorité de sûreté nucléaire et de radioprotection ha valutato positivamente alcune scelte di sicurezza per la fabbrica MOX, ma ha chiesto approfondimenti su rischi come incendi o impatti aerei. Un passo avanti, ma non un via libera definitivo.
Negli Stati Uniti, la fase di pre-application alla Nuclear Regulatory Commission è aperta da marzo 2026. Le interlocuzioni aiutano a ridurre l’incertezza, ma tempi e condizioni per le licenze ufficiali sono ancora da definire.
I costi stimati per il reattore dimostrativo e la fabbrica MOX in Francia sono tra i 5 e i 7 miliardi di euro, molto più dei fondi raccolti finora. I 247 milioni del Nasdaq serviranno a raggiungere obiettivi intermedi, sviluppare la filiera e avanzare nelle autorizzazioni, ma serviranno altri capitali per coprire l’intero progetto.
Nonostante i progressi industriali, Newcleo ha chiuso il 2025 con un fatturato di 32,8 milioni di euro e una perdita netta di 140 milioni, con liquidità di 105,3 milioni a fine anno. Il capitale raccolto amplia la capacità operativa, ma la strada verso la produzione commerciale è ancora lunga.
La fuga delle scaleup europee verso Wall Street: la scelta obbligata di Newcleo
Il caso Newcleo mette in luce un problema strutturale europeo: la difficoltà a finanziare scaleup tecnologiche nelle fasi più avanzate. Secondo il report 2025/2026 della Banca Europea per gli Investimenti, il gap di finanziamento nell’UE è di circa 80 miliardi di euro all’anno nelle fasi late-stage. Tra il 2023 e il 2025 le IPO europee hanno raccolto in media 8,6 miliardi all’anno, mentre solo nel 2025 gli USA ne hanno raccolti 68.
Un terzo delle scaleup europee preferisce quotarsi all’estero, soprattutto negli Stati Uniti. Newcleo ha scelto questa strada senza spostare del tutto la sua base produttiva oltreoceano: mantiene ricerca e produzione in Europa e usa il mercato americano per finanziare e accelerare. Questo permette anche di usare le azioni quotate come valuta per acquisizioni o alleanze future, un vantaggio importante per un’azienda che unisce competenze tecniche e realtà industriali solide.
Gli investitori di Wall Street offrono liquidità più ampia, ma chiedono valutazioni sempre aggiornate e la possibilità di uscire rapidamente. La capacità di Newcleo di portare avanti i programmi, ottenere autorizzazioni e chiudere contratti sarà osservata giorno per giorno sul Nasdaq. I prossimi mesi saranno decisivi per capire se la scommessa europea sul nucleare avanzato reggerà al peso del capitale raccolto.