Zanichelli Venture e i founder di Bending Spoons investono 1,4 milioni su Gamindo per rivoluzionare la formazione all’intelligenza artificiale

Redazione

22 Settembre 2026

Gamindo, startup trevigiana, ha appena incassato 1,4 milioni di euro da un gruppo di investitori che fa davvero rumore: Zanichelli Venture, Club degli Investitori, Vento e Doorway. Ma la vera novità sono i nomi degli azionisti: i fondatori di Bending Spoons, King e Docebo hanno deciso di puntare su questa realtà. Non si tratta solo di sviluppare nuovi strumenti, ma di portare competenze concrete sull’intelligenza artificiale dentro le aziende. Perché ormai è chiaro: avere accesso a ChatGPT o Copilot non basta più. Serve una formazione che faccia davvero la differenza, sul campo e misurabile.

Investitori italiani di peso puntano su Gamindo per cambiare la formazione in azienda

Il round da 1,4 milioni si distingue per la qualità degli investitori. Zanichelli Venture rappresenta la spinta all’innovazione di un gruppo editoriale storico, deciso a cambiare il modo in cui si crea e distribuisce la conoscenza. A fianco ci sono Vento, Doorway e il Club degli Investitori, rete di imprenditori e finanziatori focalizzati sul tech. Ancora più significativo è il coinvolgimento di imprenditori come Luca Ferrari, Matteo Danieli, Francesco Patarnello e Luca Querella , Luca Maestri , Riccardo Zacconi e Claudio Erba , affiancati dai CEO Alessio Artuffo e Duccio Vitali . Tutti portano con sé un bagaglio di esperienza nel software, nella tecnologia e nella formazione digitale, aggiungendo valore strategico al progetto Gamindo.

Non si tratta solo di soldi: con questo investimento Gamindo lancia AI Adoption, un ramo dedicato alla formazione sull’intelligenza artificiale in azienda. La sfida oggi non è vendere licenze, ma accompagnare davvero le persone a integrare l’AI nel lavoro quotidiano. La differenza sta nel passare dalla semplice alfabetizzazione digitale a un’adozione concreta e produttiva della tecnologia.

Zanichelli Venture: innovare la formazione con contenuti su misura e coinvolgenti

Per Zanichelli Venture, questo investimento segna un passo importante verso una formazione più interattiva e personalizzata. «Con Gamindo – spiega Enrico Poli, Director di Zanichelli Venture – sarà presto semplice progettare esperienze formative interattive come si prepara una presentazione». Con l’AI generativa, creare e adattare contenuti formativi diventa più rapido, ma il vero valore si sposta dalla quantità alla qualità dell’apprendimento: deve essere coinvolgente, calato nel lavoro e misurabile nel tempo.

Questa svolta nasce anche dalla difficoltà che molte aziende incontrano nel colmare il divario tra domanda di competenze e offerta formativa. Uno studio della Josh Bersin Company mostra che il 74% delle imprese fatica a garantire aggiornamenti continui. Gamindo vuole colmare proprio questo vuoto, offrendo non solo teoria ma formazione pratica che si traduce in azioni reali sul lavoro.

Gamindo punta sulla formazione sul campo per far funzionare l’intelligenza artificiale

Il cuore dell’approccio Gamindo è semplice ma spesso dimenticato: non basta spiegare cos’è l’intelligenza artificiale, bisogna insegnare a usarla davvero. Matteo Albrizio, co-founder e CPO, sottolinea che solo un percorso fatto di azioni concrete e personalizzate porta risultati tangibili. Si parte da una valutazione delle competenze di ciascun lavoratore, si prosegue con esercizi basati su casi reali e strumenti digitali come ChatGPT e Copilot, e si termina con una verifica costante dell’adozione.

Questo metodo trova conferme anche a livello globale. Uno studio della London School of Economics evidenzia che il 68% dei lavoratori non ha ricevuto formazione sull’AI nell’ultimo anno, nonostante chi usa queste tecnologie dichiari un risparmio di tempo doppio rispetto a chi non le adotta. Secondo Gamindo, la formazione porta a raddoppiare le ore di lavoro risparmiate, da 5 a 11 a settimana: oggi la vera sfida non è avere accesso all’AI, ma saperla usare bene.

L’effetto delle nuove regole europee sulla formazione in azienda

Un altro elemento che spinge verso nuovi modelli formativi è la normativa. L’AI Act europeo impone a chi sviluppa e usa sistemi di intelligenza artificiale di garantire un’adeguata alfabetizzazione digitale a chi li utilizza. Questo obbligo, contenuto nell’articolo 4, cambia le carte in tavola: le aziende devono andare oltre la semplice conformità e integrare davvero l’AI nei processi lavorativi.

La differenza tra “AI literacy” – la conoscenza teorica – e “AI adoption” – l’uso concreto e produttivo – diventa centrale. Gamindo punta proprio qui, offrendo esperienze formative legate ai processi aziendali e ai risultati di business, non solo contenuti teorici o certificati. Una visione condivisa da Davide Dattoli, fondatore di Talent Garden, che parla di un percorso “inspire, learn, act”: ispirare, imparare e mettere subito in pratica.

Da giochi branded a piattaforma internazionale: la trasformazione di Gamindo

Nata da un’idea dei trentini Nicolò Santin e Matteo Albrizio, Gamindo ha iniziato creando giochi su misura per brand, coinvolgendo finora oltre 3 milioni di utenti con esperienze di gamification. Da qui è nata l’evoluzione verso una piattaforma digitale scalabile, che permette alle aziende di costruire contenuti formativi interattivi e personalizzati in autonomia.

Oggi Gamindo conta più di 50 clienti in Italia e all’estero, tra cui nomi come Prada, L’Oréal Italia e Aon. La piattaforma è usata per sensibilizzare sulla cybersecurity, formazione continua e migliorare le vendite. Nicolò Santin spiega così la filosofia: «Non è che le persone odiano la formazione aziendale, odiano perdere tempo». L’efficacia arriva quando il percorso formativo si lega al lavoro reale, stimolando decisioni e sperimentazioni immediate, grazie alla gamification e al coinvolgimento attivo.

Dove andranno i fondi: prodotto, vendite e crescita internazionale

Questo nuovo round rafforza la strategia di espansione di Gamindo, dopo un precedente finanziamento da 500mila euro nel 2021. I fondi saranno investiti soprattutto per potenziare il team prodotto e vendite, accelerare lo sviluppo della piattaforma e spingere la crescita commerciale in Italia e all’estero. Al momento si cercano sviluppatori backend e frontend, account executive, instructional designer e specialisti in sviluppo vendite.

Anche gli investitori sottolineano la forza dell’idea. Gian Piero Pepino e Federico Mussetto, del Club degli Investitori, osservano: «La formazione aziendale spesso si subisce, invece deve diventare un vantaggio competitivo». L’intelligenza artificiale spinge ancora di più a integrare tecnologia e lavoro quotidiano, trasformando le competenze in risultati concreti.

Il futuro dell’AI in azienda si gioca sempre meno sul possedere licenze e sempre di più sulla capacità di guidare persone e organizzazioni a usarla davvero. Un percorso lungo e complesso, che richiede tempo, risorse e soprattutto formazione efficace. È qui che Gamindo e il suo gruppo di investitori puntano tutto.

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