A2A e Progetto Teti: il robot subacqueo che rivoluziona la manutenzione degli invasi idroelettrici in Italia

Redazione

20 Settembre 2026

Sotto la superficie della diga di Cancano, in Valtellina, si muove un gigante silenzioso che sta rivoluzionando la manutenzione delle dighe idroelettriche. A2A ha messo in campo un robot subacqueo che ripulisce i fondali dai sedimenti senza dover svuotare l’invaso, un’operazione che fino a poco tempo fa richiedeva tempi lunghi e interventi invasivi. Alimentato a elettricità e pilotato da remoto, questo innovativo dispositivo ha già rimosso oltre 10.000 metri cubi di sedimenti. Un risultato che va ben oltre la semplice manutenzione: significa preservare l’acqua, una risorsa sempre più preziosa, e garantire l’efficienza degli impianti in un’epoca in cui il cambiamento climatico impone una gestione più responsabile delle infrastrutture.

Progetto Teti: robotica e sostenibilità per una nuova manutenzione delle dighe

A2A, tra le principali multiutility italiane, ha stretto un accordo con la francese Watertracks per dare vita al Progetto Teti, un robot cingolato che lavora direttamente sul fondo della diga di Cancano, a circa 80 metri di profondità. Questa tecnologia avanzata permette di spostare e aspirare i sedimenti senza dover svuotare il bacino, cosa che in passato richiedeva lunghi fermi e un notevole consumo d’acqua. Due frese rotanti ai lati smuovono i sedimenti accumulati, mentre una pompa li sposta in una zona apposita, lontano dalle prese d’acqua, senza bloccare il sistema di captazione.

Il vantaggio è un impatto ambientale ridotto: le operazioni avvengono sott’acqua, in uno spazio limitato e controllato, così da limitare il turbamento delle acque e salvaguardare la fauna locale. Grazie a sensori sofisticati, il robot è monitorato in tempo reale da remoto, garantendo efficienza e sicurezza. Inoltre, funziona interamente a energia elettrica, in linea con gli obiettivi di sostenibilità.

Cambiamenti climatici e tecnologia: una sfida per l’idroelettrico

L’idroelettrico deve fare i conti con due problemi legati al clima: da una parte la siccità, che rende l’acqua una risorsa sempre più scarsa; dall’altra, eventi meteorologici estremi che aumentano i sedimenti negli invasi, riducendo la capacità produttiva delle dighe. La vecchia tecnica della fluitazione, che prevedeva lo svuotamento parziale o totale del bacino per rimuovere i materiali, comportava interruzioni e consumi d’acqua troppo elevati, ormai poco sostenibili.

Il Progetto Teti nasce per rispondere a queste emergenze: assicura una manutenzione continua, non invasiva e rispettosa dell’ambiente, mantenendo alta la produttività dell’impianto. L’innovazione, sviluppata anche grazie a un percorso di Design Thinking interno, è uno strumento concreto per gestire in modo più resiliente le risorse idriche, fondamentali per produrre energia pulita e supportare le comunità locali. La sperimentazione, conclusa nel 2026, ha dato risultati convincenti e promette di estendersi a tutte le dighe italiane gestite da A2A.

Come funziona il robot e quali vantaggi porta alla manutenzione

Il robot del Progetto Teti è un mezzo cingolato pensato per muoversi agilmente sul fondo, anche a grandi profondità. Le sue due frese rotanti laterali rompono i sedimenti compatti, che vengono poi aspirati e trasferiti in un’area dell’invaso lontana dalle prese d’acqua, senza disturbare il sistema di captazione. Così si evita di svuotare il bacino e si mantengono attive le centrali idroelettriche.

Il robot funziona solo a energia elettrica, riducendo l’impatto ambientale della manutenzione, e grazie ai sensori intelligenti è possibile controllare tutto da remoto, rendendo il processo più sicuro ed efficiente. Operando completamente sott’acqua, limita inoltre l’impatto visivo, un aspetto importante in zone protette come la Valtellina.

Prospettive e futuro: cosa significa il Progetto Teti per l’idroelettrico

La prova a Cancano ha già portato alla rimozione di oltre 10.000 metri cubi di sedimenti, confermando l’efficacia del sistema e aprendo la strada a un uso più ampio in tutta Italia. A2A ha annunciato l’intenzione di estendere presto questa tecnologia a tutti i suoi impianti idroelettrici, rafforzando il ruolo di pioniere nella robotica applicata alla gestione degli invasi.

Un punto importante riguarda anche il destino dei sedimenti estratti: il progetto mira a creare una filiera per il loro trattamento e riuso, seguendo i principi dell’economia circolare. Non si tratta più solo di rimuovere materiali di scarto, ma di trasformarli in risorse utili per l’industria, con un approccio più sostenibile.

A2A sottolinea come il Progetto Teti non sia solo un passo avanti per la tutela dell’acqua, ma anche un contributo concreto alla competitività dell’Italia nel campo dell’energia pulita e delle tecnologie innovative. La combinazione di robotica e sostenibilità sembra farsi strada come una delle priorità per una utility moderna, pronta a rispondere alle sfide ambientali di oggi.

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