Un’ex centrale elettrica abbandonata da decenni, immersa nella quiete della valle del lago Trasimeno, sta per rinascere. Non sarà più solo un ricordo di un’epoca industriale passata, ma il cuore pulsante di un progetto che guarda al futuro digitale. A meno di venti chilometri dall’area dove Brunello Cucinelli produce i suoi celebri capi, si sta trasformando un impianto da 350 megawatt, un tempo alimentato a lignite, in un parco tecnologico all’avanguardia. Al centro, un data center pensato per garantire sovranità digitale e potenza di calcolo al territorio. Una scommessa che intreccia questioni geopolitiche, economiche e culturali sul controllo dei dati, segnando una nuova rotta per l’Umbria.
Pietrafitta: da centrale abbandonata a volano tecnologico
La centrale di Pietrafitta ha segnato la storia energetica umbra per quasi un secolo. Chiusa da circa trent’anni, è rimasta un gigante silenzioso, simbolo di un’industrializzazione in declino. L’area, di proprietà dei piccoli comuni di Piegaro e Panicale, è un enorme volume di oltre mezzo milione di metri cubi, che negli ultimi anni si è lasciato andare al degrado. Senza un progetto e senza soldi, sembrava condannata a rimanere un rudere. Poi, nel 2019, Brunello Cucinelli ha preso l’iniziativa. Ha contattato Enel per acquistare l’area, spinto dal desiderio di ridare vita e valore a quel territorio vicino alla sua azienda. L’idea si è concretizzata grazie a Riccardo Stefanelli, amministratore delegato di una holding del gruppo e originario del posto, che ha immaginato un data center al servizio di università, sanità e imprese umbre, capace di colmare il vuoto infrastrutturale del Centro Italia.
Sovranità digitale: il valore strategico di un data center di prossimità
La sovranità digitale è il cuore del progetto. Oggi gran parte della capacità di calcolo mondiale è in mano a pochi grandi colossi privati, soprattutto americani. A Pietrafitta si vuole cambiare registro, restituendo autonomia e controllo sui dati al territorio e agli enti pubblici. Il data center sarà più piccolo rispetto agli impianti giganti internazionali, con una potenza fra 6 e 9 megawatt, ma pensato su misura per le esigenze locali. Servirà istituzioni, aziende e centri di ricerca, dando una spinta all’innovazione tecnologica e alla medicina predittiva senza dover dipendere da infrastrutture straniere o lontane. Il progetto prevede anche spazi per startup e incubatori, che potranno usufruire della potenza di calcolo in cambio di partecipazioni, creando così un ecosistema locale che punta alla crescita. La presenza di impianti di raffreddamento recuperati, una sottostazione ad alta tensione e una dorsale in fibra ottica completano il quadro delle infrastrutture, aumentando il valore della riqualificazione.
Cucinelli e l’intelligenza artificiale: tecnologia al servizio dell’uomo
Per Brunello Cucinelli l’intelligenza artificiale non è un concetto astratto o da temere, ma uno strumento da mettere al servizio delle persone, dentro una visione umanista. A gennaio 2026 è partita Callimacus, la piattaforma e-commerce del gruppo che sfrutta l’AI per migliorare i processi digitali. Il nome richiama il poeta e bibliotecario di Alessandria, simbolo di sapere al servizio della cultura. Cucinelli sottolinea che l’AI non è follia, ma va “umanizzata”: senza valori e guida rischia di perdere la sua utilità benefica. Le sue riflessioni confluiscono in una “Lettera della artificiale e umana intelligenza”, ispirata a san Francesco, che definisce l’AI come una “sorella” con un potenziale positivo. È un tema di grande attualità, in un mondo che dibatte su come regolamentare gli algoritmi, e che Microsoft ha provato a indirizzare con un codice di condotta Humanist AI.
Pietrafitta: investimenti, tempi e collaborazioni per un modello da seguire
Il Parco dell’Innovazione di Pietrafitta è un investimento da circa 100 milioni di euro. Anche se il progetto è ancora in fase di definizione, si punta a creare un’infrastruttura mista, capace di gestire sia lo storage sia la potenza di calcolo, elementi essenziali per garantire sovranità e competitività. L’area interessata è di circa sette ettari. La bonifica e alcuni lavori preliminari sono già parzialmente finanziati dalla Regione Umbria, che ha stanziato circa 2,5 milioni. Nel team tecnico figura Dario Pagani, esperto di data center e quantum computing, che lavora con uno studio di architettura milanese per coniugare esigenze tecniche ed estetica, seguendo la filosofia di Cucinelli: una struttura “solida, utile e bella”. L’obiettivo è completare il tutto entro il 2030, ma resta da definire chi gestirà il data center. L’ipotesi più probabile è una società mista pubblico-privata, con possibile coinvolgimento di investitori privati italiani esperti nel settore tecnologico.
Pietrafitta come esempio per l’Italia: rigenerare con innovazione e sostenibilità
Il progetto va oltre la costruzione di un semplice data center. È una strategia che punta a recuperare aree industriali abbandonate con un approccio innovativo e sostenibile. Pietrafitta vuole diventare un modello da replicare in altre zone d’Italia, soprattutto in territori che hanno perso i loro impianti produttivi e cercano di reinventarsi. Il progetto coinvolge comunità locali, istituzioni e mondo accademico, invitandoli a lavorare insieme per unire tecnologia, cultura e impresa. L’Umbria, con la sua forte identità culturale e il talento imprenditoriale di Cucinelli, dimostra che si può guardare al futuro con un equilibrio tra digitalizzazione e valorizzazione dei luoghi. È una sfida ambiziosa che cerca di coniugare memoria storica e innovazione, offrendo un nuovo modo di fare sviluppo e tecnologia in Italia.