Non è una mossa da poco, lasciare una carriera solida da avvocata corporate per buttarsi nel caos delle startup. Lo hanno pensato in molti quando Alberta Trombetta ha deciso di cambiare strada. Eppure, oggi quel salto nel vuoto si legge come un successo clamoroso: a settembre 2026, JustSolve, la piattaforma di intelligenza artificiale che ha creato per rivoluzionare il recupero crediti, ha chiuso un round pre-seed da 3,7 milioni di euro. Una cifra record in Italia, soprattutto per una startup guidata da una donna. Dietro questo risultato non c’è solo un’idea brillante, ma anni di esperienza legale unita a una passione concreta per la tecnologia. Una storia che sta riscrivendo le regole dell’imprenditoria nel nostro Paese.
Da avvocata a imprenditrice: la nascita di JustSolve
Alberta Trombetta ha passato sette anni in grandi studi legali, costruendosi una solida reputazione nel corporate. Una carriera lineare, con una laurea con il massimo dei voti e l’esame da avvocato superato al primo colpo. Ma dentro di sé aveva voglia di qualcosa di diverso, di creare qualcosa di suo. Nel 2023, grazie alla partecipazione alla seconda edizione italiana di Vento , il programma di venture building di Exor Ventures, ha incontrato Francesco Manicardi, esperto informatico e cofondatore di JustSolve.
All’inizio avevano pensato a una piattaforma per automatizzare le controversie giudiziarie di piccolo valore. Ma il progetto non ha raccolto abbastanza interesse dalle aziende. Con poche risorse rimaste e un momento difficile, hanno cambiato prospettiva. Hanno puntato sul recupero crediti, un problema che molte imprese affrontano ogni giorno, spesso con processi lenti e manuali. Così hanno abbandonato la prima idea e in poco tempo hanno sviluppato una nuova soluzione basata sull’intelligenza artificiale per automatizzare il recupero stragiudiziale. In soli due mesi avevano pronto un prototipo e il primo cliente.
JustSolve: l’intelligenza artificiale che accelera il recupero crediti
JustSolve affronta un problema enorme: in Europa ci sono circa 10mila miliardi di euro di crediti insoluti, con tassi di recupero bassissimi, intorno al 10%. Il metodo tradizionale è frammentato e richiede molto lavoro manuale. La piattaforma usa agenti AI che contattano i debitori via email, SMS, WhatsApp, telefono, posta e PEC, un canale che in Italia ha un ruolo molto importante, e adatta il messaggio in base al tipo di debitore.
Il servizio si rivolge soprattutto a chi gestisce grandi volumi di piccoli crediti, come nei settori “buy now, pay later”, utilities ed e-commerce. Le aziende possono usare la piattaforma in autonomia o con un supporto misto della startup. La vera novità è che gli agenti AI seguono le regole del creditore e, se la situazione si complica, passano automaticamente la pratica a operatori umani. Il sistema copre tutto il percorso: dal primo contatto, alla negoziazione di accordi e piani di rientro, fino al monitoraggio dei pagamenti.
Numeri che parlano chiaro: l’impatto sul mercato
Da quando ha debuttato fino a fine 2026, JustSolve ha raggiunto risultati importanti: circa mille conversazioni al giorno e oltre 2 milioni di crediti caricati. I clienti hanno visto raddoppiare i tassi di recupero rispetto ai metodi tradizionali. Per Alberta Trombetta, JustSolve non è solo un software, ma un sistema che cambia davvero il modo di gestire i crediti, rendendolo più veloce, scalabile e meno costoso.
Questa rivoluzione ha effetti anche sul lavoro: l’automazione riduce la necessità di personale per le pratiche più semplici, ma alza il livello di competenze richieste agli operatori, che si occupano dei casi più complessi. In Italia ogni anno si recupera solo il 17% di circa 200 miliardi di euro di crediti insoluti, quindi c’è molto spazio per innovare. Il settore si sta concentrando sempre più in poche grandi aziende, mentre i piccoli operatori stanno perdendo terreno.
Round da 3,7 milioni in tempi record e alleanze strategiche
Il round di settembre 2026 è stato guidato da Base10 Partners, un fondo internazionale che ha puntato sulla profonda conoscenza del team del processo operativo. La raccolta si è chiusa in meno di dieci giorni, con la partecipazione di altri fondi come Entourage, 2100 Ventures, Vento Ventures e Ithaca, oltre a una rete di business angel di rilievo. Tra loro, nomi come Marco Ogliengo di JetHR, Silvia Wang, Daniele Francescon di Serenis e Tim Collins, ex general counsel di grandi società negli Stati Uniti e in Australia.
I fondi raccolti serviranno per spingere lo sviluppo commerciale e tecnologico e per far crescere il team da sei a venti persone. L’espansione all’estero, già avviata con alcuni clienti, sarà pianificata solo dopo aver consolidato la posizione in Italia.
Leadership al femminile e le sfide di Alberta Trombetta
Il finanziamento di JustSolve è un record per l’Italia nel segmento pre-seed guidato da una donna. Le startup italiane con donne alla guida sono meno del 14%, una percentuale simile a quella delle donne partner nei fondi di venture capital. In Europa, le imprese fondate o co-fondate da donne hanno ottenuto solo il 13% degli investimenti nel 2025.
Alberta Trombetta sottolinea che “la scarsità di founder donne riflette una selezione dura, ma il vero banco di prova arriva dopo, quando bisogna mantenere la posizione”. Sta affrontando la gestione della startup durante la gravidanza, un’esperienza che cambia profondamente l’organizzazione del tempo e le priorità. Il suo obiettivo non è solo far crescere l’azienda e arrivare in borsa, ma anche costruire una vita equilibrata tra lavoro e famiglia.
La sua storia racconta un cambiamento importante: la presenza femminile nell’innovazione italiana cresce, anche se con limiti evidenti, e disegna nuovi modelli di leadership che uniscono competenza, grinta e la capacità di adattarsi a sfide personali e professionali complesse.