Revolut potenzia la governance: Sid Jajodia nominato nel Consiglio di Amministrazione per guidare l’espansione bancaria internazionale

Redazione

5 Agosto 2026

Revolut corre veloce, e non è un’esagerazione. Sid Jajodia, il Chief Banking Officer che ha guidato la trasformazione della fintech britannica in una vera banca con oltre 75 milioni di clienti sparsi in più di 40 paesi, entra ora nel Consiglio di Amministrazione. Non un semplice avvicendamento, ma una mossa strategica in un momento cruciale. La società ha appena ottenuto la licenza bancaria nel Regno Unito, ha fatto il suo ingresso ufficiale in Messico e Australia come banca, e ha appena presentato domanda per gli Stati Uniti. Un’espansione senza precedenti, che spinge Revolut a cambiare passo anche ai piani alti.

Sid Jajodia nel cda: la mossa per rafforzare la banca globale

Sid Jajodia, arrivato in Revolut nel 2021 come Chief Banking Officer, è stato ora ufficialmente nominato membro esecutivo del Consiglio di Amministrazione di Revolut Group Holdings Ltd, in attesa delle approvazioni regolamentari. Un riconoscimento che sottolinea il suo ruolo centrale nell’espansione bancaria della società. Nell’ultimo anno, Jajodia ha guidato la fintech verso traguardi importanti: ha coordinato il via libera alla licenza bancaria completa nel Regno Unito, firmata dalla Prudential Regulation Authority, e ha seguito l’avvio delle operazioni bancarie in Messico e Australia, i primi mercati fuori dall’Europa dove Revolut opera come banca. Contemporaneamente, ha curato la richiesta per la licenza bancaria negli Stati Uniti, un passo fondamentale per puntare a una presenza globale.

La sua entrata nel cda rafforza la governance, dimostrando la volontà di gestire con attenzione e competenza la crescita internazionale.

Chi è Sid Jajodia: l’esperto che guida la crescita di Revolut

Jajodia porta con sé più di vent’anni di esperienza nel mondo bancario e del credito digitale. Prima di Revolut, ha ricoperto ruoli di primo piano in aziende come PayU, dove è stato CEO del settore Credit, sviluppando il business a livello internazionale, e LendingClub, con incarichi da Chief Investment Officer e Vice President of Risk Management. Ha lavorato anche per Capital One, dove ha trascorso dodici anni e ha chiuso come Senior Vice President responsabile dei prestiti alle piccole e medie imprese.

La sua formazione è solida: una laurea in Architettura dalla School of Planning and Architecture di New Delhi, un MBA alla Pennsylvania State University, e un perfezionamento nel programma International Directors di INSEAD. Questo mix di competenze tecniche, finanziarie e manageriali è fondamentale per guidare una fintech come Revolut nel complicato mondo del banking globale.

Il consiglio di Revolut: un mix di esperienza e strategia per l’internazionalizzazione

Con Jajodia nel cda, Revolut Group può contare su un consiglio ben bilanciato, fatto di figure con competenze finanziarie, strategiche e operative. Oltre a lui, ci sono il presidente Martin Gilbert, gli amministratori esecutivi Nik Storonsky e Vlad Yatsenko, e gli amministratori indipendenti Caroline Britton, John Sievwright, Michael Sherwood, Ian Wilson e Dan Teodosiu. Questo mix garantisce un equilibrio tra leadership interna e professionalità esterne, essenziale per affrontare la crescita globale e le sfide normative di una fintech in continua evoluzione.

Martin Gilbert ha commentato la nomina sottolineando come “l’espansione bancaria sia uno dei pilastri della strategia di Revolut e il ruolo chiave di Jajodia, dalla nascita della banca nel Regno Unito fino alle prime aperture fuori Europa.”

Revolut oggi: da neobank a banca digitale con 75 milioni di clienti in 40 mercati

Fondata nel 2015 nel Regno Unito da Nik Storonsky e Vlad Yatsenko come piattaforma per pagamenti internazionali e cambio valuta, Revolut ha rapidamente allargato la sua offerta. Oggi offre servizi completi di banking digitale, dal risparmio agli investimenti, dal credito alle soluzioni per le imprese.

Con più di 75 milioni di clienti attivi, gestisce oltre un miliardo di transazioni ogni mese e opera in oltre 40 mercati. La strategia punta a rafforzare la presenza in Europa e a crescere a livello globale tramite licenze bancarie nei principali mercati, dagli Stati Uniti al Messico e all’Australia.

Il passaggio da fintech focalizzata sui pagamenti a banca digitale regolamentata è uno dei casi più significativi di trasformazione nel settore, unendo tecnologia finanziaria e tradizione bancaria su scala mondiale.

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