Trentadue milioni di euro: è questa la cifra che la Regione Lombardia ha deciso di investire per spingere le piccole e medie imprese delle Life Sciences verso il futuro. Non si tratta solo di soldi, ma di un impegno concreto per far dialogare meglio ricerca e impresa. L’idea è semplice ma ambiziosa: trasformare le scoperte mediche in prodotti reali, pronti a entrare sul mercato. In gioco c’è il rilancio di un settore strategico per l’economia regionale, dove spesso il salto dal laboratorio alla produzione è stato troppo lungo. Questa iniezione di risorse potrebbe essere il motore che manca alle startup e alle PMI lombarde per fare davvero la differenza nel campo della salute.
Un ponte concreto tra ricerca clinica e industria
L’iniziativa si chiama “IRCCS – Ricerca & Trasferisci. Innovare oggi, curare meglio domani” ed è parte del Programma Regionale FESR 2021-2027. A beneficiarne saranno gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico presenti in Lombardia, pubblici e privati. Il bando sostiene progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, puntando a far crescere il livello di maturità tecnologica delle soluzioni mediche, dal TRL 3 fino al TRL 8, in un massimo di 24 mesi.
Ogni IRCCS può chiedere fino a 3 milioni di euro, in un’unica proposta o divisi in due progetti da 1,5 milioni ciascuno. La gestione pratica è affidata a Finlombarda S.p.A., che si occupa di distribuire i fondi e di seguire l’andamento dei progetti. Tutto deve svolgersi nelle sedi lombarde degli IRCCS, in linea con la Strategia di Specializzazione Intelligente regionale , che individua 11 priorità chiave per la salute.
Le priorità al centro del bando
Il bando indica con precisione gli ambiti su cui puntare per innovare nel settore salute e biotecnologie. Le 11 priorità spaziano dalla prevenzione alla medicina digitale, dallo sviluppo di dispositivi personalizzati ai processi produttivi avanzati. Ecco i temi principali:
– prevenzione e stili di vita per ridurre le malattie croniche;
– diagnostica avanzata per rilevazioni più precoci e precise;
– terapie personalizzate e medicina di precisione;
– diffusione della medicina digitale e assistenza a distanza;
– miglioramento dell’organizzazione e integrazione sanitaria;
– monitoraggio e programmi di riabilitazione mirati;
– analisi dell’esposizione ambientale e impatti sulla salute;
– uso etico di big data per la ricerca clinica;
– sviluppo di nuovi prodotti e servizi per la cura;
– realizzazione di dispositivi personalizzati;
– materiali e processi produttivi innovativi.
I progetti devono riguardare uno o più di questi ambiti e dimostrare un impatto concreto sul sistema sanitario lombardo e sulla competitività delle imprese coinvolte.
Come funziona il finanziamento e cosa copre
Il bando finanzia soprattutto la ricerca industriale e lo sviluppo sperimentale, coprendo spese precise come:
– personale dedicato alla ricerca e sviluppo;
– acquisto o leasing di strumenti e attrezzature nuove;
– ricerca contrattuale, brevetti e licenze;
– consulenze specialistiche e servizi professionali;
– costi generali e spese di gestione legate al progetto.
Ci sono due modalità di contributo. Il primo, chiamato “NON AIUTO”, copre l’80% del budget e si applica agli IRCCS che svolgono attività prevalentemente non economiche, con l’impegno di diffondere i risultati e rendere accessibili le tecnologie. Se non si rientra in questo regime, vale il Regime Generale di Esenzione per Categoria , che copre il 65% dei costi per la ricerca industriale e il 40% per lo sviluppo sperimentale. L’idea è garantire un sostegno solido, mantenendo però un equilibrio nei conti pubblici.
Il ruolo chiave delle PMI nel trasferimento tecnologico
Anche se i fondi vanno agli IRCCS, le piccole e medie imprese locali sono protagoniste essenziali. Sono loro infatti il vero destinatario del trasferimento tecnologico. Le PMI partecipano attivamente: durante il progetto possono subappaltare parti di ricerca, offrire consulenze o sperimentare in laboratorio. In seguito, acquisiscono risultati tramite licenze o collaborazioni con spinoff nati dagli IRCCS.
Per le PMI i vantaggi sono evidenti: accesso a strutture di ricerca e strumentazioni di alto livello, spesso fuori portata per dimensioni o budget, e tempi ridotti per portare sul mercato innovazioni nel settore healthtech e biomedico. Così si crea un ecosistema integrato, dove scienza e impresa lavorano fianco a fianco per far crescere l’occupazione qualificata in Lombardia.
Scadenze, candidature e criteri di selezione
Le domande devono essere presentate entro il 28 ottobre 2026, alle 15:00, tramite la piattaforma online di Regione Lombardia. A valutare sarà un Comitato indipendente, che stilerà una graduatoria basata su quattro criteri principali:
1. qualità scientifica e innovazione;
2. capacità di trasferimento tecnologico e impatto economico locale;
3. organizzazione, governance e fattibilità tecnica;
4. congruità delle risorse e sostenibilità finanziaria.
Punteggi extra andranno a progetti con collaborazioni solide con PMI, alti standard di sostenibilità, attenzione all’etica, parità di genere e coinvolgimento di giovani ricercatori. Per aumentare le chance, molte imprese si affidano a società specializzate come ICTLAB PA, che offrono supporto tecnico e analisi preliminari.
Con questa mossa, la Regione Lombardia conferma la sua volontà di costruire un ecosistema dove ricerca e impresa camminano insieme, trasformando scoperte scientifiche in innovazioni utili per la società e l’economia del territorio.