Inflazione Italia luglio 2024: Istat segnala aumento prezzi al consumo +2,8% annuo

Redazione

2 Agosto 2026

A luglio, i prezzi al consumo in Italia sono saliti dello 0,2% rispetto a giugno. L’Istat lo ha appena certificato. Se guardiamo all’anno scorso, l’aumento raggiunge il 2,8%. Nonostante l’inflazione rallenti un po’, resta un peso concreto nelle spese quotidiane degli italiani. I dati considerano i prezzi al netto dei tabacchi, per focalizzarsi su ciò che davvero impatta sul bilancio familiare.

Prezzi in leggero rialzo: luglio si chiude con un aumento contenuto

Se guardiamo al mese su mese, l’indice nazionale dei prezzi al consumo segna un +0,2%. Un dato piccolo, ma che dice molto: i prezzi restano sostanzialmente stabili, anche se qualche settore spinge verso l’alto. Il risultato tiene conto anche delle oscillazioni stagionali e di dinamiche tipiche dell’estate, come domanda e offerta che si muovono in modo particolare.

A spingere i prezzi verso l’alto sono soprattutto energia e alimentari freschi. Bollette di luce e gas un po’ più care rispetto a giugno, insieme a prodotti alimentari che non restano fermi. Dall’altra parte, trasporti e comunicazioni tengono botta senza grandi scossoni. Questo mix di aumenti e stabilità ha portato a un saldo finale contenuto.

Guardando alle differenze sul territorio, le grandi città fanno registrare rincari più evidenti, soprattutto per affitti e servizi. Nelle zone rurali, invece, i prezzi restano più stabili, probabilmente anche grazie a una pressione meno forte su spese e consumi.

Inflazione annua al 2,8%: cosa cambia per le famiglie

Su base annua, l’aumento è del 2,8% rispetto a luglio 2023. Un dato che conferma come, dopo un periodo di inflazione alta, i prezzi continuino a salire, ma più lentamente. Questo +2,8% pesa sul potere d’acquisto delle famiglie, visto che in media i costi sono quasi del 3% più alti rispetto all’estate scorsa.

I rincari maggiori riguardano soprattutto alimentari ed energia, due voci chiave nel carrello della spesa. Alcuni prodotti freschi fanno segnare aumenti importanti, anche per colpa di eventi climatici che hanno danneggiato le coltivazioni. L’energia risente invece di fattori globali, con prezzi del gas e dell’elettricità che restano su livelli elevati.

Anche i servizi ricreativi e culturali hanno visto aumenti, legati a eventi, trasporti turistici e attività all’aperto. Sul fronte abitativo, invece, i costi restano abbastanza stabili, anche se manutenzioni e utenze mostrano un lieve aumento.

Perché l’Istat esclude i tabacchi dai calcoli

L’Istat comunica i dati al netto dei tabacchi per offrire un quadro più chiaro dell’inflazione che interessa davvero i consumi quotidiani. I prezzi dei tabacchi sono spesso soggetti a forti variazioni dovute a tasse e accise, che possono falsare la percezione dell’andamento generale.

Escludendo questa voce, l’indice riflette meglio l’andamento dei prezzi di beni di prima necessità, servizi e prodotti di largo consumo. Così si può seguire più da vicino l’evoluzione reale del costo della vita, senza l’influenza di elementi particolari e fuori controllo.

Questa è una prassi consolidata nelle rilevazioni Istat, utile a chi deve interpretare i dati — dagli analisti ai decisori politici fino agli imprenditori — perché garantisce numeri più omogenei e confrontabili nel tempo. Inoltre, permette di fare paragoni più trasparenti con i dati di altri Paesi.

Luglio 2024 si chiude quindi con un segnale chiaro: i prezzi crescono ancora, seppur lentamente. L’Italia resta alle prese con un’inflazione che non molla la presa e che continua a condizionare le spese di famiglie e consumatori. I prossimi mesi saranno decisivi per capire se questa tendenza si stabilizzerà o se il mercato interno vedrà nuove oscillazioni.

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