Scuter chiude round seed da 3,5 milioni: tutti i finanziamenti della ex startup della mobilità sharing

Redazione

29 Luglio 2026

Scuter ha appena superato un traguardo importante: più di 7 milioni di euro raccolti dall’avvio. La startup romana, che ha reinventato la mobilità urbana con i suoi veicoli dedicati allo sharing, ha appena chiuso un round seed da 3,5 milioni. Dopo undici anni di tappe e investimenti costanti, e un debutto pilota a Milano lo scorso novembre, l’azienda è pronta a cambiare marcia. Ora punta a crescere davvero, puntando su tecnologie all’avanguardia e nuovi modelli di business. I numeri, in fondo, non mentono.

Scuter nasce a Roma con un sogno: cambiare la mobilità in città

È il 2015 quando quattro ragazzi romani – Gianmarco Carnovale , Luca Ruggeri , Gabriele Carbucicchio e Carmine Di Nuzzo – mettono insieme competenze e idee per dare vita a Scuter. L’obiettivo? Creare un veicolo pensato su misura per lo sharing urbano, integrato con una piattaforma digitale avanzata.

Non si tratta solo di un mezzo da guidare, ma di un sistema che unisce veicolo e app, capace di gestire flotte pubbliche e private e di offrire diverse soluzioni di mobilità. Tutto nasce per rendere più semplici e sostenibili gli spostamenti in città, offrendo un’alternativa concreta all’auto privata.

La scelta di mantenere la produzione e la tecnologia in Italia è stata strategica: così Scuter può controllare qualità e innovazione, e allo stesso tempo far crescere competenze locali nel settore automotive. Da qui l’avvio nel 2025 del pilota a Milano, che serve a raccogliere dati e capire come migliorare il servizio.

Milano conferma: Scuter piace e funziona

Il test milanese ha dato riscontri incoraggianti. L’app ha superato 15.000 installazioni e il numero di corse e chilometri percorsi è in crescita costante. Gli utenti sembrano gradire una soluzione nuova, che offre vantaggi concreti: metà dei costi di spostamento in meno, tempi di viaggio e ricerca parcheggio ridotti del 70%, e un taglio del 90% delle emissioni di CO₂ rispetto all’auto privata.

In più, durante il test non si sono registrati incidenti, e l’80% degli utenti ha dato al servizio il massimo dei voti. Un dettaglio non da poco è che il veicolo non richiede l’uso del casco, rendendo l’esperienza più semplice e accessibile a molti.

Grazie a questi risultati, Scuter è pronta a espandere la flotta e a stringere nuove collaborazioni per crescere ancora.

Dalla raccolta fondi al round seed: il percorso che ha portato Scuter fin qui

Il cammino di Scuter verso la crescita è passato da diversi step finanziari. Inizialmente, circa 600.000 euro sono arrivati da business angel, campagne di equity crowdfunding e un fondo europeo per startup cleantech .

Nel 2021 è stato messo insieme un finanziamento di oltre 3 milioni, che ha combinato fondi pubblici come Smart&Start Italia , prestiti bancari garantiti da Intesa Sanpaolo e capitali da venture capital e business angel .

L’ultimo round seed, chiuso a luglio 2026 dopo essere partito nel 2025, ha raccolto altri 3,5 milioni da nuovi investitori, tra cui Vertis Venture, Pathfinder Investor, b-yond ventures, Nova Capital e Maya Investments.

Grazie a questi fondi, Scuter ha potuto aumentare la produzione, completare l’omologazione dei mezzi e industrializzare la piattaforma software e i processi operativi. Oggi la flotta conta 200 veicoli, con un modello che mantiene internamente progettazione e tecnologia e affida la produzione a partner italiani specializzati.

Il futuro di Scuter: crescere, scalare e innovare con l’AI

Ora l’obiettivo è chiaro: trasformare un progetto pilota in un modello scalabile e replicabile. Scuter punta a gestire direttamente le flotte, sviluppare partnership industriali e franchising, e mettere a disposizione una piattaforma unica per gestire flotte sia pubbliche che private.

Sul fronte tecnologico, l’azienda sta investendo sull’intelligenza artificiale per migliorare la gestione dei dati, ottimizzare l’energia e ampliare le funzionalità della piattaforma, costruendo così un’infrastruttura all’avanguardia per la mobilità urbana.

Il CEO Gianmarco Carnovale è netto: “non si tratta solo di far circolare uno scooter in sharing, ma di costruire un’intera filiera industriale che possa reggere una crescita solida, con un modello testato sul campo e tecnologia integrata.”

Prossimi passi? Rafforzare la presenza a Milano, aprirsi ad altre città italiane e continuare a spingere su mobilità sostenibile e innovazione.

Investitori in campo: un network solido per sostenere la crescita

L’ultimo round seed ha visto coinvolti sia investitori storici che nuovi protagonisti, tra imprenditori, manager e business angel dai settori tech, industriale e finanziario.

Tra i nomi più noti spiccano Alessandro Fracassi , Matteo Fago , Marco Trombetti , Claudio Erba e Antonio Baldassarra , insieme a fondi come CDP Venture Capital e LVenture Group.

Questa rete rappresenta un pilastro importante per Scuter, garantendo non solo risorse economiche, ma anche know-how e aperture strategiche sul mercato.

Con una solida base finanziaria, una progettazione italiana e una piattaforma tecnologica integrata, Scuter si conferma un attore concreto nella mobilità condivisa del futuro.

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