Datapizza raccoglie 10 milioni in Serie A per portare l’AI nelle PMI italiane

Redazione

25 Luglio 2026

Milano, 23 luglio 2026. Dieci milioni di euro in tasca: è il risultato che Datapizza, giovane startup milanese, ha appena raggiunto. Fondata solo tre anni fa dalla più grande community tech italiana, l’azienda ha sempre camminato da sola, senza finanziamenti esterni. Ora, con un round Series A guidato da Nextalia Ventures, si apre un nuovo capitolo. Obiettivo? Rafforzare il team e lanciare piattaforme di intelligenza artificiale pensate soprattutto per le piccole e medie imprese, spesso lasciate indietro nella corsa alla tecnologia.

Da community a impresa: la rapida crescita di Datapizza

La storia di Datapizza è fuori dal coro nel panorama italiano. Fondata nel 2021 come una community online, ha radunato velocemente sviluppatori, data scientist e professionisti digitali, superando i 500 mila membri sparsi su vari canali. Questo solido gruppo ha fatto da trampolino per trasformare il progetto in un’azienda vera e propria. Nel 2023, i fondatori Pierpaolo D’Odorico e Alessandro Risaro hanno scelto Milano come base per lanciare l’attività imprenditoriale, puntando su una crescita autofinanziata che li ha portati a quasi decuplicare il fatturato in soli tre anni.

Oggi Datapizza conta oltre 90 professionisti specializzati in AI engineering, sviluppo di soluzioni e trasformazione digitale. L’azienda ha già lavorato con nomi importanti come Allianz e Credem, realizzando progetti su misura per grandi clienti. Questa crescita rapida e organica racconta di un’azienda che conosce bene il mercato tech e le necessità delle imprese italiane.

Datapizza, l’arte di integrare l’intelligenza artificiale nelle aziende

Datapizza si definisce una “AI Transformation Company” e ha scelto di non creare modelli di intelligenza artificiale proprietari, ma di inserire quelli già esistenti nei processi produttivi dei clienti. Il suo punto di forza sta proprio nella capacità di far entrare l’AI nelle aziende in modo efficace e su misura. Il lavoro parte dall’analisi e mappatura dei processi, passa per le strategie di implementazione, arriva alla formazione dei collaboratori e al necessario cambio culturale, fino a fornire strumenti e applicazioni pronte all’uso.

L’approccio è “vendor-neutral”: l’azienda seleziona di volta in volta il modello AI più adatto, pescando da nomi come OpenAI, Anthropic, Gemini o modelli open source. Così evita dipendenze da un solo fornitore e garantisce flessibilità e continui aggiornamenti. I fondatori hanno puntato su questa neutralità perché, secondo loro, “il vero problema per le imprese non è più la qualità dei modelli, ma la difficoltà di integrarli con sistemi informativi vecchi, dati sparsi e processi consolidati.”

Un investimento da 10 milioni per crescere e innovare

Questo primo investimento istituzionale rappresenta una svolta per Datapizza. Il round Series A da 10 milioni di euro è guidato da Nextalia Ventures, fondo di venture capital specializzato in startup tecnologiche in fase di crescita. Nextalia, fondata da Francesco Canzonieri, non mette solo soldi, ma offre anche accesso al suo network industriale e finanziario.

All’operazione partecipano anche Roberto Condulmari e Guido Brera, fondatori di Kairos Partners, che portano esperienza e contatti strategici. I fondi raccolti saranno usati per tre obiettivi principali: rafforzare il team per rispondere alla domanda delle grandi imprese; accelerare lo sviluppo di una piattaforma proprietaria per l’orchestrazione di agenti AI, già usata da alcuni clienti; estendere l’offerta anche alle PMI, finora poco coinvolte.

Questa nuova fase mette in chiaro la volontà di Datapizza di allargare il proprio raggio d’azione e di portare strumenti tecnologici avanzati a un numero più ampio di aziende, abbattendo le barriere all’adozione e facendo diventare l’intelligenza artificiale un vero motore di competitività.

Crescita sostenuta e la sfida delle PMI italiane

Un aspetto fondamentale nel percorso di Datapizza è stato dimostrare che il business regge da solo, grazie ai ricavi generati dai progetti, senza ricorrere a finanziamenti esterni fino ad oggi. Questo ha permesso all’azienda di costruire competenze solide, modelli operativi efficaci e relazioni strette con clienti importanti.

Il mercato dell’AI in Italia è a un punto di svolta. Dopo l’entusiasmo per i grandi modelli linguistici e l’intelligenza artificiale generativa, la sfida ora è portare queste tecnologie dentro le imprese. In un sistema fatto soprattutto di piccole e medie realtà, l’adozione dell’AI può essere la leva decisiva per aumentare produttività e rilanciare la competitività.

Datapizza ha messo nel mirino proprio questo segmento, pronto a cogliere i vantaggi delle tecnologie più avanzate, ma frenato dalla complessità e dai costi di implementazione. La startup vuole offrire strumenti e competenze su misura per le PMI, avvicinandole a un mondo finora dominato dalle grandi aziende.

Datapizza nel cuore dell’AI italiana

Con questo investimento, Datapizza passa da startup autofinanziata a scaleup sostenuta da investitori istituzionali. La scelta di Nextalia Ventures dimostra quanto il venture capital italiano punti su realtà che non si limitano a sviluppare modelli AI, ma costruiscono piattaforme, competenze e servizi per trasformare la tecnologia in vantaggi concreti per le imprese.

La vera sfida, dicono i fondatori, “non è solo avere accesso alla tecnologia, ormai alla portata di tutti, ma riuscire a farla funzionare davvero dentro le aziende, in modo sicuro e produttivo.” Un passaggio cruciale per la crescita e la competitività del sistema produttivo italiano, in un mercato globale sempre più digitale.

Intanto Datapizza continua a cercare nuovi talenti per rafforzare il proprio team. Le posizioni aperte si trovano sul sito aziendale, segnale di una realtà in piena espansione e pronta a rispondere a una domanda in forte crescita.

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