Quanti file Excel si nascondono dietro a una decisione bancaria? Troppi, secondo Banca Patrimoni Sella. In un settore dove ogni dato conta, l’istituto guidato da Pierluigi Modesti ha deciso di cambiare marcia. Basta con fogli sparsi e risposte improvvisate: i dati non sono più solo numeri archiviati, ma veri e propri prodotti da utilizzare. Una svolta che promette di portare ordine, efficienza e, soprattutto, affidabilità, trasformando il modo in cui ogni area di business lavora.
Basta Excel: nasce una nuova cultura del dato
Il problema era chiaro: l’uso disordinato dei fogli Excel rendeva tutto più complicato. Ogni dipartimento chiedeva informazioni simili in momenti diversi, generando duplicazioni e confusione. Il team dati di Modesti si trovava sommerso da richieste a spot, senza mai riuscire a costruire una base condivisa solida.
La svolta è stata soprattutto culturale: il dato non è più solo un elemento grezzo, ma un prodotto vero e proprio. Ogni informazione deve essere facile da cercare, subito utilizzabile, affidabile e sicura, e deve integrarsi con gli altri sistemi aziendali. Per farlo, Banca Patrimoni Sella ha creato una struttura stabile che sostituisce le risposte improvvisate con dati certificati, sempre pronti a supportare il business.
Un passaggio chiave è stato l’introduzione del “data contract”, un accordo chiaro tra chi chiede i dati, chi li gestisce e chi si occupa della parte tecnica. Questo strumento fissa responsabilità e modalità d’uso, evitando dati abbandonati o di scarsa qualità. Inoltre, tutti i dati sono raccolti in un data marketplace interno, accessibile a tutta la banca, per favorire la condivisione e migliorare continuamente le risorse.
Cosa serve perché un dato diventi un vero asset
Non basta avere dati, bisogna che siano utili e concreti. Prima regola: il dato deve rispondere a un bisogno chiaro, aiutando nelle decisioni strategiche o operative. Senza questo scopo, rischia di essere solo un numero senza senso.
Poi serve che gli utenti trovino facilmente ciò che cercano, grazie a definizioni precise e collegamenti chiari ai dati veri. La semplicità di accesso è fondamentale per far sì che i dati vengano usati davvero.
L’affidabilità è un altro punto cruciale. Banca Patrimoni Sella ha messo in campo controlli tecnici, come sistemi automatici di monitoraggio, per garantire la qualità. Ma ha lavorato anche sull’affidabilità percepita: chi usa i dati deve poterli verificare e fidarsi, come si fa con la scheda tecnica di un prodotto.
Infine, la sicurezza non si discute. Controlli rigorosi sugli accessi e piena compatibilità tra le diverse piattaforme tecnologiche completano il quadro. Questo consente di gestire dati integrati anche in un contesto che mescola vecchie tecnologie e strumenti di intelligenza artificiale, mantenendo sempre il controllo.
Il data marketplace: il cuore tecnologico della trasformazione
Uno dei punti di forza di questa rivoluzione è il data marketplace, una sorta di mercato interno dove ogni area può cercare, accedere e usare dati certi e certificati. Questo semplifica la vita agli utenti e rende più efficiente il lavoro di chi governa i dati.
Dietro c’è un’architettura tecnologica che supera la frammentazione tipica delle banche, dove convivono sistemi vecchi e nuovi. Insieme a Irion, Banca Patrimoni Sella ha realizzato una piattaforma che integra database tradizionali come Oracle con strumenti moderni di analisi e visualizzazione. Così si salvaguardano gli investimenti fatti e si apre la strada all’innovazione.
La chiave è un metadato comune, che gestisce tutto il ciclo di vita dei data product. Questo sistema catalogo e pubblica i dati, gestisce i collegamenti con altri sistemi e assicura coerenza e controllo. È grazie a questa uniformità che si può anche integrare l’intelligenza artificiale senza rischi per qualità e sicurezza.
Il risultato? Un motore che trasforma la semplice raccolta dati in un ambiente dinamico, utile ogni giorno e in continua evoluzione.
La sfida della banca italiana: un modello da seguire
La scelta di Banca Patrimoni Sella è un esempio per tutto il sistema bancario italiano, spesso ancora ancorato a gestioni dati poco organizzate e dispersive. L’uso sistematico di Excel come primo strumento parla chiaro: serve un salto di qualità che metta insieme organizzazione, tecnologia e cultura aziendale.
La trasformazione in corso nel 2026 mostra che si può uscire dall’anarchia informativa con una strategia pragmatica e condivisa, che coinvolge tutte le funzioni aziendali. Investire in piattaforme come il data marketplace e definire regole precise come il data contract sono passi fondamentali per evitare sprechi, garantire qualità e trarre valore reale dai dati.
Con un approccio basato sui data product, le banche possono rispondere meglio a un mercato che cambia rapidamente, sostenere il processo decisionale e restare competitive, anche integrando l’intelligenza artificiale in modo sicuro e controllato.
Banca Patrimoni Sella indica così una strada concreta per chi vuole lasciare alle spalle le inefficienze del passato e puntare su una gestione dati modulare, scalabile e affidabile.