Sulle autostrade italiane, le auto non si fermano più ai caselli, eppure ogni targa viene letta con una precisione sorprendente. L’intelligenza artificiale ha fatto un salto avanti: oggi riesce a identificare l’82% delle targhe “invisibili” ai vecchi sistemi. Non si tratta solo di velocizzare il traffico. Dietro c’è una sfida enorme: tenere sotto controllo una rete che diventa sempre più digitale, senza perdere di vista sicurezza e trasparenza. Per chi guida e per chi gestisce le infrastrutture, questa svolta cambia tutto.
Smart road, l’Italia accelera sulle infrastrutture connesse
Le autostrade italiane non sono più solo asfalto e cartelli. Nel 2026, grazie alla digitalizzazione e alla connettività, la gestione del traffico fa un salto di qualità. La tecnologia V2X permette ai veicoli di comunicare in tempo reale con segnali, altri mezzi e centri di controllo, trasformando le strade in sistemi intelligenti. Il risultato? Più sicurezza, interventi rapidi e flussi di traffico più regolari.
Il Politecnico di Milano, attraverso l’Osservatorio Connected Vehicle & Mobility, ha raccolto dati concreti che confermano come la smart road sia ormai una realtà operativa, non più un’idea futuristica. Aziende e enti stanno installando sensori e sistemi di comunicazione che forniscono dati in tempo reale, puntando a una mobilità più efficiente e sicura.
Marta Lamanna, di Sinelec , sottolinea quanto sia importante integrare il sistema dal veicolo fino alla sala radio, creando una catena affidabile che non si ferma al singolo passaggio.
Decreto Ministeriale 70: la norma che spinge le smart road in Italia
Il Decreto Ministeriale 70 del 2026 è la guida per l’adozione dei sistemi ITS sulle nostre strade. Impone regole precise per l’uso di tecnologie digitali e sistemi di comunicazione nelle infrastrutture autostradali. Le concessionarie sono così incentivate a realizzare piattaforme tecnologiche avanzate per monitorare il traffico e gestire gli eventi in tempo reale.
Gli operatori usano le On-Board Unit , dispositivi a bordo dei veicoli che scambiano dati con le infrastrutture vicine a corto raggio. Così è possibile individuare subito emergenze e avvisare le sale operative, che possono intervenire rapidamente per evitare incidenti o code.
Questa normativa è un passo decisivo per eliminare i caselli fisici e sviluppare sistemi di pagamento basati sull’intelligenza artificiale.
Addio caselli: il free flow e l’AI che legge le targhe “invisibili”
Uno degli aspetti più innovativi riguarda il sistema senza barriere, come quello di Autostrada Pedemontana Lombarda . Qui le auto passano sotto portali tecnologici senza fermarsi, eppure il passaggio è registrato grazie alle telecamere. Il problema? Le immagini delle targhe non sono sempre chiare, a causa di pioggia, nebbia o velocità.
Per risolverlo, l’azienda ha adottato un algoritmo di intelligenza artificiale che riesce a leggere l’82% delle targhe che prima risultavano illeggibili e a identificare correttamente la classe del veicolo nella stessa percentuale. Questo passo avanti ha ridotto il lavoro manuale degli operatori, spostandoli su compiti più strategici, e ha aumentato precisione e velocità nelle procedure di pagamento.
Federica Capuzzo di Autostrada Pedemontana Lombarda spiega che questi investimenti migliorano la qualità del servizio, rendendo il viaggio più fluido e sicuro per gli utenti.
Come informare gli automobilisti senza caselli: la sfida della trasparenza
Eliminare i caselli crea una difficoltà: spesso l’automobilista non si accorge subito di essere su una strada a pedaggio. Anche se la segnaletica è presente, la richiesta di pagamento arriva a sorpresa. Per superare questo problema, le concessionarie stanno sperimentando sistemi di comunicazione diretta con le auto.
Tra le soluzioni ci sono il cell broadcasting, che invia messaggi a tutti i cellulari vicini, e le tecnologie V2X, che permettono un dialogo diretto tra veicolo e infrastruttura. L’obiettivo è fornire informazioni chiare e tempestive sul transito e sulle condizioni della strada, migliorando la consapevolezza degli automobilisti e riducendo le controversie.
La normativa attuale presenta qualche limite, ma si sta lavorando con le istituzioni per renderla più efficace e garantire una comunicazione trasparente con gli utenti.
La A4 Torino-Milano, laboratorio per la connettività cooperativa
Un banco di prova importante è la tratta autostradale A4 Torino-Milano, gestita da SATAP, dove un sistema a corto raggio copre tra il 60 e il 70% del percorso. Qui si testa la tecnologia V2X che mette in comunicazione dispositivi lungo la strada , veicoli e sale controllo.
La piattaforma EMERAS di Sinelec usa diversi canali, inclusa la rete cellulare a lungo raggio, per diffondere informazioni di traffico e sicurezza a un pubblico più ampio. Grazie all’integrazione con i protocolli Datex II, gli operatori possono gestire incidenti e rallentamenti con più rapidità.
Un accordo in chiusura con un grande costruttore europeo porterà questa tecnologia direttamente sulle auto di serie, accelerando la diffusione e l’accesso ai servizi digitali.
Da strada a città: Torino sperimenta la mobilità autonoma connessa
Portare i sistemi intelligenti dall’autostrada alla città è una sfida non da poco. A Torino, grazie alla collaborazione tra Sinelec, Comune e società 5T, si è avviato un test con un sistema C-ITS che dialoga con veicoli autonomi.
Sono state installate 28 unità RSU in punti chiave della città, che comunicano in tempo reale con navette autonome, semafori e altre infrastrutture. I test hanno mostrato grande precisione nel rilevare la posizione e gestire il traffico, migliorando le prestazioni operative.
Progetti come SHOW e SCALE confermano il potenziale delle tecnologie V2X in ambito urbano, rendendo più affidabili e integrate le soluzioni per la mobilità del futuro.
Dati predittivi e gestione flotte: verso una mobilità più intelligente
I dati raccolti dai veicoli connessi permettono oggi di andare oltre il semplice monitoraggio in tempo reale. Si può passare a una gestione dinamica e predittiva, offrendo indicazioni personalizzate, ottimizzando gli spostamenti e riducendo consumi.
Giuseppe Morleo di Storm Reply spiega come la personalizzazione dei messaggi, basata su modelli ingegneristici tradotti in suggerimenti pratici, rappresenti un valore importante per il business. Questo approccio migliora la guida, supporta le scelte operative e fornisce dati preziosi per ingegneria e assistenza post-vendita.
I fleet manager possono così gestire meglio anche parchi veicoli complessi, soprattutto nel passaggio verso l’elettrico.
Battery Coach: l’aiuto digitale per chi teme l’autonomia dei veicoli elettrici
Tra le paure più diffuse legate ai veicoli elettrici c’è quella di non arrivare a destinazione con una sola carica. Per contrastarla è nato Battery Coach, un assistente digitale che analizza i dati del veicolo e dello stile di guida per dare consigli semplici e mirati.
Il sistema controlla lo stato della batteria e suggerisce quando e come ricaricare per preservarne la durata e tranquillizzare il guidatore. Non si limita a mostrare numeri tecnici: traduce tutto in indicazioni chiare, facilitando l’esperienza d’uso.
Inoltre, i test includono funzioni che prevedono la ricarica e attivano il precondizionamento termico, migliorando l’efficienza energetica durante le soste.
Piattaforme digitali per gestire al meglio le flotte aziendali
La digitalizzazione della mobilità aziendale passa da sistemi di Fleet Management avanzati, che integrano gestione dei veicoli, ricariche e costi. Le aziende che puntano su flotte elettriche hanno bisogno di strumenti che mettano insieme dati, cloud e intelligenza artificiale in un’unica piattaforma.
Così si riducono le operazioni manuali, si migliora la pianificazione e si ottimizzano i processi interni. Dashboard intuitive e report dettagliati offrono una visione completa sull’uso dei mezzi, aiutando le imprese a gestire la transizione verso una mobilità sostenibile con trasparenza ed efficienza.
Tecnologia e attività aziendali si intrecciano, diventando una leva strategica per aumentare valore e produttività e rendere concreti i nuovi modelli di trasporto intelligente.