Uber acquisisce Delivery Hero (Glovo) per 14,8 mld: nasce il colosso globale del delivery

Redazione

18 Luglio 2026

Uber ha messo sul tavolo 14,8 miliardi di dollari per mettere le mani su Delivery Hero, la società tedesca dietro a Glovo e altri colossi del food delivery. Un’offerta che non parla solo di soldi, ma di un cambio radicale nel modo in cui consegne e commercio veloce si intrecciano a livello globale. Con una presenza che tocca quasi cento Paesi, questa mossa punta a creare un gigante difficilmente ignorabile. L’accordo, che potrebbe chiudersi entro il 2027, dovrà superare lo scoglio delle autorità antitrust, pronte a verificare se davvero nasceranno sinergie solide e durature. Nel frattempo, in Europa e soprattutto in Italia, il terreno sta già cambiando, e le regole del gioco rischiano di essere riscritte.

Perché Uber vuole Delivery Hero: la strategia dietro la mossa

L’offerta di Uber non è solo un investimento nel food delivery: rappresenta un salto da un mercato frammentato e spesso in perdita verso una fase di razionalizzazione e concentrazione di capitali e servizi. Delivery Hero vale 14,8 miliardi di dollari, con un’offerta in contanti da 41,50 euro per azione. Così Uber si apre le porte di 50 nuovi mercati, puntando a un volume potenziale di 42 miliardi di dollari in “gross bookings” entro il 2025. Per Uber, che ha lasciato alle spalle l’era da startup in perdita, è una svolta strategica: da semplice app di ride-hailing a piattaforma multi-servizio che spazia dal trasporto al food e al quick commerce.

Dal suo debutto in Borsa nel 2019, Uber ha puntato a diversificare, aggiungendo micromobilità e consegne alimentari, con l’idea di una “one-app” che metta insieme più servizi in un’unica interfaccia. L’arrivo di Delivery Hero rende questa visione molto più ampia, mettendo Uber in corsa su scala globale con un’offerta più complessa e articolata. L’obiettivo è creare una piattaforma capace di far convivere mobilità, consegne e servizi retail, aumentando così la frequenza d’uso e la redditività.

L’accordo nei dettagli: quote, antitrust e mercato europeo sotto osservazione

L’operazione prevede un’offerta pubblica volontaria in contanti che integra la quota già in mano a Uber, pari al 24,77% del capitale con diritto di voto, più altri strumenti per un ulteriore 11,74%. Prosus, azionista chiave con circa il 17%, ha già dato il suo ok a cedere la partecipazione, portando così l’interesse economico di Uber oltre il 53%. Per far andare in porto l’operazione serve una quota minima del 50% più un’azione e il via libera delle autorità antitrust e finanziarie, con chiusura prevista nella seconda metà del 2027.

Per evitare problemi di concorrenza, Delivery Hero cederà alcune attività in 14 Paesi strategiciAustria, Spagna, Portogallo, Grecia — al fondo SSW Partners, in un affare da circa 1,6 miliardi di dollari. Fra queste c’è anche il trasferimento di Glovo in Spagna, mentre in Italia le attività saranno integrate direttamente da Uber. Per finanziare l’acquisto Uber ha messo in piedi linee di credito per 14 miliardi di euro, mantenendo un indebitamento sotto il doppio e proteggendo così il proprio rating e la redditività.

Uber oggi: da app di ride-hailing a ecosistema urbano e digitale

Uber ha cambiato pelle: da semplice app per chiamare un’auto a una piattaforma digitale che copre mobilità, consegna di cibo, retail e servizi alle imprese. Nel primo trimestre del 2026 ha registrato gross bookings per 53,7 miliardi di dollari, ricavi per 13,2 miliardi e un EBITDA rettificato di 2,5 miliardi. Il segreto della crescita? Gli utenti abituali, che usano più servizi e garantiscono ricavi e profitti tre volte superiori rispetto a quelli occasionali.

Con Delivery Hero, Uber passerà da 34 a 58 mercati dove offre sia mobilità sia consegne, superando la semplice offerta food e puntando a una piattaforma multifunzionale e ricorrente. Questa espansione è il frutto di una “one-app strategy” più matura, basata su acquisizioni e partnership con realtà locali già consolidate, invece di una crescita rapida e autonoma.

Delivery Hero: un gigante globale con radici locali e focus sul quick commerce

Nata a Berlino nel 2011 e quotata a Francoforte, Delivery Hero è presente in circa 65 Paesi tra Europa, Asia, America Latina, Medio Oriente e Africa. Il gruppo ha puntato su marchi forti e radicati sul territorio, come Foodpanda, Talabat, PedidosYa e Glovo. Negli ultimi anni ha accelerato nel quick commerce, consegnando generi alimentari e beni di prima necessità in 20-30 minuti.

Questa capacità di adattarsi ai consumi e alle regolamentazioni locali la rende particolarmente preziosa per Uber, che cerca non solo volumi ma anche esperienza operativa e relazioni sul territorio. Nel 2025 Delivery Hero ha raggiunto un EBITDA rettificato di circa 903 milioni di euro e un free cash flow di 250 milioni, migliorando nettamente la redditività grazie a un equilibrio tra crescita e controllo dei costi.

Il mercato food delivery: concentrazione globale e sfide per rider ed europei

Il settore delivery sta vivendo una forte concentrazione a livello globale. Dopo fusioni importanti come Just Eat Takeaway con Grubhub o DoorDash con Deliveroo e Wolt, ora è il turno di Uber con Delivery Hero. Il mercato si è polarizzato in pochi grandi attori: Uber e DoorDash nell’Occidente, Prosus con Just Eat Takeaway, mentre in Cina domina Meituan.

Per consumatori e ristoratori questo significa offerte più integrate e tecnologiche, ma anche meno concorrenza e più dipendenza da pochi colossi. Restano poi sul tavolo le condizioni di lavoro dei rider, sempre più sotto i riflettori normativi. La cessione di asset in 14 Paesi a SSW Partners evidenzia le difficoltà antitrust e la necessità di ridurre sovrapposizioni e concentrazioni di mercato.

Italia e Europa: impatti tra strategie e regolamenti

Anche in Italia si avvertono sfide simili: un mercato con centri urbani variegati, molti ristoranti indipendenti e un’attenzione crescente alle condizioni dei rider. Glovo, marchio di Delivery Hero molto noto nelle città italiane, entrerà a far parte di Uber. Questo consolidamento potrebbe portare a una maggiore integrazione dei servizi, con un’accelerazione sul quick commerce accanto al delivery tradizionale.

Resta però da vedere se la concentrazione porterà investimenti e miglioramenti o se invece ridurrà la concorrenza, con possibili ripercussioni su costi e qualità. Il tema è delicato, soprattutto in settori regolamentati dove la capacità di negoziare commissioni e condizioni con i ristoratori è cruciale.

La super app occidentale: opportunità e sfide di unire tanti servizi

Uber prova a costruire una “super app” adatta al mondo occidentale, cioè una piattaforma dove mobilità, food delivery, abbonamenti e retail convivono senza però raggiungere la complessità dei modelli asiatici come WeChat o Grab. L’acquisizione di Delivery Hero serve proprio a questo, ampliando la presenza in mercati dove Uber Eats era meno forte.

Il nodo vero sarà come integrare i marchi locali di Delivery Hero, molti con forte fedeltà e riconoscibilità. Un’integrazione troppo veloce potrebbe far perdere valore a questo capitale, mentre lasciarli troppo autonomi rischia di rallentare i vantaggi di scala e sinergia. Studi recenti mostrano che assorbire piattaforme concorrenti può spostare gli utenti verso altri operatori se il cambiamento non è ben accolto.

Regolatori, sinergie e preoccupazioni sull’integrazione

L’operazione Uber-Delivery Hero sarà sotto stretto controllo delle autorità in tutti i Paesi coinvolti. I regolatori valuteranno sovrapposizioni di mercato e l’effetto di unire mobilità, dati e servizi. Il lungo tempo per la chiusura riflette un’attenta analisi.

Uber punta a sinergie superiori a 1,2 miliardi di dollari l’anno entro 18 mesi dalla chiusura, soprattutto da tecnologia condivisa e efficienza operativa. Ma la vera sfida è trasformare gli utenti Delivery Hero in clienti Uber, cosa che non è scontata e dipenderà da marketing e integrazione dei brand.

C’è poi il nodo lavoro. L’aumento di dimensioni porterà più attenzione su condizioni, sicurezza e diritti di rider e autisti, settore già sotto i riflettori in Europa e altrove. Trovare l’equilibrio tra efficienza logistica e tutela del lavoro sarà fondamentale.

Nuova era per il delivery globale: tra potere, efficienza e regole

L’acquisizione di Delivery Hero da parte di Uber segna la fine di un’epoca di espansione senza freni e l’inizio di una sfida tra grandi piattaforme integrate. Uber punta a consolidare Uber Eats e a rafforzare il proprio ruolo di mediatore quotidiano tra consumatori e servizi locali.

Il futuro si giocherà sulla capacità di trasformare la scala in vera efficienza, garantendo al tempo stesso condizioni eque per utenti, esercenti e lavoratori. Gli investitori cercano redditività, i concorrenti risponderanno con prodotti e dimensioni, mentre i regolatori dovranno bilanciare concorrenza e tutela.

Questa operazione segna una tappa cruciale nella storia del delivery mondiale, dove la crescita passa sempre più per strategie complesse, equilibri regolatori delicati e una visione industriale a lungo termine. Uber ha lanciato una sfida che cambierà profondamente il mercato nei prossimi anni.

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