Torino, una città che spesso guarda al futuro con concretezza: qui, un gruppo di amici appassionati di Bitcoin e blockchain ha trasformato un’idea nata in un garage in una realtà fintech europea da 22 milioni di euro. Non è stato un percorso facile. Tra leggi che cambiavano continuamente, raccolte fondi serrate e acquisizioni strategiche, Young Group ha saputo crescere, diventando un punto di riferimento nel mondo delle criptovalute, dei pagamenti digitali e della tokenizzazione di asset reali. Nel 2026, la svolta: un aumento di capitale da 22,5 milioni con Azimut, uno dei colossi italiani della gestione patrimoniale, che ha definitivamente consacrato Young Group come un protagonista istituzionale, non più solo una startup.
Da Torino al fintech: una passione che diventa impresa
Young Group nasce nel 2018 a Torino, grazie a sei giovani appassionati di tecnologia e blockchain: Andrea Ferrero, Alexandru Stefan Gheban, Samuele Raimondo, Andrea Carollo, Marco Ciarmoli e Daniele Rinaldi. All’inizio il progetto si chiamava Young Platform ed era un’iniziativa educativa pensata per avvicinare gli utenti meno esperti al mondo delle criptovalute, creando un ponte semplice tra digitale e pubblico.
L’idea prende forma durante l’incubazione presso I3P, l’incubatore del Politecnico di Torino, che ha fornito spazi, consulenze e contatti. Fin da subito la startup punta su Stepdrop, un’app che sfrutta la gamification per insegnare le crypto, seguita da una piattaforma di acquisto e scambio che si rivolge prima ai neofiti e poi agli investitori più esperti con Young Platform Pro.
Il loro obiettivo non è solo l’educazione finanziaria digitale: vogliono superare la complessità tecnica e normativa per aprire a un mercato ancora di nicchia ma in rapida crescita.
Tra regolamentazione e crescita: la strategia per conquistare il mercato
All’inizio, l’incertezza sulle regole spinge Young Platform ad aprire una sede in Estonia, uno dei primi Paesi europei ad avere una normativa chiara sulle criptovalute. Non è stato un trasferimento definitivo, ma una mossa per ottenere una base legale e rafforzare la propria credibilità. L’azienda ha sempre lavorato per restare nei limiti della legge, nonostante il settore fosse complicato.
Nel 2019 arriva la prima raccolta di capitali internazionale tramite Seedrs, piattaforma inglese di equity crowdfunding. In poco più di un giorno vengono raccolti 787 mila euro da oltre 750 investitori in Europa, superando l’obiettivo iniziale di 500 mila euro. Il successo dimostra che il progetto piace anche fuori dall’Italia e porta la valutazione della società a 9 milioni di euro.
Tra il 2020 e il 2021 la crescita tecnologica e degli utenti segue il mercato, con un ulteriore salto grazie a un round da 3,5 milioni guidato da United Ventures, venture capital italiano che porta un approccio più professionale e prepara l’azienda all’espansione internazionale.
2022: Azimut entra con 16 milioni e cambia le carte in tavola
A giugno 2022 arriva il salto di qualità: Young Platform chiude un round da 16 milioni di euro, guidato da Azimut, uno dei grandi gruppi italiani del risparmio gestito. Azimut mette sul piatto circa 11 milioni, dimostrando interesse stabile e non occasionale nel mondo fintech e digital asset.
L’investimento fa parte di una serie di mosse strutturate da Azimut, con l’obiettivo di trasformare l’exchange in una vera banca digitale smart, capace di offrire servizi integrati nel settore finanziario. La collaborazione punta a creare una piattaforma che unisca crypto, pagamenti e investimenti, non è solo un aiuto economico.
Nello stesso periodo Young Platform riceve riconoscimenti importanti, come il premio “Startup dell’Anno I3P”, segnando il passaggio da progetto incubato a scaleup matura.
Fleap e Young Group: dalla tokenizzazione a un ecosistema unico
Il 2025 è l’anno della svolta: Young Group diventa una holding che include Young Platform e Fleap, una società milanese fondata nel 2019 da Thomas Iacchetti. Fleap ha creato una piattaforma blockchain per digitalizzare e automatizzare strumenti finanziari e governance societarie attraverso la tokenizzazione.
Grazie alla tecnologia di Fleap, che trasforma in codice blockchain diritti societari e procedure di compliance, Young Group amplia l’offerta, passando dalla compravendita di crypto a servizi finanziari digitali più complessi, con l’obiettivo di rivoluzionare sia i mercati privati che quelli quotati.
A settembre 2025, durante un evento a Palazzo Mezzanotte, Young Platform annuncia la trasformazione in una “Super App” finanziaria integrata con Fleap, con nuove funzioni come trading decentralizzato, prestiti garantiti da crypto, carte Visa con cashback e investimenti tokenizzati.
La holding non significa fusione totale: le due società restano autonome dal punto di vista operativo e regolamentare, coordinate però da una capogruppo che gestisce investimenti, governance e sviluppo industriale.
Nel 2026 autorizzazione MiCAR e aumento di capitale da 22,5 milioni
A giugno 2026 Young Platform ottiene da Consob, con il supporto di Banca d’Italia, l’autorizzazione come Crypto-Asset Service Provider secondo il regolamento europeo MiCAR. È una delle licenze più complete concesse in Italia, che copre otto dei dieci servizi previsti, tra cui custodia, scambio, esecuzione ordini, consulenza e gestione portafogli. Questo garantisce un’operatività uniforme e un passaporto per espandersi in tutta Europa.
Il 7 luglio 2026, pochi giorni dopo aver ottenuto la licenza, Young Group chiude un aumento di capitale da 22,5 milioni guidato ancora da Azimut, che investe tramite veicoli dedicati. I fondi serviranno a sviluppare una piattaforma integrata che unisca servizi crypto, conti digitali, pagamenti, carte e tokenizzazione di asset reali. Una parte importante sarà destinata al potenziamento di Fleap in Italia e in Europa.
Questo passo segna la definitiva trasformazione da startup a player istituzionale, confermando la fiducia degli investitori nelle capacità della fintech torinese di costruire un’infrastruttura finanziaria moderna e regolamentata.
Le sfide della nuova piattaforma integrata: tra normativa e mercato
Ora Young Group deve affrontare nodi importanti. Mettere insieme asset digitali, servizi bancari e tokenizzazione su un’unica piattaforma significa districarsi tra normative diverse e coordinare aspetti legali, tecnologici e operativi.
Non meno difficile sarà creare un mercato liquido ed efficiente per gli asset tokenizzati. Serve attirare emittenti, investitori e intermediari, garantendo al tempo stesso trasparenza, sicurezza e rispetto delle regole.
Sul fronte della governance, il gruppo dovrà bilanciare il ruolo centrale dei sei fondatori con l’influenza crescente degli investitori istituzionali, in particolare Azimut. La sostenibilità economica dipenderà dalla capacità di generare ricavi stabili, andando oltre la volatilità tipica delle crypto.
In questo quadro, la holding torinese è uno dei casi più significativi in Italia di istituzionalizzazione delle criptovalute, capace di coniugare innovazione e regole e di gettare le basi per un modello integrato competitivo a livello europeo.