Avvocato Esteso con l’AI: La Lumia su Tecnologia, Etica e Giudizio Umano nel Futuro della Professione

Redazione

26 Giugno 2026

Milano sta cambiando volto, e non solo per i suoi grattacieli. Nel cuore della città, l’Ordine degli Avvocati ha intrapreso una strada nuova: integrare l’intelligenza artificiale nel lavoro forense senza perdere di vista l’etica. Antonino La Lumia, presidente dell’Ordine, lo dice chiaramente: il giudizio umano resta insostituibile, anche se la tecnologia può offrire un aiuto significativo. È una sfida delicata, che si gioca su formazione, innovazione e valori profondi. Non si tratta solo di aggiornare i professionisti milanesi, ma di creare un modello che possa fare scuola ben oltre i confini italiani.

L’avvocato “potenziato”: quando la tecnologia aiuta senza sostituire

Il termine “avvocato esteso” nasce dalla necessità di integrare l’intelligenza artificiale senza perdere autonomia e senso critico. Per La Lumia, l’AI è uno strumento che permette di gestire meglio il lavoro: analizzare più dati, costruire argomentazioni più complesse e rispondere con più rapidità alle esigenze dei clienti. Ma la supervisione umana resta imprescindibile: nessun algoritmo può prendere il posto del giudizio e della responsabilità morale che spettano all’avvocato. Il vero nodo è trovare un equilibrio, dove la tecnologia diventa un aiuto, non un sostituto.

Questa visione tiene conto di rischi concreti come la “delega cognitiva non governata”, cioè l’affidarsi senza controllo a decisioni automatiche senza un’adeguata valutazione critica. La Lumia insiste sul fatto che l’avvocato deve mantenere il controllo totale sulle sue scelte professionali e sui rapporti con il cliente, evitando di consegnare a macchine compiti che richiedono sensibilità e giudizio personale.

Formazione e cultura digitale: il cammino di Milano

Dal 2023, l’Ordine degli Avvocati di Milano ha messo in piedi un percorso di alfabetizzazione digitale rivolto ai circa 22.000 iscritti. L’obiettivo è colmare il gap di conoscenze e promuovere un uso consapevole dell’intelligenza artificiale nella pratica quotidiana. La “Talk to the Future Week”, evento annuale che si tiene nel Palazzo di Giustizia di Milano, rappresenta il cuore di questo impegno: tra workshop, dibattiti e corsi, si discutono temi come diritti, regole e innovazione tecnologica.

La prima edizione, nel luglio 2023, ha dato il via al Tavolo Intelligenza Artificiale e Giustizia, un confronto aperto con esperti di vari settori, tra giuristi, tecnici e accademici. La partecipazione di oltre seicento professionisti al primo corso sull’intelligenza artificiale testimonia l’interesse crescente nel settore. L’obiettivo è offrire strumenti concreti per affrontare il cambiamento senza lasciare indietro nessuno, con un occhio di riguardo a equità e responsabilità.

HOROS: il modello etico che fa scuola

A dicembre 2024, l’Ordine ha adottato la Carta dei Principi HOROS, acronimo di Human Oriented Responsible Open System, il primo codice etico sull’uso dell’AI nel mondo legale italiano. Il documento fissa cinque regole base: il giudizio umano resta al centro, serve supervisione tecnica sugli strumenti, responsabilità professionale, trasparenza verso il cliente e tutela dei dati personali.

Il valore di HOROS è confermato dal riconoscimento ufficiale del TAR Lombardia, che ha incluso questi principi nella valutazione della condotta degli avvocati. Non si tratta di semplici raccomandazioni, ma di un modello concreto e applicabile che mette la persona e i suoi diritti davanti a tutto.

Per mettere in pratica questi principi, sono nati HOROS Hub e HOROS Lab. Il primo è un osservatorio che seleziona e monitora le soluzioni AI affidabili nel settore legale, il secondo è uno spazio dove gli avvocati possono provare direttamente i nuovi strumenti tecnologici. In più, una collaborazione con Il Sole 24 Ore ha permesso di monitorare ogni anno quanto l’intelligenza artificiale sia adottata tra i professionisti, con oltre il 90% di chi la usa che ne riconosce i vantaggi concreti.

Milano porta il suo modello etico anche all’estero

L’esperienza di Milano ha rapidamente varcato i confini nazionali. Nel gennaio 2026, Antonino La Lumia ha rappresentato la città all’apertura dell’Anno Giudiziario a Hong Kong, presentando la Carta HOROS come esempio da seguire per gestire l’intelligenza artificiale nella professione legale. A maggio dello stesso anno, il modello è stato illustrato al Bar Leaders’ Forum dell’International Bar Association a Praga, dove sono stati siglati accordi soprattutto con la Law Society di Singapore.

Le opportunità di collaborazione si stanno allargando verso Asia ed Europa, con tappe in Cina, Giappone e progetti insieme al Barreau de Paris. Questa rete internazionale riconosce il valore di un approccio concreto e responsabile, lontano dalle semplici dichiarazioni di principio. Il modello milanese si conferma così un punto di riferimento per altri ordini forensi che vogliono affrontare con rigore e visione le sfide dell’intelligenza artificiale.

Queste iniziative mostrano la volontà di mantenere un equilibrio tra innovazione e principi etici, assicurando che la tecnologia supporti la professione senza snaturarne i valori. La promessa è di una giustizia più efficiente, ma sempre _umana nelle decisioni e nelle responsabilità_.

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