Antonio Mallia guida Seltz: startup italiana in Silicon Valley chiude round seed da 12,5 milioni per AI

Redazione

24 Giugno 2026

“Abbiamo raccolto 12,5 milioni di dollari in un round seed”. Antonio Mallia non nasconde l’entusiasmo. La sua startup, Seltz, è nata a San Francisco ma ha radici italiane ben salde. L’obiettivo è chiaro e ambizioso: costruire un’infrastruttura che permetta agli agenti di intelligenza artificiale di accedere a informazioni aggiornate, strutturate e affidabili, superando il modo tradizionale in cui cerchiamo sul web. Non si tratta di migliorare la ricerca per gli utenti, ma di trasformare radicalmente il modo in cui l’AI recupera i dati. Un progetto che sta attirando investitori sia dall’Italia sia dall’estero, portando un pezzo di innovazione italiana direttamente nel cuore pulsante della Silicon Valley.

Seltz cambia le regole del gioco: la ricerca web fatta per le AI, non per le persone

Seltz non è un motore di ricerca qualunque, né un semplice adattamento di quelli esistenti. È un sistema costruito da zero, pensato per agenti artificiali che devono recuperare e integrare informazioni online in tempo reale, con una latenza bassissima. Al contrario delle soluzioni tradizionali che mostrano pagine e link per gli utenti, Seltz controlla internamente ogni passaggio: dal crawling e indicizzazione, al ranking e al recupero dei dati. Questa autonomia tecnica serve a garantire contenuti più affidabili, aggiornati e verificabili, ideali per applicazioni AI in contesti produttivi.

Antonio Mallia, nel post di lancio, definisce Seltz come una web search API pensata per agenti che hanno bisogno di risposte immediate da fonti dinamiche. Il primo campo d’azione è quello delle notizie americane, dove l’aggiornamento costante è imprescindibile. Ma la startup guarda oltre: vuole diventare una piattaforma infrastrutturale di riferimento per tutte le applicazioni AI che si basano su dati esterni sempre aggiornati. Per dimostrare la validità del sistema, Seltz ha pubblicato il Dynamic News Search Benchmark, mettendo a confronto velocità e precisione con altri provider. I dati, anche se non convalidati da terzi, parlano di un’accuratezza dell’89% e una latenza di 166 millisecondi, numeri che sottolineano la cura per la qualità e la rapidità del servizio.

Il momento giusto per un investimento in un mercato AI che corre veloce

I 12,5 milioni raccolti arrivano proprio quando la domanda di sistemi intelligenti agentici sta esplodendo. Secondo la Global Survey 2025 di McKinsey, l’88% delle aziende usa già l’intelligenza artificiale in almeno un ambito, il 23% sta scalando soluzioni agentiche e un altro 39% le sta testando. Ma tra l’adozione e i risultati economici c’è ancora un gap: solo il 5% dei progetti di AI generativa integrata porta guadagni significativi. Tra le cause, workflow fragili, scarsa capacità di apprendimento nel contesto e integrazione debole con i processi aziendali.

Ed è proprio qui che entra in gioco Seltz. Le ricerche più recenti, come lo studio su retrieval augmented generation pubblicato su arXiv, mostrano che recuperare e integrare conoscenza esterna aggiornata aiuta a ridurre problemi come dati vecchi o “allucinazioni” nei modelli di linguaggio. Un lavoro industriale presentato a NAACL 2024 conferma che questo metodo migliora la precisione e la capacità di adattarsi a nuovi contesti, riducendo errori soprattutto negli output strutturati.

Antonio Mallia: il tecnico che ha messo in piedi Seltz

Mallia non è un imprenditore seriale, ma un tecnico con solide basi accademiche e professionali. La sua tesi di dottorato del 2022 ha affrontato architetture di ricerca su larga scala, con pubblicazioni su query processing e learned sparse retrieval. Dopo un’esperienza in Amazon, dove ha lavorato sul motore di ricerca di Alexa per il question answering vocale, ha deciso di mettere a frutto le sue competenze con Seltz. L’idea è sempre stata chiara: costruire motori di ricerca non per gli utenti, ma per agenti AI che svolgono compiti complessi e articolati.

Oggi il team di Seltz è sparso tra Stati Uniti ed Europa, con sedi a San Francisco, New York, Los Angeles, Parigi, Berlino, Pisa e Lipsia. La squadra è divisa quasi a metà tra America ed Europa, un equilibrio che valorizza le competenze italiane e europee nell’information retrieval e aiuta a inserirsi nel vasto mercato statunitense dell’infrastruttura AI.

L’infrastruttura AI, un settore in piena ascesa

Il finanziamento di Seltz arriva in un momento in cui l’attenzione verso l’infrastruttura AI è ai massimi livelli. Secondo l’OCSE, nel 2025 oltre 109 miliardi di dollari di venture capital sono stati investiti in aziende che si occupano di IT infrastructure e hosting per l’AI, più del 42% del totale degli investimenti nel settore. Un rapporto di Menlo Ventures stima che quest’anno la spesa globale enterprise per AI generativa abbia raggiunto i 37 miliardi di dollari, in forte crescita rispetto al passato.

In questo scenario, l’infrastruttura AI — che comprende storage, retrieval e orchestrazione dei dati — è fondamentale per collegare i modelli di intelligenza artificiale ai sistemi aziendali già esistenti. Solo il segmento AI infrastructure vale circa 1,5 miliardi di dollari nel mercato enterprise. Seltz punta a usare i fondi raccolti per ampliare le capacità di crawling e indicizzazione, rafforzare il team tecnico e di ricerca, e accelerare la commercializzazione verso laboratori, startup AI-native e clienti corporate.

Investitori fiduciosi, ma la sfida resta dura

Tra gli investitori, Speedinvest porta l’esperienza europea da early stage, mentre B Capital offre un network globale e un focus forte sulle tecnologie per il mondo enterprise. Nel comunicato ufficiale, Will Wells di Speedinvest definisce Seltz come un progetto chiave per costruire l’infrastruttura base della prossima generazione di sistemi AI. Gabe Greenbaum di B Capital sottolinea le tre sfide tecniche che spingono l’investimento: latenza, affidabilità e controllo nel processo di web retrieval.

La posta in gioco è alta. Chi controlla l’accesso alle informazioni sul web incide direttamente sulla qualità, sulla verificabilità delle fonti e sui costi degli agenti AI. Per una startup in fase seed, dimostrare di fare meglio di provider consolidati sarà la vera prova del nove. Seltz si distingue nel panorama italiano perché non nasce da un’applicazione verticale, ma si propone come componente infrastrutturale preziosa per chi costruisce soluzioni AI avanzate, puntando su un modello di business complesso ma strategico.

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