Nuovo Codice della Strada 2026: Tutte le Regole per i Monopattini Elettrici e il Contrassegno Obbligatorio

Redazione

15 Maggio 2026

Dal 16 maggio 2026, chi si muove in città su un monopattino elettrico dovrà esporre un contrassegno identificativo sul mezzo. Non si tratta di una semplice formalità: è una svolta decisiva nella regolamentazione della micromobilità urbana. Ignorare questa novità può costare caro, con multe fino a 400 euro. Poi, dal 16 luglio 2026, scatterà anche l’obbligo di stipulare una polizza assicurativa per la responsabilità civile. Dietro a queste misure c’è una riforma del Codice della Strada pensata per mettere ordine e aumentare la sicurezza sulle strade, sempre più affollate di monopattini.

Le regole non sono nate dal nulla. È un processo che va avanti dal 2019, fatto di leggi, dibattiti parlamentari e confronti sulla sicurezza e il decoro urbano. Con l’introduzione del contrassegno e dell’assicurazione, si chiude un’epoca di gestione “leggera” e si apre una fase più rigorosa, da cui sarà difficile tornare indietro.

Monopattini elettrici in Italia: come sono nate le regole

I monopattini elettrici hanno fatto la loro comparsa prepotente sulle strade italiane dal 2019, conquistando rapidamente il ruolo di mezzo per l’“ultimo miglio”. Ma il Codice della Strada, in vigore dal 1992, non li contemplava, lasciando un vuoto normativo per anni. Le prime regole applicabili erano vaghe e facevano riferimento agli “acceleratori di andatura”, vietati sia sulle strade che sui marciapiedi.

La legislazione ha iniziato a muoversi solo dopo, nel luglio 2019, con un decreto firmato dall’allora ministro Danilo Toninelli che ha aperto la strada a una sperimentazione urbana, autorizzando i Comuni a regolamentare l’uso di questi mezzi con apposita segnaletica. Inoltre, ha introdotto l’obbligo per i minorenni di possedere la patente AM, quella per i motorini.

A dicembre dello stesso anno, i monopattini sono stati equiparati alle biciclette, a patto che rispettassero limiti precisi di potenza e velocità . Questa norma ha dato un primo quadro regolamentare, permettendo la circolazione in città con alcune regole base, come l’uso delle piste ciclabili e il rispetto dei limiti di velocità.

Il 1° marzo 2020, con la conversione in legge del decreto Milleproroghe, queste disposizioni sono state ufficializzate, riconoscendo il monopattino come un veicolo equiparato al velocipede.

Nel 2021 sono arrivate nuove regole specifiche per la circolazione, con un’attenzione maggiore alla sicurezza. Nel 2023, una bozza di decreto legislativo ha recepito le direttive europee, imponendo l’obbligo di assicurazione per i veicoli elettrici leggeri, inclusi monopattini e biciclette.

Infine, nel marzo 2024, la Camera ha approvato un disegno di legge sulla sicurezza stradale che ha sancito la necessità di un regolamento completo e aggiornato per la micromobilità, confermato poi dal Senato a novembre 2024.

Contrassegno e assicurazione: cosa cambia dal 16 maggio 2026

Dal 16 maggio 2026, ogni monopattino elettrico dovrà avere un contrassegno identificativo ben visibile. Si tratta di un adesivo plastificato, personale e non trasferibile, che certifica chi è il proprietario o il conducente. La richiesta si farà online, attraverso la piattaforma della Motorizzazione Civile, dove si potrà prenotare il ritiro presso gli sportelli o gli studi di consulenza automobilistica. Il contrassegno non segue il mezzo come una targa: in caso di cambio di proprietario, chi cede il monopattino deve rimuoverlo e cancellarlo dal sistema, mentre il nuovo utente dovrà richiederne uno nuovo.

L’obiettivo è rendere ogni monopattino “tracciabile”, semplificando controlli e sanzioni in caso di infrazioni. Il contrassegno sarà lo strumento per verificare rapidamente la regolarità del mezzo.

Per quanto riguarda l’assicurazione, l’obbligo scatterà il 16 luglio 2026. Sarà necessaria una polizza di responsabilità civile che copra eventuali danni a terzi causati durante l’uso del monopattino. L’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici ha chiesto una proroga per aggiornare i propri sistemi, motivo per cui la scadenza è stata spostata di due mesi rispetto all’obbligo del contrassegno.

Sul mercato ci sono già due tipi principali di polizze: quelle “multimobility”, spesso estensioni di coperture già esistenti per la famiglia, e quelle pensate esclusivamente per la micromobilità elettrica. I costi variano da circa 39 euro l’anno per le polizze multimodali, fino a oltre 80 euro per soluzioni più complete, con massimali più alti e garanzie extra come tutela legale, assistenza e coperture infortuni.

Attenzione però: non tutte le polizze disponibili finora soddisfano l’obbligo RC che entrerà in vigore nel 2026. Chi usa il monopattino deve verificare bene che la polizza sia conforme alle nuove regole e collegata al contrassegno.

Cosa cambia per la circolazione e la sicurezza

Oltre ai nuovi obblighi burocratici, restano in vigore regole precise per l’uso del monopattino, pensate per garantire sicurezza e ordine nel traffico urbano. Per circolare bisogna avere almeno 14 anni. Il limite di velocità è fissato a 20 km/h, mentre sulle aree pedonali si deve scendere a 6 km/h.

È vietato trasportare passeggeri, animali o oggetti, così come trainare o farsi trainare da altri mezzi. Chi guida deve tenere entrambe le mani sul manubrio, salvo per le manovre di svolta, per evitare incidenti.

L’obbligo del casco è stato esteso a tutti, senza eccezioni d’età, per ridurre il rischio di ferite gravi in caso di caduta o incidente. Inoltre, i monopattini devono avere segnalatore acustico, frecce direzionali, freni efficienti e luci anteriori e posteriori. Di notte è obbligatorio indossare giubbetti o bretelle con materiali riflettenti per aumentare la visibilità.

Queste norme chiudono un periodo in cui la circolazione dei monopattini era poco regolamentata e spesso fonte di problemi per la sicurezza e il decoro urbano. Ora si punta a responsabilizzare gli utenti e a garantire un uso più sicuro e controllato.

Il peso delle nuove norme su città, utenti e mercato

L’entrata in vigore di queste regole porterà nuovi oneri per gli utenti, ma anche cambiamenti importanti nella gestione della mobilità urbana. Chi usa monopattini dovrà seguire le procedure per ottenere e mantenere il contrassegno e stipulare una polizza assicurativa: più burocrazia e costi in più da mettere in conto.

Per le amministrazioni comunali, l’obbligo di identificazione e assicurazione diventa uno strumento in più per monitorare il traffico e far rispettare le regole. La possibilità di tracciare i monopattini aiuta a prevenire abusi e a intervenire più efficacemente in caso di incidenti.

Il settore assicurativo vede aprirsi nuove prospettive: serviranno prodotti dedicati e su misura. Le stime parlano di un mercato in crescita, in linea con l’aumento costante della micromobilità elettrica nelle nostre città.

Sul fronte sociale, le nuove regole dovrebbero contribuire a migliorare la sicurezza stradale, riducendo gli incidenti e spingendo a comportamenti più responsabili. Così l’Italia si allinea agli standard europei, seguendo la direttiva comunitaria sulla responsabilità civile dei veicoli.

Insomma, il codice della strada 2026 per i monopattini elettrici segna un punto di svolta: una regolamentazione più severa e strutturata, con effetti concreti per tutti gli attori della micromobilità.

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