La tecnologia non è più un mondo a parte, dice Sergio Duretti, responsabile della transizione digitale del Comune di Modena. Dal 15 al 18 ottobre 2024, la città si trasforma in un laboratorio a cielo aperto con l’undicesima edizione dello Smart Life Festival. Non è una semplice fiera delle novità digitali: è un luogo dove si confrontano intelligenze diverse — quella artificiale, quella umana e quella naturale — per capire come convivere davvero con queste realtà.
Tra installazioni, laboratori e dibattiti, l’evento vuole spezzare le visioni semplicistiche e invitare a uno sguardo più profondo. Non si tratta di temere la tecnologia, ma di conoscerla, di scoprirne le sfumature, le ibridazioni, le potenzialità. Modena, così, si mette in scena non solo il futuro, ma il modo in cui quel futuro sarà vissuto.
Intelligenze al plurale: oltre il clamore dell’AI generativa
Quest’anno il festival punta il faro sulle “intelligenze” al plurale, un concetto che comprende mondi diversi ma connessi tra loro. L’idea è di spostare l’attenzione dal solo clamore sull’intelligenza artificiale generativa, ormai protagonista dei media, per guardare anche all’intelligenza umana – la capacità di riflettere e creare – e a quella naturale, fatta di adattamenti e comunicazioni silenziose che avvengono nel mondo vivente.
Duretti racconta come l’intelligenza naturale si esprima in modi spesso sorprendenti. Prendiamo i funghi, per esempio: non hanno un cervello, eppure attraverso le reti sotterranee di ife scambiano nutrienti con le piante e si adattano insieme all’ambiente. Lo stesso vale per le api che comunicano tra loro la posizione dei fiori o i lupi che si organizzano per cacciare. Il festival vuole costruire un ponte tra queste intelligenze, senza mettere tutto in contrapposizione, ma cercando di capire come interagiscono.
Dietro le quinte: la storia di chi ha plasmato il festival
Lo Smart Life Festival non nasce per caso. Dietro c’è un percorso lungo e appassionato, quello di Sergio Duretti, nato a Torino nel 1962. Giornalista, esperto di tecnologia civica, ha attraversato decenni di cambiamenti digitali. Negli anni Novanta è stato tra i primi in Italia a lavorare sulle “reti civiche”, quando internet stava cominciando a trasformare il paese.
Duretti ha guidato progetti importanti come “Città Telematica” a Modena e il Centro di Supercalcolo Piemonte a Torino, uno dei poli più avanzati in Italia per l’elaborazione dati. Dal 2016 lavora in Lepida, la società regionale dell’Emilia-Romagna, e dal 2025 è responsabile della transizione digitale a Modena. Una carriera che gli ha dato una visione d’insieme, tra tecnologia e cultura, essenziale per dare al festival un taglio multidisciplinare.
Il festival invade la provincia: tecnologia e cultura a portata di mano
Lo Smart Life Festival non si limita al centro di Modena. Gli eventi si tengono anche a Mirandola e Carpi, coinvolgendo tutta la provincia. Il programma è ricco e variegato, con appuntamenti dedicati a temi che intrecciano tecnologia e vita quotidiana: Smart Tech, Smart Food, Smart School, Smart Art, Smart Justice e Smart Economy. Si passa dall’industria alimentare all’istruzione, dall’arte al diritto digitale.
Ci sono talk, installazioni interattive, performance, laboratori e workshop pensati per un pubblico ampio: esperti, studenti, famiglie, lavoratori e cittadini. L’obiettivo è abbattere le distanze tra cultura digitale e vita reale, stimolando una riflessione collettiva. Gli spazi utilizzati spaziano da quelli pubblici a quelli educativi e culturali, costruendo un evento diffuso e partecipato.
Prima del festival, la DevFest accende i riflettori sul software
A fare da apripista, il 3 e 4 ottobre 2024 arriva la DevFest alla Fondazione San Carlo di Modena. Qui si riuniscono centinaia di sviluppatori e professionisti del software. Con ospiti internazionali, la due giorni si concentra sulle ultime novità nello sviluppo tecnologico e sulle tecnologie emergenti più promettenti.
La DevFest rappresenta un momento di confronto molto atteso, che prepara il terreno per lo Smart Life Festival. Entrambi confermano la volontà di Modena di essere una città aperta al dibattito e all’innovazione, con un occhio attento alla responsabilità sociale delle nuove tecnologie.
Un mosaico di realtà per un festival ricco e inclusivo
Dietro il festival c’è una rete solida di enti pubblici e privati: Comune di Modena, Fondazione San Carlo, Fondazione di Modena, Camera di Commercio, Università di Modena e Reggio Emilia, Fondazione Democenter. Ognuno porta il suo contributo, dalla progettazione alla gestione, per garantire un’offerta varia e di qualità.
Questa collaborazione ha permesso allo Smart Life Festival di crescere negli anni, diventando un appuntamento fisso per chi vuole capire il rapporto tra innovazione digitale e società. Il coinvolgimento spazia dai giovani studenti ai rappresentanti delle istituzioni, offrendo un evento che parla sia ai cittadini sia alle comunità professionali.
Modena conferma così il suo impegno nel mantenere aperto un dialogo che non si limita all’esposizione di tecnologie, ma punta a una riflessione più profonda sulle trasformazioni della società. Al centro c’è il tema delle diverse intelligenze e della loro possibile convivenza.