Tundr raccoglie 11,6 milioni e rivoluziona il welfare aziendale con la sua infrastruttura digitale fintech

Redazione

21 Settembre 2026

Tundr ha appena chiuso un round da 11,6 milioni di euro. Non è solo una cifra: è la spinta decisiva per cambiare il volto del welfare aziendale in Italia. Nata nel 2022, questa fintech ha sviluppato una piattaforma digitale modulare che si integra con banche, assicurazioni e altri servizi. Oggi serve 2.000 aziende e coinvolge più di 100 mila lavoratori. Un segnale chiaro: il mercato del welfare aziendale sta finalmente accelerando verso la digitalizzazione.

Serie A da 11,6 milioni: un salto di qualità per Tundr

L’ultimo round di finanziamento, di tipo Series A, ha portato a Tundr 11,6 milioni di euro. Tra i nuovi soci entra CDP Venture Capital, che si affianca agli investitori storici 360 Capital e Azimut, già presenti nel seed da 7,2 milioni dello scorso aprile. Con questo passo, è arrivata anche la nomina di Carlo Enrico a presidente del consiglio d’amministrazione. Enrico, con un passato in Goldman Sachs, Mastercard e altre realtà di rilievo nel fintech italiano, guiderà la società in questa nuova fase.

Oltre a CDP, tra i partecipanti al round ci sono anche Kairos Partners, Crédit Agricole Italia e Sella Direct Ventures. A completare il quadro, un gruppo di imprenditori del settore tech e finanziario: Alessandro Fracassi , Claudio Erba , Enrico Mattiazzi e Paolo Basilico . Questo mix di capitali e competenze sarà fondamentale per spingere lo sviluppo tecnologico e commerciale di Tundr, aprendo nuove strade attraverso una rete più ampia di partner.

Una piattaforma che semplifica il welfare aziendale

Tundr nasce per offrire alle aziende uno strumento fintech che renda più semplice la gestione dei benefit, spesso ancora legata a procedure farraginose. Partita con la “Tundr Card”, una carta dedicata ai fringe benefit, la piattaforma si è trasformata in un ecosistema completo, con un’app per i dipendenti e un pannello di controllo per le risorse umane.

Ora l’obiettivo non è solo vendere direttamente questi servizi, ma creare un’offerta modulare che possa integrarsi con fornitori esterni: operatori welfare, banche, assicurazioni, agenzie per il lavoro e società di payroll. Questo modello apre la porta a un mercato più ampio e diversificato, offrendo soluzioni su misura adatte tanto alle piccole imprese quanto ai grandi gruppi.

Il punto di forza sta proprio nella modularità e nell’integrazione, un’innovazione importante in un settore che ancora fatica a trovare standard digitali uniformi. Tundr punta a rendere più semplice l’esperienza degli utenti, anche man mano che si aggiungono nuove funzioni e integrazioni, un passaggio delicato ma necessario per crescere nel tempo.

Welfare aziendale in Italia: cresce ma resta diviso

Il welfare aziendale continua a espandersi in Italia, spinto da una domanda in aumento e da politiche che incentivano il benessere dei lavoratori. Nel 2023, il valore dei piani welfare ha superato i 3,2 miliardi di euro, coinvolgendo più di quattro milioni di lavoratori, secondo i dati dell’Associazione Italiana Welfare Aziendale .

Ma la diffusione non è uniforme: un rapporto Confindustria mostra che oltre il 55% delle aziende offre misure di welfare, ma la percentuale scende al 41,8% nelle piccole realtà sotto i 15 dipendenti. Nelle grandi imprese, con più di 100 addetti, si arriva all’81,2%. Il divario è netto e riflette le difficoltà economiche e organizzative delle piccole imprese.

Proprio qui entrano in gioco soluzioni digitali come quella di Tundr, che possono abbattere queste barriere e rendere più semplice attivare e gestire i piani welfare. La maggior parte del credito welfare viene speso in benefit quotidiani, una conferma dell’importanza di strumenti flessibili e facili da usare.

Tundr: una crescita rapida e sfide da affrontare

Dalla sua nascita, Tundr ha percorso una strada in salita con risultati importanti. Fondata da Giorgio Seveso, Jules Arthur Sastre e Luca Milesi, con sedi a Milano e Lecce, la startup ha raccolto un pre-seed da 1,7 milioni nel 2022 e ha visto crescere rapidamente la sua base clienti e i volumi di crediti welfare gestiti.

Ad aprile 2023, la società aveva 30 dipendenti, più di 400 clienti e gestiva oltre 20 milioni di euro in crediti welfare. Oggi quei numeri si sono quasi quintuplicati: 2.000 aziende e oltre 100 mila dipendenti coinvolti.

Nel frattempo, Tundr è entrata nell’Associazione Italiana Welfare Aziendale , un passo importante per muoversi con sicurezza in un settore dove le regole fiscali e contrattuali sono complesse. L’obiettivo è diventare una piattaforma fintech affidabile e flessibile, capace di farsi largo in un mercato in evoluzione.

Nei prossimi mesi sono attese novità sulla piattaforma. La vera sfida sarà mantenere un’esperienza semplice per l’utente, anche con una struttura tecnica e commerciale più articolata. Il successo dipenderà dalla capacità di coinvolgere nuovi canali e garantire una crescita sostenibile.

Con Carlo Enrico, Tundr punta su una governance solida

Per passare da startup a protagonista strutturale serve una governance all’altezza. La nomina di Carlo Enrico a presidente del consiglio è il segnale di questo cambio di passo. Con esperienze in Goldman Sachs, Mastercard, BancoPosta e Banco di Sicilia, e ruoli in fintech emergenti come Pomelo e Verestro, Enrico è la figura giusta per guidare Tundr in questa fase.

Il suo compito sarà sostenere l’aumento di capitale, gestire la crescente complessità e spingere lo sviluppo strategico. In un mercato dove convivono grandi player, operatori HR e nuove fintech, avere una governance solida è fondamentale per crescere in modo equilibrato.

I fondi raccolti con il Series A serviranno a consolidare la piattaforma come punto di riferimento digitale, capace di raggiungere aziende ancora lontane dal welfare e di costruire partnership strategiche. Così Tundr punta ad allargare la sua base clienti, migliorare la qualità dei servizi e rendere tutto più integrato e semplice da usare.

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