Il Lazio si muove con decisione nel mondo delle biotecnologie. È nato Primo Biotech Lazio, un fondo di venture capital pensato per le scienze della vita. Non è solo un progetto sulla carta: punta a valorizzare la ricerca, le competenze cliniche e l’industria farmaceutica che già esistono nella regione. La missione? Spingere le startup biotech a crescere, diventando aziende solide e competitive a livello globale. Un obiettivo ambizioso, perché finora il talento scientifico del Lazio ha faticato a trasformarsi in imprese innovative con finanziamenti adeguati.
Il team dietro al fondo e la strategia di investimento
Primo Biotech Lazio nasce con un gruppo di professionisti esperti e una struttura ben definita. A guidare il fondo ci sono Letizia Goretti e Michele Cerqua, entrambi General Partners. A dare il tocco scientifico, il professor Sergio Abrignani, che ricopre il ruolo di Scientific Advisor. Insieme coprono l’intero percorso delle life sciences: dalla verifica della validità scientifica dei progetti, fino alla definizione delle strategie cliniche e regolatorie per arrivare sul mercato, passando per la parte finanziaria e lo sviluppo del business.
Il fondo si muove principalmente come lead investor, una scelta che gli permette di seguire da vicino le società in cui investe, aumentando l’impatto del supporto finanziario e strategico. Gli investimenti spaziano dalle biotecnologie tradizionali a tecnologie più innovative applicate alla salute, privilegiando quelle con maggiori prospettive di crescita e impatto.
Il Lazio tra ricerca e industria: il ruolo chiave del fondo
Il Lazio è uno degli ecosistemi di ricerca più vivi e qualificati in Italia, con università di rilievo, istituti di cura e ricerca , aziende farmaceutiche e poli produttivi che formano una rete solida. Un patrimonio di competenze cliniche e know-how industriale di alto livello. Eppure, fino a oggi, la nascita e il finanziamento di imprese biotech non sono stati all’altezza di questo potenziale. Primo Biotech Lazio si propone come il ponte tra la ricerca e l’impresa, con l’obiettivo di trasformare conoscenze e tecnologie in aziende pronte a scalare i mercati nazionali e internazionali.
Per rafforzare la presenza sul territorio, Primo Capital ha aperto una sede a Roma. Questo permette un contatto diretto con il mondo scientifico, industriale e istituzionale della regione, facilitando l’individuazione di nuove opportunità di investimento e la collaborazione con altre realtà. L’obiettivo dichiarato è sostenere talenti e progetti non solo nel Lazio, ma in tutta Italia.
Il sostegno di istituzioni e realtà private
Il progetto può contare sul sostegno di Lazio Innova e Fondazione ENPAM, due protagonisti importanti a livello regionale e nazionale. Lazio Innova, l’agenzia per l’innovazione della Regione Lazio, ha supportato l’iniziativa tramite il programma LAZIO Venture 2, inserito nel PR FESR 2021-2027, che finanzia tecnologie avanzate e trasferimento tecnologico. Andrea Ciampalini, direttore generale, ha sottolineato l’importanza di trasformare il potenziale scientifico in imprese con valore aggiunto.
Fondazione ENPAM, che gestisce un patrimonio previdenziale significativo, investe nel biotech con un occhio attento al bilanciamento tra rischio e rendimento, promuovendo innovazione nel settore salute. Alberto Oliveti, presidente della Fondazione, ha ribadito l’impegno a sostenere startup pronte a confrontarsi sui mercati internazionali, unendo valore economico e progresso sociale.
Anche la Regione Lazio, tramite Roberta Angelilli, vicepresidente e assessore allo sviluppo economico, ha rimarcato il ruolo centrale del territorio come polo italiano delle scienze della vita, spingendo per valorizzare la ricerca e attrarre capitali.
Sostenibilità e investimenti responsabili al centro del progetto
Un punto di forza di Primo Biotech Lazio è l’attenzione ai criteri ESG lungo tutto il percorso di investimento. Il fondo si presenta come un soggetto ex Articolo 8 della Sustainable Finance Disclosure Regulation , un riconoscimento che indica l’impegno verso investimenti sostenibili e responsabili.
Non si tratta solo di finanziare tecnologie mediche all’avanguardia, ma di farlo adottando pratiche rispettose dell’ambiente, trasparenti nella gestione e capaci di generare un impatto sociale positivo. Questa attenzione è sempre più richiesta nel mondo dei capitali e rappresenta un valore in più per le startup biotech, sempre più sensibili ai temi della responsabilità globale.
Il mix di competenze finanziarie solide, un presidio locale forte e regole ESG ben definite promette di creare un ambiente virtuoso, dove progresso scientifico, efficienza imprenditoriale e sostenibilità vanno di pari passo.
Uno sguardo al futuro: il biotech laziale punta in alto
Con Primo Biotech Lazio, Primo Capital fa un passo importante per rafforzare la propria presenza nel settore high tech italiano. L’obiettivo è spingere imprese ad alto contenuto tecnologico, capaci di innovare e creare occupazione qualificata.
I responsabili del fondo, Goretti e Cerqua, sono convinti che il Lazio abbia tutte le carte in regola per diventare un punto di riferimento nelle scienze della vita. Ma serve concretizzare questa potenzialità con una sinergia efficace tra rigore scientifico, esigenze cliniche e capacità di portare avanti progetti imprenditoriali solidi.
Davanti al fondo c’è una sfida ambiziosa: trasformare il valore della ricerca locale in successi imprenditoriali a livello internazionale, contribuendo allo sviluppo economico e al benessere sociale. Un’esperienza che potrebbe diventare un modello da seguire anche in altre regioni italiane pronte a valorizzare i propri asset nel biotech e nelle life sciences.