Incentivi INPS 2026: fino a 800 euro al mese per ogni nuova assunzione, come richiederli subito

Redazione

13 Giugno 2026

Dall’11 giugno, l’INPS ha ufficialmente aperto le porte alle domande per gli incentivi del Decreto Primo Maggio 2026. Dopo mesi di attesa, finalmente arriva il via libera per accedere a esoneri contributivi che possono sfiorare gli 800 euro al mese per ogni nuovo assunto. Tre misure mirate, pensate per dare una spinta concreta alle assunzioni, sono ora a disposizione di imprese, enti e datori di lavoro. Non resta che raccogliere i documenti e mettersi in marcia: il momento per presentare le richieste è arrivato.

Incentivi per l’occupazione: cosa prevede il Decreto Primo Maggio

Il decreto-legge n. 62 del 30 aprile 2026 punta a dare una spinta al mercato del lavoro in un momento in cui la ripresa è fondamentale per l’economia. Gli incentivi si traducono in esoneri totali o parziali dai contributi previdenziali per chi assume, seguendo criteri precisi. L’INPS ha dettagliato tre tipi di agevolazioni, differenziate in base al profilo del lavoratore, all’esperienza e al tipo di contratto.

Il primo incentivo è rivolto ai giovani sotto i 35 anni, con assunzioni a tempo indeterminato o determinato di lunga durata e un esonero fino a 600 euro mensili per dipendente. Il secondo mira a chi ha più di 50 anni, categoria che ha sofferto particolarmente durante la crisi; qui l’agevolazione può arrivare fino a 800 euro al mese, per facilitare il loro rientro nel mondo del lavoro. Infine, il terzo incentivo riguarda i contratti di apprendistato e altre forme contrattuali agevolate, soprattutto per categorie svantaggiate o in alcune aree regionali, con importi variabili.

Questi incentivi si affiancano ad altre misure già in vigore, con l’obiettivo di rafforzare il mercato del lavoro e aiutare chi assume. L’INPS, con i messaggi n. 1966, 1968 e 1970, ha fornito tutte le indicazioni tecniche per presentare e gestire le domande.

Come si presentano le domande e chi può chiedere gli incentivi

Da l’11 giugno 2026 imprese e enti possono inviare le domande per gli incentivi attraverso la piattaforma online dell’INPS. La procedura è stata pensata per essere semplice ma rigorosa, così da evitare errori e velocizzare i tempi di risposta. Per accedere serve un’identità digitale, come SPID, CIE o CNS, oppure le credenziali INPS.

Il datore di lavoro deve compilare i moduli richiesti, inserendo dati anagrafici, informazioni sull’assunzione, caratteristiche del lavoratore, dettagli contrattuali e fiscali. Ogni domanda va accompagnata da documenti che attestino il diritto all’incentivo, come certificati anagrafici o prove sulla durata del contratto.

Per ottenere l’esonero, è fondamentale rispettare alcune condizioni: le assunzioni devono cadere nel periodo di validità del decreto e riguardare le categorie specifiche indicate dalla legge. Non rientrano le trasformazioni da contratti a termine a tempo indeterminato, salvo rare eccezioni. Inoltre, le imprese devono essere in regola con i contributi previdenziali e non avere pendenze che escludano l’accesso alle agevolazioni.

Una volta inviata, la domanda viene esaminata dall’INPS che può chiedere integrazioni o notificare l’accoglimento. Se tutto è a posto, il datore di lavoro potrà usufruire delle riduzioni direttamente nel momento in cui versa i contributi.

Quali effetti ci si aspettano dagli incentivi

L’avvio delle domande per gli incentivi del Decreto Primo Maggio segna una tappa importante del 2026. Le aziende, soprattutto le piccole e medie imprese, hanno ora uno strumento concreto per ridurre i costi delle assunzioni, con esoneri fino a 800 euro al mese per ogni nuovo lavoratore. Questo può tradursi in una spinta significativa per la crescita, soprattutto in settori dove manca manodopera qualificata.

Per il sistema previdenziale, si tratta di un investimento a breve termine, pensato per rafforzare il mercato del lavoro e combattere la disoccupazione di lunga durata. Resta però da vedere, con il passare del tempo, quanto questi incentivi favoriranno assunzioni stabili e quale sarà l’impatto sulle entrate contributive.

Con il progredire della raccolta delle domande e l’analisi dei dati, l’INPS potrà fornire aggiornamenti sull’adesione delle imprese e i risultati ottenuti. Tenere d’occhio questi numeri sarà fondamentale per capire se gli incentivi stanno davvero aiutando il mercato del lavoro italiano a ripartire nel modo giusto.

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