Il 19 maggio segna un momento importante per chi segue l’innovazione. InnoverAI, un think tank all’avanguardia, aprirà le porte al suo primo Future Talk rivolto al grande pubblico. Qui non si parlerà di scenari futuristici o ipotesi lontane, ma di come l’intelligenza artificiale stia trasformando davvero il lavoro degli innovation leader. Non è solo questione di nuovi strumenti: è una rivoluzione nei processi decisionali. Oggi la tecnologia non serve solo a fare le cose più in fretta, ma a scovare opportunità che fino a ieri nessuno aveva neanche immaginato.
Il 19 maggio: confronto aperto su AI e innovazione
Il futuro dell’innovazione passa per un uso intelligente dell’intelligenza artificiale. Il 19 maggio, dalle 17:30 alle 18:30, InnoverAI organizza il primo di quattro incontri pubblici dedicati proprio a questo tema. Un think tank che coinvolge i protagonisti del settore per riflettere su come l’AI stia trasformando l’innovazione. L’obiettivo è chiaro: non basta usare strumenti avanzati, bisogna ripensare i processi stessi. Nel webinar si parlerà di come individuare trend emergenti, riconoscere bisogni nascosti e intercettare segnali deboli che, se letti bene, anticipano i movimenti del mercato.
A guidare il dibattito sarà Giovanni Iozzia, direttore di EconomyUp. Tra i partecipanti spiccano nomi come Gabriele Benedetto, Claudio Dell’Era, Davide Dotti, Enrico Pochettino e Andrea Rangone. Le domande principali? Come raccogliere informazioni sparse e trasformarle in insight concreti, come combinare dati e feedback per avere una visione chiara del mercato, e soprattutto come evitare errori e pregiudizi nell’uso dell’AI durante l’esplorazione.
InnoverAI: il think tank che unisce aziende e accademia
Dietro a questi incontri c’è InnoverAI, una realtà nuova ma già ben inserita nelle principali aziende e istituzioni italiane legate all’innovazione. Tra i membri ci sono Patrick Oungre di A2A Life Ventures, Paolo Cerioli di Fincantieri, Nicola Rossi di Enel, insieme a esperti come Massimo Canducci di Spindox e Valeria De Flaviis di Cassa Depositi e Prestiti.
La filosofia di InnoverAI si allontana dall’idea che l’AI sia solo un insieme di strumenti. Qui si punta sui processi cognitivi e organizzativi che guidano l’innovazione. Oggi la GenAI riduce moltissimo i tempi per sviluppare idee o scenari, ma da sola non garantisce risultati migliori. InnoverAI mette l’accento sul “problem framing”: la capacità di definire bene il problema prima di cercare la soluzione, una competenza che resta fondamentale anche con le tecnologie più avanzate.
AI tra rischi e opportunità: innovare davvero o solo migliorare il passato?
Uno dei temi caldi emersi nelle discussioni preliminari riguarda un rischio ben preciso: l’AI accelera la creazione di alternative, prototipi e sintesi, ma questo non significa che le decisioni siano più efficaci. Spesso si rischia di usare l’intelligenza artificiale per perfezionare processi già esistenti, invece di aprire nuove strade.
Per orientare meglio l’uso dell’AI, InnoverAI si rifà al modello Double Diamond, in particolare alle prime due fasi: Discover e Define, cioè esplorare e definire il problema. Qui l’AI diventa uno strumento prezioso per scovare segnali deboli e costruire insight più profondi, ma sempre sotto la guida di una direzione umana che va oltre la quantità di idee prodotte.
Creatività, arte e ricerca: l’innovazione che nasce dall’incontro con l’AI
InnoverAI non si limita ai tecnicismi, ma ha avviato un percorso multidisciplinare. Con lo chef Davide Oldani ha esplorato la creatività come capacità di osservare e risolvere problemi concreti. Un altro incontro ha avuto come protagonista l’arte e il suo legame con l’innovazione, grazie a Roberto Verganti della Stockholm School of Economics. Il suo messaggio è chiaro: “non basta generare tante idee, bisogna dare a ciascuna un senso, un vero valore competitivo.”
Accanto a questo, InnoverAI conduce studi su come le aziende adottano davvero l’AI. Oggi l’intelligenza artificiale si usa soprattutto per sperimentare, analizzare tendenze e creare concept. Le fasi più profonde, quelle di comprensione degli utenti e dei bisogni nascosti, restano invece poco esplorate. Molte imprese usano strumenti generici come ChatGPT o Copilot in modo sperimentale, mentre cresce l’interesse per piattaforme specializzate nello scouting e nell’analisi dei segnali emergenti.
La sfida per gli innovation leader: non basta correre, serve saper vedere lontano
Dal lavoro di InnoverAI emerge una verità: per chi guida l’innovazione oggi non basta integrare nuovi strumenti digitali. Serve una vera svolta culturale e strategica. Bisogna progettare organizzazioni capaci di leggere contesti complessi, interpretare dati da segnali quasi impercettibili e anticipare occasioni di crescita ancora invisibili sul mercato.
Il Future Talk del 19 maggio sarà l’occasione per mettere a confronto esperti di primo piano, portando sul tavolo casi concreti e spunti di riflessione. Un passo importante verso una visione più consapevole e matura dell’uso dell’intelligenza artificiale nei processi di innovazione di oggi e di domani.
