38 milioni su Niulinx: la svolta nel venture capital e innovazione delle grandi aziende italiane

Redazione

17 Aprile 2026

Niulinx ha appena raccolto 38 milioni di euro, il round più grande mai visto in Italia nel settore della guida autonoma. Ma questa cifra non racconta tutta la storia. Dietro c’è qualcosa di più profondo: un vero cambio di passo nel corporate venture capital italiano. Ferrovie dello Stato fa il suo ingresso diretto nelle startup, mentre A2A Life Ventures rafforza la sua presenza con un investimento concreto. Non è solo denaro, è un gioco di squadra tra grandi nomi dell’industria, un progetto strategico che promette di rivoluzionare il panorama.

Ferrovie dello Stato debutta nel venture capital con un investimento industriale di peso

Con quasi centomila dipendenti e una rete ferroviaria di oltre 17mila chilometri, Ferrovie dello Stato ha deciso di fare il suo ingresso diretto nel mondo del venture capital puntando su Niulinx. Finora, l’impegno del gruppo nell’innovazione era soprattutto indiretto, affidato a fondi e programmi di open innovation. Questa volta, però, FS investe capitali propri direttamente in una startup: un segnale chiaro e importante. La guida autonoma rientra infatti in una strategia più ampia, che punta a rivoluzionare la mobilità e la gestione delle flotte con tecnologie all’avanguardia. Il finanziamento a Niulinx non è un gesto simbolico, ma una mossa strategica che mostra la volontà di FS di entrare in modo concreto in un settore chiave per il futuro.

A2A Life Ventures: da fondo a protagonista dell’innovazione industriale

La partecipazione di A2A Life Ventures a questo round è la naturale evoluzione di un percorso iniziato nel 2020. La multiutility milanese aveva già messo in campo un fondo gestito con 360 Capital, accumulando un portafoglio di oltre 70 startup e investimenti per circa 80 milioni. Nel 2024 è arrivata una svolta con il lancio di 360 Life II, un fondo dedicato al climate venture capital con un obiettivo di 200 milioni, coinvolgendo anche altri investitori industriali e istituzionali. Nel 2025, la struttura si è trasformata in A2A Life Ventures, un organismo autonomo che unisce investimenti, digitale, intelligenza artificiale e ricerca. Grazie a questo assetto, A2A ha potuto passare dagli investimenti indiretti a quelli diretti nelle startup. Niulinx è il primo grande passo in questa nuova fase, con un impegno che va ben oltre il semplice apporto finanziario, mirando a una collaborazione concreta tra startup e industria.

Niulinx: la startup italiana che punta a rivoluzionare la guida autonoma in Europa

Nata come spin-off del Politecnico di Milano, Niulinx è il frutto del lavoro del gruppo di ricerca AIDA guidato dal professor Sergio Matteo Savaresi. La startup deeptech sviluppa soluzioni integrate per la guida autonoma, coprendo tutta la catena tecnologica: dalla percezione dell’ambiente alla pianificazione del percorso, fino al controllo e alla gestione remota delle flotte. Luca Foresti, CEO, guida un team di oltre 60 ingegneri e data scientist, che punta a crescere ancora. Il modello innovativo di Niulinx si chiama “robosharing”: veicoli elettrici a guida autonoma, con velocità fino a 30 km/h, che raggiungono l’utente, il quale poi li guida personalmente. Al termine dell’uso, il veicolo torna da solo a un punto di ricarica o a un altro cliente.* Il progetto rispetta le normative europee e punta a ottenere l’omologazione entro tre anni. I fondi raccolti serviranno a completare la tecnologia, ampliare il team e avviare l’espansione in mercati chiave come la Germania.

Un modello di investimento che unisce grandi gruppi industriali

Dietro Niulinx c’è una vera e propria rete di collaborazione che va oltre il semplice finanziamento. A2A porta la sua esperienza in energia, reti e infrastrutture urbane; Ferrovie dello Stato contribuisce con la gestione della mobilità; Pirelli mette a disposizione competenze sui materiali avanzati; MOST si occupa di ricerca sulla mobilità sostenibile; la Fondazione ICO Falck assicura continuità al progetto fin dall’inizio. A questo si aggiungono investitori istituzionali come CDP Venture Capital, che offre capitale paziente e strumenti per ridurre i rischi, e figure internazionali come Emilio Frazzoli. Questa alleanza dimostra che l’investimento è parte di un’azione coordinata, volta a sviluppare e integrare una tecnologia strategica per diversi settori industriali, aprendo una nuova strada nel panorama italiano.

Corporate venture capital in Italia: dalla sperimentazione a un impegno concreto

Negli ultimi mesi il corporate venture capital in Italia ha mostrato qualche segno di rallentamento, soprattutto nei round più avanzati, con investimenti complessivamente più bassi rispetto al 2023. Ma il caso Niulinx segna una svolta: grandi aziende italiane che non si limitano più a iniziative di open innovation o a investimenti indiretti, ma si buttano direttamente in operazioni strategiche. La parola chiave è integrazione industriale, non solo un semplice apporto di capitale. Massimiliano Garri di Ferrovie dello Stato sottolinea che il CVC deve essere protagonista non solo nel finanziare, ma nell’adottare le tecnologie. Questo approccio è fondamentale per permettere alle imprese italiane di restare competitive in mercati tecnologici avanzati e non finire ai margini rispetto a Stati Uniti e Cina. L’accordo su Niulinx mostra quindi un cambio di paradigma, offrendo una nuova prospettiva per il corporate venture capital italiano nel breve e medio termine.

Un investimento che apre nuove strade per l’innovazione industriale italiana

Il successo del round Niulinx potrebbe spingere altre grandi aziende italiane a rivedere le loro strategie di investimento nell’innovazione tecnologica. Prendere direttamente parte alle startup strategiche significa costruire competenze, integrare soluzioni e guidare l’evoluzione del mercato. La guida autonoma, insieme a intelligenza artificiale e gestione intelligente delle infrastrutture, è uno dei pilastri su cui il nostro Paese non può più permettersi di restare indietro. Se questo modello di collaborazione industriale e finanziaria si diffonderà, l’Italia potrà rafforzare il proprio ruolo nel settore high tech europeo. Quel che si vede con Niulinx non è solo un investimento di venture capital, ma l’inizio di un nuovo modo di fare industria e innovazione. Nei prossimi mesi e anni capiremo se questa strategia darà davvero i suoi frutti.

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