Andrea Zorzetto rilancia con Cato: la nuova startup AI che rivoluziona gli appalti dopo il fallimento

Redazione

14 Aprile 2026

“Ho fallito.” Poche parole, ma pesanti come un macigno, pronunciate da Andrea Zorzetto un anno fa davanti a un pubblico. In un mondo dove il fallimento si tende a nascondere, lui ha scelto di mostrarlo a viso aperto. Oggi è tornato, più deciso che mai, con Cato: una startup che vuole cambiare le regole del gioco negli appalti pubblici italiani. In meno di sei mesi, ha già raccolto 1,6 milioni di euro. Accanto a lui, Matteo Bossolini, 23 anni, giovane co-founder e CTO, pronto a spingere sull’acceleratore. Il mercato? Enorme, parla di 500 miliardi di euro l’anno. L’obiettivo? Tagliare le lungaggini, portare trasparenza e velocità grazie all’intelligenza artificiale. Il futuro degli appalti pubblici è qui, e ha un volto nuovo.

Perché puntare sugli appalti pubblici in Italia

Andrea Zorzetto ha un passato che spazia dalle politiche pubbliche a esperienze internazionali, con tappe al Ministero del Tesoro britannico e alla Città di Parigi. Ha visto da vicino come in alcune startup americane l’intelligenza artificiale stia già cambiando il modo di affrontare gli appalti pubblici. Quel modello lo ha colpito, facendogli capire che in Italia, nonostante la complessità e l’ignoranza diffusa sul tema, c’è spazio per innovare. Il mercato italiano degli appalti è enorme, ma frammentato e piegato da una burocrazia pesante. La trasparenza, fino a poco tempo fa, era un miraggio. Secondo Andrea, applicare l’AI non vuol dire solo alleggerire la mole di scartoffie, ma sfruttare dati preziosi sulle gare passate per migliorare strategie e chance di successo delle aziende.

Dopo la fine della sua prima startup e un periodo da freelance, Andrea ha incontrato Matteo Bossolini a giugno 2025. Matteo, che programma fin da ragazzino e ha già esperienza in diverse startup, ha dato un’impronta concreta e solida al prodotto. Il loro lavoro è decollato in fretta: un test di una settimana è bastato a far scattare la scintilla. In Italia, nonostante le difficoltà, molte aziende faticano con il sistema delle gare, ma hanno accesso a dati pubblici che possono fare la differenza. Così, Cato si è fatto strada come innovazione concreta, sostenuta da investitori che avevano già creduto in Andrea.

L’AI che cambia le regole negli appalti

Il punto forte di Cato è mettere l’intelligenza artificiale al servizio di una montagna di documenti e dati che ogni giorno circolano nel mondo degli appalti pubblici. Solo pochi anni fa, trovare la gara giusta e analizzare centinaia di pagine in pochi minuti era impensabile senza un grande lavoro manuale. Oggi, con l’AI, tutto cambia.

La piattaforma di Andrea e Matteo scova subito le gare più interessanti tra centinaia di nuove pubblicazioni ogni giorno. Riassume e analizza i documenti, e aiuta a preparare velocemente lettere e moduli per partecipare. Ma non è solo questione di velocità: l’AI incrocia informazioni sulle gare passate, i vincitori, le offerte degli altri concorrenti. Un livello di trasparenza e conoscenza mai visto prima, che aiuta le aziende a pianificare meglio, ridurre gli errori e aumentare le chance di vittoria.

In un settore tradizionale e pieno di burocrazia come quello degli appalti pubblici, innovare non è facile. Andrea ammette che la vera sfida è convincere le aziende a fidarsi di uno strumento nuovo. Serve tempo e pazienza. Ma i primi 35 clienti, da dispositivi medici a servizi IT fino all’edilizia, hanno risposto bene. E il fatto che alcune funzionalità siano arrivate anni prima del previsto dagli investitori parla chiaro sulla capacità tecnica del team, guidato da Matteo.

Il valore di un fallimento e una leadership più matura

Andrea Zorzetto si distingue anche per la schiettezza con cui ha raccontato la fine della sua prima startup, Peoplerank. In Italia non è ancora scontato parlare apertamente di queste difficoltà, soprattutto in ambienti competitivi. Lui, invece, ha sempre sottolineato quanto quelle esperienze siano state formative. Ora affronta questa seconda sfida con più serenità e un approccio più concreto. Non dice di essere cambiato come persona, ma ha scelto un settore che gli si addice meglio, rendendo il lavoro più naturale e meno forzato.

Una lezione chiave riguarda il tempo: in questa fase iniziale, Andrea e Matteo hanno tagliato le cose inutili, puntando subito a risultati concreti. Hanno saputo correggere rotta e strategie senza restare bloccati. Andrea parla di una mentalità nuova: “essere sempre al giorno uno”, cioè guardare sempre agli obiettivi immediati senza perdere di vista la crescita futura.

Anche i rapporti con gli investitori sono mutati: molti hanno rinnovato la fiducia e aumentato l’impegno. Il fallimento è stato visto come un passo avanti, una dimostrazione di resilienza, non un stop. Il messaggio di Andrea è chiaro: “cadere senza farsi troppo male è l’ideale”, perché permette di ripartire più forti e concentrati sulle soluzioni.

Sfide e prospettive: l’AI come leva per crescere e competere

Cato non è solo una startup di intelligenza artificiale. È un esempio concreto di come l’AI possa trovare spazio in un settore conservatore e difficile. Andrea sottolinea come l’AI stia alzando il livello della competizione, separando chi la usa davvero da chi la sfrutta solo per farsi bello. Lavori legati ai documenti, come quelli delle gare d’appalto, sono uno dei campi più adatti per vedere risultati reali e tangibili.

In Italia, la demografia e le norme complicate mettono in difficoltà soprattutto le imprese più piccole. L’invecchiamento degli esperti e la mancanza di nuovi talenti sono un problema serio. Qui l’AI non è solo un vantaggio, ma una necessità per compensare queste carenze. Nei primi mesi del 2026, i clienti di Cato hanno utilizzato miliardi di token per interagire con la piattaforma.

A livello europeo, l’Italia resta uno dei mercati più duri, ma proprio per questo è un banco di prova importante prima di espandersi. Il modello di Cato potrebbe fare da esempio per Paesi con regole più semplici, ma meno dati pubblici a disposizione.

Andrea e Matteo puntano a far crescere l’azienda in fretta, costruendo un team motivato e umile, capace di affrontare sfide senza bruciarsi. Ogni risultato, dal lancio di una funzione a un nuovo cliente, è un successo da festeggiare ma subito seguito dal lavoro sul prossimo obiettivo.

Il mondo degli appalti pubblici si conferma così un terreno dove tecnologia e concretezza possono incontrarsi per produrre risultati veri. Cato crede che lavorare nel pubblico possa diventare una leva per migliorare la vita dei cittadini e la competitività delle imprese.

Change privacy settings
×