Movopack: la startup italiana che rivoluziona il packaging con soluzioni riutilizzabili e mira all’espansione europea

Redazione

12 Giugno 2026

«Abbiamo scelto Movopack perché volevamo fare la differenza, non solo vendere un prodotto». Parola di uno dei grandi marchi italiani che ha già abbracciato la rivoluzione degli imballaggi riutilizzabili. Da Milano, questa startup fondata nel 2021 sta cambiando il modo in cui i brand pensano al packaging. Non si tratta più di scatole usa e getta, ma di un sistema che riduce gli sprechi e racconta una storia di sostenibilità concreta. OVS, Yamamay, Decathlon: nomi di primo piano che hanno deciso di puntare su Movopack per comunicare con i consumatori in modo più responsabile. E ora, la sfida è portare questa innovazione oltre i confini italiani, trasformando il mercato europeo degli imballaggi.

Movopack: da un’idea semplice a un sistema completo di packaging riutilizzabile

L’idea alla base di Movopack è chiara: trasformare gli imballaggi da prodotti usa e getta in risorse da usare più volte. Fondata da tre amici di vecchia data – Tomaso Torriani, Alberto Cisco e Andrea Cipollone – la startup ha puntato su soluzioni che coprono vari settori, dall’ecommerce al retail, fino alla logistica B2B e persino imballaggi per prodotti pesanti come elettrodomestici.

Il punto di forza di Movopack è la gestione completa della filiera. Non si limita a produrre gli imballaggi, ma segue tutto il percorso, dalla raccolta alla sanificazione, fino al ricondizionamento. Dietro ci sono diversi hub tecnologici sparsi in Europa. Tomaso Torriani, CEO, sottolinea che questa figura è una novità sul mercato: “non solo produttori o venditori, ma un operatore che controlla tutto il ciclo, unendo sostenibilità e praticità.”

La logistica inversa: come Movopack recupera e rilancia gli imballaggi

Nel sistema Movopack, ogni imballaggio ha un’etichetta prepagata e un codice QR, strumenti semplici che permettono al cliente di restituirlo senza difficoltà. Chi compra online può riportare il packaging al punto di consegna più vicino, grazie a una rete di partner e hub ben distribuiti.

Una volta tornati, gli imballaggi passano un controllo qualità severo e una pulizia approfondita prima di tornare in circolazione, garantendo standard elevati. Anche nel negozio fisico, il cliente può riutilizzare la busta o restituirla, spesso con incentivi economici o punti fedeltà che spingono al ritorno.

Il recupero varia molto, a seconda di quanto il cliente si impegna e delle campagne di incentivo. Nei brand più attenti all’ambiente la raccolta arriva fino al 75-80%, mentre in mercati più ampi si attesta tra il 15 e il 35%. Questi numeri dimostrano che il sistema funziona, anche grazie a un design leggero fatto con materiali 100% riciclati e con un impatto ambientale paragonabile o inferiore a quello degli imballaggi usa e getta, come confermano le analisi LCA.

Packaging riutilizzabile: i dati LCA che parlano chiaro

Gli studi LCA commissionati da Movopack mostrano come i vantaggi ambientali crescano con l’uso ripetuto degli imballaggi. Se si confrontano gli imballaggi monouso con quelli riutilizzabili, dopo venti utilizzi le emissioni di CO2 nell’ecommerce calano fino all’84%. Per le shopping bag riutilizzabili, la riduzione arriva addirittura al 96%. Un contributo importante nella battaglia contro i rifiuti di plastica.

Il problema della plastica è enorme: nel 2021, nell’Unione europea, ogni persona ha prodotto in media 189 kg di rifiuti plastici, un dato aumentato del 20% nell’ultimo decennio. La plastica rappresenta circa il 19% dei rifiuti totali, mentre carta, vetro, legno e metallo coprono il resto. Progetti come Movopack sono una risposta concreta alla normativa europea PPWR e al bisogno urgente di ridurre l’impatto ambientale degli imballaggi.

Packaging sostenibile che vale anche come strumento di marketing

Il packaging riutilizzabile non è solo una questione ambientale, ma diventa anche un’arma nelle mani dei brand per le loro campagne di marketing. Movopack offre soluzioni personalizzate, permettendo alle aziende di mantenere un’immagine coerente con i propri valori, senza rinunciare agli elementi necessari per il sistema di recupero.

I programmi fedeltà, che legano sconti o premi al ritorno degli imballaggi, sono un incentivo efficace per riportare i clienti in negozio. Questo crea un circolo virtuoso nelle strategie omnicanale, dove online e offline si integrano e portano valore aggiunto. Le ricerche confermano che chi compra sia online sia in negozio tende a essere più fedele e più redditizio.

Quanto costa davvero il packaging riutilizzabile?

Il prezzo resta un nodo cruciale per i brand che vogliono puntare sulla sostenibilità. Movopack ammette che il costo degli imballaggi riutilizzabili è ancora un po’ più alto rispetto a quelli usa e getta, ma la differenza si misura ormai in pochi centesimi a pezzo.

Secondo Torriani, quei pochi centesimi sono un investimento che ripaga. I settori più adatti sono quelli con acquisti ripetuti, dove la competizione è alta e la fedeltà del cliente conta davvero. Il vantaggio economico non sta solo nel prezzo iniziale, ma nel sistema che coinvolge il cliente in un circuito virtuoso, capace di aumentare vendite e fedeltà.

I tre fondatori e la crescita di Movopack fino al 2026

Dietro Movopack ci sono tre imprenditori milanesi: Tomaso Torriani, CEO con una laurea in ingegneria gestionale e un passato nel private equity ambientale; Alberto Cisco, direttore commerciale con esperienza nella logistica internazionale; e Andrea Cipollone, responsabile operativo con competenze nello sviluppo commerciale.

Dal 2021 a oggi la startup ha quadruplicato la sua crescita, conquistando più di 100 clienti in Italia, Regno Unito e Francia. Il team è cresciuto fino a 18 persone e il fatturato estero vale già il 15% del totale. Il 2024 ha segnato una svolta con un investimento da 2,3 milioni di euro da parte di fondi come 360 Capital, Greiner Innoventures e Techstars, portando il totale raccolto a 3 milioni e spingendo l’espansione internazionale, con una partnership strategica con Royal Mail nel Regno Unito.

Espansione e acquisizioni: il salto verso l’Europa

Il successo ha dato nuova spinta all’internazionalizzazione, favorita anche dalla natura globale di alcuni clienti e dalle nuove regole europee. Nel 2026 Movopack ha acquisito Hipli, startup francese attiva dal 2020, che ha sviluppato packaging riutilizzabili fino a 100 volte e serve oltre 350 clienti in vari Paesi europei.

La mossa guarda al futuro: la normativa PPWR chiede che dal 2030 almeno il 40% del packaging nel trasporto e nelle spedizioni sia riutilizzabile, quota che salirà al 70% entro il 2040. Movopack punta a gestire un miliardo di imballaggi entro il 2030, rendendo i packaging riutilizzabili più convenienti di quelli usa e getta e fissando un nuovo standard di mercato.

Le sfide da superare per una svolta su scala europea

Il percorso non è senza difficoltà. Il più grande ostacolo è costruire una reputazione solida in Paesi dove il sistema riutilizzabile è ancora visto con diffidenza, come la Francia e altre nazioni europee. In Italia, dopo anni di lavoro e risultati concreti, Movopack ha già superato questa barriera.

Per il resto d’Europa, la sfida è convincere i brand dell’affidabilità, della scalabilità e della sostenibilità economica del modello. I dati e i casi concreti parlano chiaro, ma serve tempo e fiducia per diffondere una soluzione che potrebbe cambiare davvero il settore del packaging e contribuire a ridurre i rifiuti. Movopack si propone come il partner ideale per chi vuole affrontare questa sfida.

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