“Il futuro è digitale, o non sarà.” Così Andrea Santagata, alla guida di Mondadori Digital, sintetizza una rivoluzione in atto. Non si tratta più di un semplice reparto interno, ma di una società autonoma nata con un obiettivo preciso: trasformare marchi storici, radicati nel tradizionale mondo della carta, in piattaforme digitali moderne e competitive. Il viaggio è stato tortuoso, scandito da sfide continue nel passaggio a un ecosistema fatto di community verticali, dati proprietari e tecnologie all’avanguardia. In un mercato dominato da giganti globali, Mondadori Digital punta a ritagliarsi uno spazio importante. Tra cali incessanti di copie cartacee e pubblicità in flessione, la strategia è chiara: puntare su intelligenza artificiale, acquisizioni strategiche e internazionalizzazione per costruire un media player digitale italiano di primo piano.
Da editore tradizionale a media-tech company: la svolta di Mondadori Digital
Per oltre un secolo, Mondadori ha fatto della carta e dei libri il suo punto di forza, con marchi come Mondadori, Einaudi e Rizzoli che hanno segnato la storia dell’editoria italiana. Ma i periodici da tempo arrancano, con vendite e ricavi pubblicitari in calo. Mondadori Digital nasce come risposta strutturata a questa crisi: non si tratta solo di portare i contenuti online, ma di ripensare da zero il modello di business.
Oggi il valore si sposta sulle piattaforme digitali, sulle tecnologie e sulle community specializzate. Gli investimenti vanno oltre il semplice trasferimento dei prodotti tradizionali sul web e puntano a costruire ecosistemi integrati, dove l’interazione con il pubblico è al centro. È un cambio di passo netto rispetto al passato, con una chiara separazione tra la carta e la nuova piattaforma digitale che Mondadori vuole sviluppare.
Acquisizioni, intelligenza artificiale e internazionalizzazione: le tre leve per crescere
La strategia di Mondadori Digital si basa su tre pilastri. Prima di tutto, le acquisizioni. Il gruppo ha messo insieme un pacchetto di asset digitali importanti, soprattutto in settori chiave come la cucina con GialloZafferano, il benessere con MypersonalTrainer e l’edilizia e il design con Edilportale e Archiproducts. Questi marchi non sono solo contenitori di contenuti, ma vere e proprie community verticali che attraggono pubblici specifici. Così Mondadori evita la difficile trasformazione diretta dei grandi brand generalisti.
Poi c’è l’intelligenza artificiale, che entra nei processi editoriali, nella diffusione dei contenuti e nella monetizzazione. Mondadori Digital usa chatbot per il marketing, supporti per le redazioni e strumenti avanzati come il motore di ricerca AI di Archiproducts. L’obiettivo è aumentare l’efficienza e offrire contenuti sempre più personalizzati, per coinvolgere meglio gli utenti e incrementare i ricavi.
Infine, l’internazionalizzazione. Oggi il 15-20% del fatturato arriva dall’estero e i principali brand digitali puntano a espandersi oltre i confini italiani. GialloZafferano USA Inc, per esempio, ha raggiunto decine di milioni di utenti appassionati di cucina italiana in tutto il mondo. È una mossa fondamentale in un mercato digitale dove la scala è tutto.
Il nuovo volto dell’editoria italiana: tra sfide e opportunità digitali
Il settore media in Italia è cambiato profondamente con il digitale. Le tre grandi piattaforme globali catturano oltre l’85% della pubblicità digitale, sottraendo risorse preziose agli editori. Questo scenario obbliga a ripensare i modelli di business. Non basta più produrre contenuti e sperare nei ricavi pubblicitari tradizionali: serve costruire asset digitali propri, fatti di dati, community e tecnologie di marketing integrate.
Mondadori Digital incarna questa trasformazione: un ecosistema dove contenuti, pubblicità, influencer marketing e strumenti di lead generation si uniscono in un’offerta strutturata. La tecnologia non è più un supporto, ma il cuore del business, capace di generare nuovi flussi di ricavi. Con questo progetto, Mondadori punta a diventare un polo aggregatore di piattaforme e risorse digitali italiane, per giocare a livello europeo.
Le difficoltà di trasformare i giornali in brand digitali di successo
Il passaggio dalle testate cartacee ai brand digitali è stato difficile per molti editori italiani, incluso Mondadori. Per anni si è pensato a internet come a un semplice canale per distribuire i contenuti esistenti, senza cogliere il valore di un prodotto digitale a sé stante. Nel frattempo, Google, Facebook e altri hanno costruito modelli basati su dati, algoritmi e interazione continua con gli utenti, lasciando gli editori indietro.
Molte testate non sono riuscite a sviluppare community verticali, preferendo inseguire un pubblico generico ormai dominato dai grandi player. Marchi come GialloZafferano sono riusciti a emergere proprio perché hanno creato comunità dedicate e internazionali su temi specifici. La dipendenza dal modello pubblicitario tradizionale ha rallentato l’adattamento, dato che le piattaforme tecnologiche hanno catturato la maggior parte degli investimenti pubblicitari digitali grazie a capacità di profilazione e misurazione più avanzate.
Dal punto di vista culturale, molti gruppi editoriali italiani hanno considerato la tecnologia solo un supporto, non un elemento centrale. La nascita di Mondadori Digital come realtà autonoma vuole superare questo limite, puntando su AI, dati e marketing tecnologico per rilanciare il settore.
L’obiettivo ambizioso di Mondadori Digital: guidare la trasformazione digitale italiana
Andrea Santagata, amministratore delegato di Mondadori Digital, è chiaro sull’obiettivo: “diventare il principale aggregatore del mercato digitale italiano.” Il progetto va oltre lo sviluppo dei brand attuali, puntando a creare un ecosistema che unisca piattaforme, creator, community e tecnologie innovative. Operazioni come l’acquisizione di Edilportale, l’integrazione tra Hej! e AdKaora, e la crescita globale di GialloZafferano sono parte di un disegno più ampio per consolidare il digitale in Italia e all’estero.
Mondadori Digital non è più solo una casa editrice, ma una piattaforma scalabile che combina contenuti, dati e AI per costruire nuovi modelli di business. Il gruppo continua a puntare sui libri come fonte principale di cassa, ma la società digitale è il motore su cui si fonda la crescita futura. Nel 2026, il valore nell’industria dei media non deriva più solo dai contenuti, ma dalla capacità di sviluppare ecosistemi tecnologici e commerciali integrati intorno a quei contenuti. Mondadori Digital nasce con questa consapevolezza e vuole recuperare terreno in un settore sempre più competitivo, dominato dalle grandi tech globali.
