Nel 2026, la Tangenziale di Napoli è diventata la prima smart road certificata in Italia. Un traguardo che segna la fine di un’epoca in cui le strade erano semplici vie di passaggio. Oggi, queste infrastrutture parlano, si adattano e collaborano con chi guida, trasformando la mobilità in qualcosa di più fluido e sicuro. A Brescia, intanto, è partito il primo car sharing con auto a guida autonoma, un esempio concreto di come la tecnologia stia entrando nelle nostre abitudini quotidiane. Dal 2018, con il Decreto Smart Road, il Paese ha imboccato una strada nuova, dove digitale e infrastrutture si intrecciano per prevenire incidenti e gestire il traffico in tempo reale. L’Italia non rincorre più il futuro: lo sta costruendo, passo dopo passo.
Decreto smart road, le regole per la strada digitale
Nel 2018 il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha fatto il primo passo concreto verso le smart road, con un decreto dedicato che ha aperto la porta alla trasformazione delle strade tradizionali in piattaforme intelligenti. Non è solo una definizione: la norma fissa anche le regole per sperimentare e introdurre gradualmente tecnologie digitali sulle infrastrutture.
Il decreto impone che entro il 2025 le autostrade e strade statali della rete europea TEN-T e tutta la rete autostradale nazionale adottino soluzioni smart, offrendo servizi utili agli utenti: informazioni su traffico e meteo, gestione delle emergenze, deviazioni. Tra le tecnologie richieste ci sono sistemi per monitorare il traffico, comunicazione diretta tra veicoli e infrastrutture e rilevazione dello stato delle opere.
Nel 2020 il Ministero ha aggiornato la norma, includendo anche i veicoli senza volante o pedali, aprendo la strada ai mezzi autonomi. Ogni nuovo intervento deve rispettare specifiche tecniche, elencate in un allegato, per garantire coerenza e sicurezza nell’ecosistema digitale delle strade.
L’Osservatorio Smart Road, istituito al Ministero, coordina e monitora i progetti, aggiornando le linee guida e raccogliendo i risultati delle sperimentazioni. Nel 2024 è stata pubblicata una checklist per aiutare concessionari e gestori a riconoscere ufficialmente le smart road, una sorta di “bollino” di qualità per queste infrastrutture.
Come funzionano le smart road: tecnologie e dati a servizio della mobilità
Il cuore della rivoluzione delle smart road è la capacità di raccogliere, elaborare e diffondere dati in tempo reale. Le tecnologie chiave partono dall’Internet of Things : sensori sparsi lungo le strade monitorano traffico, meteo, stato del manto stradale e presenza di ostacoli.
I Big Data sono il motore dell’intelligenza delle smart road: grazie ad algoritmi avanzati, le informazioni raccolte diventano previsioni sul traffico, segnalazioni anticipate di problemi e indicazioni per percorsi alternativi. Il risultato? Viaggi più veloci, sicuri e affidabili.
La comunicazione veicolo-infrastruttura permette uno scambio diretto di dati tra auto e sistemi stradali. Con l’aiuto del 5G e dell’Edge Computing, la segnaletica digitale si aggiorna in tempo reale, gestendo flussi di traffico e accesso a parcheggi in modo dinamico.
Anche l’intelligenza artificiale entra in gioco per ottimizzare la manutenzione: con modelli predittivi si pianificano interventi prima che si verifichino guasti o cedimenti. Droni e sistemi di rilevazione acustica e termica tengono sotto controllo anche le zone più difficili, accelerando gli interventi in caso di emergenze.
Smart road in Italia: progetti concreti e innovazione sul campo
L’Italia non resta a guardare. Sulla Tangenziale di Napoli, prima smart road nazionale certificata, sono stati installati più di 200 dispositivi tra telecamere intelligenti, centraline meteo e antenne che dialogano con i veicoli connessi. Gli automobilisti ricevono aggiornamenti in tempo reale su traffico e situazioni di emergenza, preparando la strada all’arrivo della mobilità autonoma.
A Brescia, il 22 gennaio 2025, è stata testata la prima auto elettrica a guida autonoma per car sharing, un salto importante verso una mobilità urbana più smart e collaborativa. Il progetto nasce da una collaborazione tra aziende tech e università, un esempio concreto di sinergia tra pubblico e privato.
Ci sono poi altri casi interessanti: sulla statale 51 a Cortina, durante i Mondiali di sci 2021, è stata sperimentata una smart road di circa 80 km per monitorare traffico e sicurezza con tecnologie IoT. In Sardegna, la Sassari-Olbia è destinata a diventare una smart road con sensori e sistemi digitali per raccogliere dati in tempo reale.
Sull’autostrada Brebemi, nel bresciano, si sta lavorando al progetto “Arena del Futuro”, una tratta sperimentale dove le auto elettriche potranno ricaricarsi in movimento, spingendo verso un trasporto più green e a basse emissioni.
Smart road nel mondo: l’Italia a confronto con l’estero
Nel resto del mondo l’innovazione corre veloce. Negli Stati Uniti, in Michigan, il Dipartimento dei Trasporti ha realizzato un corridoio con pali intelligenti dotati di telecamere, radar e computer che monitorano costantemente traffico e ostacoli per aiutare i veicoli autonomi.
Nel Regno Unito, National Highways sta testando sensori hi-tech che rilevano oggetti pericolosi e analizzano dati in tempo reale per ridurre incidenti e ingorghi. In Australia, Transurban usa una rete di oltre 5.000 telecamere per controllare la viabilità e regolare i flussi su strade a pedaggio.
A Austin, Texas, un sistema intelligente informa i camionisti sulle condizioni della strada e prepara il terreno per la guida automatizzata dei mezzi pesanti. A Salt Lake City, gli autobus comunicano con i semafori per mantenere tempi verdi più lunghi, migliorando la fluidità del traffico.
Questi esempi dimostrano come le smart road siano ormai una priorità globale, per una mobilità più sicura, efficiente e sostenibile.
Nuove professioni e competenze per la mobilità intelligente
Dietro questa evoluzione tecnologica ci sono figure professionali nuove e specializzate. Il BIM Coordinator, ad esempio, è fondamentale per gestire i modelli digitali 3D e assicurarsi che i progetti rispettino gli standard richiesti. Serve una buona conoscenza di software specifici e capacità di coordinare team tecnici.
L’Architetto Renderista si occupa di realizzare rappresentazioni grafiche e simulazioni 3D, aiutando a comunicare con chi finanzia o utilizza le infrastrutture.
Il Data Manager o Data Analyst monitora e interpreta i dati raccolti da sensori installati su ponti, gallerie e altre opere, valutando le condizioni e suggerendo interventi tempestivi per la manutenzione.
Infine, esperti di Intelligenza Artificiale e Machine Learning lavorano su algoritmi che ottimizzano la gestione delle smart road, personalizzando i servizi e permettendo sistemi predittivi e adattativi.
Smart road e l’Europa: verso una mobilità connessa e integrata
Le smart road sono parte integrante delle strategie dell’Unione Europea. Il piano Cooperative Intelligent Transport Systems punta a creare infrastrutture che parlano con i veicoli, per una mobilità più sicura e integrata a livello continentale.
Internet of Things e reti 5G saranno fondamentali per rendere ogni elemento della strada intelligente e interattivo: semafori, pannelli informativi, ma anche i veicoli stessi. I sensori diffusi permetteranno a guidatori e veicoli di ricevere aggiornamenti su traffico, meteo e consigli utili, per viaggiare meglio e in modo più sostenibile.
I corridoi digitali tra Paesi europei saranno collegati in un unico sistema, cambiando profondamente il modo di viaggiare nei prossimi anni.
Ora la sfida per l’Italia è trasformare questi progetti da esperimenti a realtà di tutti i giorni, accompagnando la diffusione di auto autonome e servizi digitali su tutta la rete nazionale.
