Niulinx ottiene il via libera del Ministero: guida autonoma sperimentata su strade pubbliche in Italia

Redazione

8 Giugno 2026

Una Fiat 500e si muove da oggi tra le strade di Cernusco sul Naviglio e Brescia, senza un conducente al volante. Dietro al volante, o meglio, dietro ai sensori e ai software, c’è Niulinx, startup nata dal Politecnico di Milano, che ha appena ottenuto l’ok del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per testare la guida autonoma sulle strade pubbliche lombarde. Non si tratta di un semplice esperimento in circuito chiuso, ma di un vero e proprio banco di prova in mezzo al traffico urbano, con pedoni, ciclisti e imprevisti a ogni angolo. Questo passo segnala un cambio di passo per l’Italia, che finora aveva guardato soprattutto alle innovazioni altrui. Ora la sfida è giocata in casa, con un progetto tutto italiano che punta a farsi largo nel mondo della mobilità autonoma.

La prima prova su strada in Lombardia: ecco cosa aspetta la Fiat 500e

Niulinx si prepara a far circolare una Fiat 500e dotata di sensori avanzati, sistemi di controllo ridondanti e potenti unità di calcolo sviluppate in casa. I test si concentreranno su oltre 900 chilometri di strade a Cernusco sul Naviglio e Brescia, due città scelte per le diverse condizioni di traffico, dagli incroci più complessi alle arterie congestionate. Per la prima volta in Italia, un’auto autonoma potrà muoversi in mezzo al traffico reale, interagendo con veicoli tradizionali, ciclisti e pedoni.

L’obiettivo è capire come il sistema si comporta nelle situazioni più imprevedibili: cantieri, attraversamenti improvvisi, cambi di tempo repentini. Questa fase è fondamentale per testare affidabilità e sicurezza, ben oltre ciò che si può fare in pista o in simulazione. Solo mettendo alla prova la tecnologia nel caos della città sarà possibile migliorare gli algoritmi e avvicinarsi all’omologazione commerciale.

Il via libera del Ministero non è solo un permesso tecnico: rappresenta l’inizio di un percorso che potrebbe aprire la strada a servizi di mobilità autonoma su larga scala in Italia e in Europa. Sperimentare in condizioni reali aiuta a costruire regole chiare e condivise, fondamentali per l’arrivo sul mercato di flotte di veicoli senza conducente. In questo senso, la Lombardia si conferma una regione all’avanguardia nel panorama nazionale.

Niulinx, dal Politecnico a un capitale da 38 milioni: la scommessa italiana sulla guida autonoma

Niulinx nasce dal laboratorio AIDA del Politecnico di Milano, guidato dal professor Sergio Matteo Savaresi, uno dei massimi esperti europei di guida autonoma. Dopo anni di ricerca, è nata questa startup che nel 2026 ha raccolto ben 38 milioni di euro, il più grande investimento italiano mai visto nel campo della mobilità autonoma.

Dietro questo finanziamento ci sono nomi importanti come A2A, CDP Venture Capital, Ferrovie dello Stato, Pirelli e MOST. Un mix di investitori industriali e finanziari che puntano su un settore dove serve pazienza e risorse a lungo termine. Ferrovie dello Stato, in particolare, fa qui il suo debutto nel venture capital, confermando il suo interesse strategico verso il futuro della mobilità.

Alla guida dell’azienda c’è Luca Foresti, imprenditore con un passato lontano dall’automotive, noto per la gestione di aziende innovative come il Centro Medico Santagostino. La scelta di un manager esterno al settore sottolinea la volontà di trasformare Niulinx in una vera startup tecnologica, più concentrata su software e servizi legati alla mobilità autonoma che sulla produzione tradizionale di automobili.

Oggi il team conta oltre sessanta ingegneri e data scientist, tutti impegnati a portare la ricerca universitaria sul terreno industriale, con l’obiettivo di competere a livello europeo. Questo investimento e la strategia definita mettono Niulinx tra i protagonisti emergenti in un mercato dominato da giganti americani e cinesi, un chiaro segnale della voglia italiana di giocarsi le proprie carte.

Guida autonoma in Europa: Niulinx tra colossi consolidati e nuova sfida

Il progetto Niulinx rappresenta uno sforzo importante per trasformare la ricerca scientifica in prodotti industriali concreti nel campo della guida autonoma. Mentre aziende come Waymo e Tesla sono ormai leader incontrastate, l’Europa fatica a trovare un proprio campione in grado di competere a livello globale. Niulinx vuole colmare questo vuoto, puntando a servizi di mobilità autonoma pensati soprattutto per le città europee.

L’idea è quella di flotte di veicoli autonomi condivisi, prenotabili tramite app, capaci di muoversi senza conducente. Un modello che promette di ridurre costi, traffico e sprechi, sostenendo politiche di trasporto più sostenibili e funzionali. L’intero sistema sviluppato da Niulinx comprende software, hardware e infrastrutture digitali studiate per integrarsi senza stravolgere la vita urbana.

Luca Foresti sottolinea come l’Europa abbia competenze di alto livello ma fatichi a trasformarle in prodotti commerciali su larga scala. Niulinx vuole colmare questo gap, dando alla ricerca una via concreta per arrivare sul mercato, rilanciando così la competitività dell’industria tecnologica europea e favorendo la nascita di realtà capaci di crescere e resistere nel panorama globale.

Il percorso è complesso e richiede investimenti ingenti, collaborazione tra ricerca, industria e venture capital, oltre a un quadro normativo adeguato. Il successo di Niulinx sarà seguito da vicino da altre startup europee e dalle istituzioni interessate a sostenere la mobilità del futuro.

Il via libera del Ministero: un passo decisivo per la mobilità autonoma in Italia

L’ok del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è un momento cruciale. Per chi lavora sulla guida autonoma, poter testare i veicoli in condizioni reali non è solo un’opportunità tecnica, ma un passaggio fondamentale per costruire regole e standard. Solo con prove su strada si possono raccogliere dati affidabili per garantire sicurezza e affidabilità.

Le autorità devono trovare l’equilibrio tra innovazione e sicurezza, verificando che i veicoli si comportino correttamente nel traffico di ogni giorno. Ogni autorizzazione crea un precedente, aiuta a definire il quadro normativo e dà fiducia a mercato, investitori e utenti. L’Italia entra così in un ristretto gruppo di Paesi europei dove la sperimentazione reale è possibile.

Dal punto di vista industriale, poter testare su strada facilita il salto dalla ricerca a prodotti concreti da lanciare sul mercato. Ha anche un peso geopolitico: permette all’Europa di sviluppare la propria filiera tecnologica senza dipendere da soluzioni straniere. Una startup italiana che porta i suoi veicoli sulle strade aumenta le chance di consolidare competenze e tecnologie di alto livello in Italia e in Europa.

La sfida per Niulinx è appena iniziata. Affrontare la realtà delle città, le regole, la concorrenza internazionale sarà il vero banco di prova per un progetto che potrebbe rivoluzionare il modo in cui ci muoveremo domani. I primi chilometri percorsi tra Brescia e Cernusco sono già un segnale chiaro: l’Italia vuole giocare un ruolo da protagonista nella mobilità intelligente.

Change privacy settings
×