«Innovare non basta più». Parola di chi guida alcune delle imprese italiane più all’avanguardia. In un mondo dove crisi sanitarie, tensioni geopolitiche e rincari energetici si accavallano senza sosta, l’innovazione ha cambiato volto. Non è più solo lanciare un prodotto nuovo, ma un percorso intricato, quasi un salto nel vuoto. A questo si aggiunge un contesto di lungo periodo: invecchiamento della popolazione e carenza di talenti specializzati mettono sotto pressione ogni strategia. Questa “permacrisis”, come la chiamano alcuni, spinge le aziende a reinventare i loro modelli, affrontando costi in crescita e margini sempre più ristretti. Nel frattempo, startup agili e colossi della tecnologia spingono oltre i confini tradizionali, riscrivendo le regole del gioco.
Europa in affanno: perché l’innovazione fatica a decollare
L’Europa si trova in mezzo a due problemi seri: da un lato deve recuperare il gap di produttività rispetto agli Stati Uniti, dall’altro fatica a far crescere e a far diventare grandi le sue aziende tecnologiche. Oggi, tra le 50 maggiori imprese tech al mondo, appena quattro sono europee. Questa realtà si riflette anche negli investimenti in ricerca e sviluppo: nel 2024, l’Unione Europea ha messo sul piatto circa 403 miliardi di euro, pari al 2,24% del Pil, una cifra importante ma ancora lontana da quella di Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud. E c’è un ulteriore nodo: il capitale di rischio è sempre più selettivo e punta soprattutto sull’intelligenza artificiale. Così, non basta più investire nell’innovazione come si faceva prima. Serve un cambio di passo, un approccio che metta insieme forze diverse: aziende, startup, università e centri di ricerca, in uno spirito di collaborazione aperta.
L’Osservatorio Startup Thinking: il collante tra imprese e nuovi mondi
Il Politecnico di Milano, con il suo Osservatorio Startup Thinking, vuole proprio accompagnare le imprese italiane in questa fase delicata. Si muove su due fronti. Da una parte costruisce un ecosistema esterno, facendo scouting per scovare startup italiane e straniere che lavorano su tecnologie emergenti e soluzioni innovative. Il tutto si arricchisce con dialoghi con ricercatori, incontri con manager e momenti di confronto con gli studenti, creando un terreno fertile dove nuove idee possono germogliare. Dall’altra parte, l’attenzione va dentro le aziende: si lavora su governance, processi e cultura aziendale per favorire ambienti capaci di accogliere e integrare l’open innovation in modo efficace. Il programma offre sessioni teoriche e laboratori pratici, pensati per stimolare i manager a cambiare mentalità e strumenti.
Numeri e risultati: l’ultima edizione racconta una crescita reale
L’ultima edizione dell’Osservatorio ha visto la partecipazione di 39 partner provenienti da diversi settori, con risultati concreti. Sono state organizzate 16 giornate di lavoro che hanno coinvolto più di 500 persone, tra cui circa 100 studenti del Politecnico. Le attività di scouting hanno passato al setaccio oltre 2400 startup, incontrandone direttamente 40 in eventi dedicati. Un esempio di successo è il Gruppo Loccioni, che ha dimostrato come un’impresa italiana possa coniugare innovazione, sostenibilità e una visione di lungo termine, diventando un modello di “open company”. Questi risultati si traducono in competenze condivise, maggiore visibilità, rafforzamento del brand e una comprensione più chiara dei trend che stanno cambiando il mercato.
Rete di partner e progetti per il futuro: il 2026 si avvicina
Il successo dell’Osservatorio Startup Thinking passa anche dalla rete di partner, fatta di grandi nomi industriali e finanziari, italiani e internazionali. Tra questi, Amadori, Enel, Leonardo, Pirelli, Poste Italiane, Sky TV e molti altri. Fondamentale anche il patrocinio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy , che ha riconosciuto il valore dell’iniziativa per il sistema industriale nazionale. La tredicesima edizione partirà a ottobre 2026, ma il programma sarà presentato già il 24 giugno allo Startup Thinking Open Kickoff, nello Spazio Vetrato della storica sede del Politecnico di Milano. Un appuntamento da non perdere per le aziende che vogliono rafforzare la loro strategia di innovazione, intrecciando tecnologie, competenze e collaborazioni in ecosistemi sempre più dinamici e aperti.
