“Tra cinque anni, sarò in auto senza toccare il volante.” Quasi la metà degli italiani la pensa così, secondo un sondaggio recente. Non è più fantascienza: la guida autonoma sta per entrare nelle nostre vite, cambiando per sempre il modo in cui ci muoviamo nelle città affollate e congestionate dal traffico. L’idea di affidarsi a un veicolo che pensa da solo, soprattutto per gli spostamenti quotidiani come il tragitto casa-lavoro, conquista sempre più persone. Dopo anni di discussioni e attese, la tecnologia ha fatto passi da gigante e le infrastrutture si stanno adeguando: la mobilità è sul punto di trasformarsi davvero.
Pendolari e città: la guida autonoma conquista gli spostamenti quotidiani
I dati dell’Osservatorio Connected Vehicle & Mobility del Politecnico di Milano raccontano di un’Italia pronta a fare il salto. Il 54% degli italiani vede nella guida autonoma un modo concreto per rendere meno faticosa la routine. Chi si sposta ogni giorno per lavoro o si trova nel traffico urbano rallentato preferisce affidarsi a questi veicoli che promettono di alleggerire lo stress. Le auto senza conducente non sono più un miraggio, ma una soluzione accessibile, che punta anche alla sostenibilità.
Questa apertura non nasce solo dalla voglia di provare qualcosa di nuovo, ma da una consapevolezza crescente sui vantaggi reali. Dall’Osservatorio emerge chiaro come la mobilità connessa e autonoma, insieme all’elettrificazione e all’intelligenza artificiale, stiano cambiando un settore pronto a rivoluzionare le abitudini di tutti i giorni.
Un tesoro da 6,1 miliardi: i vantaggi economici e sociali della mobilità autonoma
Non si tratta solo di comfort o comodità. L’analisi dell’Osservatorio prevede un impatto economico e sociale che potrebbe arrivare a 6,1 miliardi di euro tra il 2028 e il 2050. Il cuore della rivoluzione saranno servizi come robotaxi e robosharing, che promettono di rivoluzionare il modo di muoversi nelle grandi città. Senza l’errore umano alla guida, gli incidenti potrebbero calare drasticamente.
In particolare, i ricercatori stimano una riduzione fino al 90% degli incidenti gravi nelle flotte professionali, grazie a sistemi di controllo più precisi e veicoli progettati per la sicurezza. Fondamentale sarà anche il passaggio da molte auto private a mezzi condivisi e autonomi, più economici e alla portata di tutti. Questo cambiamento potrebbe far sparire quasi 900mila veicoli dalle strade urbane, con effetti positivi sia sulla sicurezza sia sull’ambiente: meno emissioni di CO2 e oltre 100mila feriti in meno.
2026, l’anno decisivo: investimenti, norme e debutti sul mercato
Il 2026 si profila come l’anno della svolta per l’auto autonoma in Italia. Giovanni Miragliotta, responsabile scientifico dell’Osservatorio Connected Vehicle & Mobility, segnala segnali concreti: nuovi modelli in arrivo, normative attese da tempo e investimenti senza precedenti. La gara tra aziende si fa sempre più serrata, con proposte commerciali e test che si moltiplicano.
La domanda non è più se la guida autonoma arriverà, ma come e dove si affermerà nelle nostre città. Restano però dubbi tra gli utenti: la paura di perdere il controllo diretto, timori per la sicurezza informatica e qualche riserva sulla tecnologia stessa. Superare queste perplessità sarà una sfida fondamentale per il settore, se vuole conquistare la fiducia di tutti.
Auto connesse e intelligenza artificiale: il motore della rivoluzione
La voglia di auto a guida autonoma si inserisce in un contesto più ampio di digitalizzazione dell’auto. Oggi quasi la metà degli italiani guida un’auto dotata di almeno una tecnologia intelligente, e l’87% di questi utilizza regolarmente queste funzioni. Tra le più amate, i servizi di infotainment , la navigazione in tempo reale e i sistemi avanzati di assistenza alla guida, gli ADAS, adottati dall’82%.
L’intelligenza artificiale gioca un ruolo centrale, ritenuta affidabile dall’80% degli italiani. È vista come un elemento chiave per aumentare la sicurezza, ottimizzare i consumi e anticipare i guasti con la manutenzione predittiva. Giulio Salvadori, direttore dell’Osservatorio, parla di un passaggio verso il “Software-Defined Vehicle”: sempre più software guidano e personalizzano l’auto. L’AI non è solo un supporto, ma il cuore delle nuove applicazioni legate alla guida, alla protezione dai rischi informatici e all’esperienza di chi guida.
Mercato in crescita: 3,7 miliardi di euro per le auto connesse nel 2025
Anche il mercato italiano conferma che il digitale nell’auto sta prendendo piede. Nel 2025 il settore Connected Vehicle & Mobility vale 3,7 miliardi di euro, con un aumento del 14% rispetto all’anno prima. Le auto connesse in circolazione sono quasi 19 milioni, più del 40% del parco auto nazionale. Una base solida per sviluppare sempre più funzioni autonome e servizi legati alla mobilità intelligente.
Il cammino verso la guida completamente autonoma richiederà ancora tempo, investimenti e nuove regole. Ma per la prima volta una maggioranza di italiani si mostra pronta ad affidarsi a un’auto che si guida da sola: un passo decisivo verso la rivoluzione della mobilità urbana che ci aspetta nei prossimi anni.
