Quantum Computing: Le Startup Europee Più Promettenti e Campioni del Futuro Tecnologico

Redazione

27 Maggio 2026

«Il futuro è quantistico», dicevano i visionari. Ora, quel futuro sta letteralmente cambiando mappa. Algorithmiq, una promettente startup del quantum computing, ha appena spostato il suo quartier generale dalla Finlandia all’Italia. Non è un semplice cambio di indirizzo: è un segnale forte di come l’Europa stia trasformando la sfida tecnologica in una partita geopolitica serrata. Paesi come Francia, Germania, Spagna e Austria spingono per mettere le mani su questa nuova frontiera, convinti che il dominio del calcolo quantistico significhi potere economico e digitale. La corsa è iniziata e non si tratta più solo di innovazione scientifica, ma di sovranità e leadership globale. Chi vincerà, guiderà il mondo domani.

Il quantum computing: da laboratorio di nicchia a sfida globale

Per anni il quantum computing è stato roba da accademici, lontano dalla vita di tutti i giorni. Il principio è affascinante: sfruttare fenomeni come sovrapposizione ed entanglement per fare calcoli che i computer tradizionali possono solo sognare. Ma la strada è stata tutta in salita: i qubit, cuore del sistema, sono fragili e necessitano di condizioni estreme, come temperature vicinissime allo zero assoluto. Negli ultimi tempi però, qualcosa è cambiato. La qualità dei qubit è migliorata, così come le tecniche per correggere gli errori – un dettaglio fondamentale per far funzionare davvero queste macchine. Parallelamente, il peso di fattori economici e strategici ha spinto a investimenti importanti. I governi non vogliono restare indietro rispetto a USA e Cina, mentre le aziende vogliono anticipare i concorrenti, soprattutto in un’epoca in cui l’intelligenza artificiale ha dimostrato quanto sia cruciale arrivare primi. Sul fronte della sicurezza informatica, il quantum computing rappresenta la nuova frontiera: sarà in grado di mettere in crisi la crittografia attuale, una minaccia non da poco per le difese digitali. Per questo, come in altri settori high tech, la collaborazione tra pubblico e privato sta dando vita a un’industria che non è più solo sperimentale.

La Francia guida la corsa hardware in Europa

Parigi si conferma in testa alla corsa europea puntando su tecnologie hardware quantistiche di avanguardia. Prendiamo Pasqal, fondata nel 2019 e oggi tra le startup più promettenti del settore. Fondata anche dal premio Nobel Alain Aspect, ha appena chiuso un round da 340 milioni di euro per rafforzare le infrastrutture in Francia e prepararsi a quotazioni importanti a Wall Street e a Parigi. La sua forza sta nella manipolazione di “neutral atoms”, una tecnologia innovativa con grandi potenzialità commerciali. Un altro nome da tenere d’occhio è Quandela, sempre francese ma con un legame diretto con l’Italia grazie al CEO milanese Niccolò Somaschi. Quandela punta sui fotoni per costruire computer quantistici e ha già numeri solidi: due stabilimenti, oltre 130 dipendenti e un computer quantistico a fotoni considerato tra i migliori al mondo. La maggior parte dei componenti è prodotta in Europa, garantendo così autonomia e controllo sulle forniture chiave.

Non si può poi dimenticare la Finlandia con IQM, che si concentra su circuiti superconduttori – una tecnologia derivata dalla ricerca classica, ma portata a un livello quantistico, anche se con il limite di temperature ultra basse. IQM ha raccolto oltre 600 milioni di euro, conta 300 dipendenti e ha già costruito trenta macchine quantistiche.

Software quantistico: la sfida italiana tra innovazione e strategia

Se l’hardware ha numeri e nomi ben definiti, il software quantistico è una sfida più complessa. Fino a poco tempo fa si puntava su algoritmi “near term”, più semplici e adatti a macchine ancora imperfette. Ora però il vero nodo è la correzione degli errori, fondamentale per sfruttare appieno il potenziale dei calcoli quantistici. Questo richiede hardware con milioni di qubit, mentre oggi si parla di poche migliaia. Perciò il software si sviluppa ancora molto su modelli teorici, in attesa che l’hardware maturi. Ma la posta in gioco è alta: risolvere problemi di fattorizzazione complessi in tempi brevi cambierebbe per sempre la crittografia e la sicurezza digitale. Ed è qui che entra in gioco Algorithmiq, startup nata in Finlandia e ora trasferitasi in Italia. Ha già raggiunto un importante risultato di quantum advantage su un problema scientifico concreto, dimostrando il valore del software quantistico. Collabora con giganti del settore come Microsoft e Rigetti Computing. Il trasferimento nel nostro Paese non è casuale: è il frutto della Strategia nazionale per le tecnologie quantistiche, pensata per creare un ecosistema capace di sostenere crescita e innovazione. Questa scelta conferma un modello europeo fatto di specializzazioni diverse, un tessuto industriale e scientifico di grande qualità.

Le nuove leve e le tecnologie da seguire nel panorama europeo

Oltre ai nomi più noti, emergono realtà interessanti in Paesi più piccoli, ma competitivi. In Spagna, la startup Qilimangiaro a Barcellona lavora sul quantum analog, una tecnologia meno conosciuta ma che completa l’offerta. Pur di dimensioni contenute, l’azienda mostra strategie ambiziose.

L’Austria, con Alpine Quantum Technologies a Innsbruck, punta su tecnologia a ioni intrappolati. L’azienda ha attirato l’attenzione internazionale, tanto da ricevere visite ufficiali dei presidenti austriaco e tedesco. Un dettaglio importante è il design dei suoi computer, pensato per integrarsi negli standard dei data center e del high performance computing, facilitando così l’adozione.

Anche Alice and Bob sta facendo parlare di sé con innovazioni software basate sulla tecnologia fotonica e sull’idea del cat-qubit, un qubit con correzione errori incorporata, che potrebbe superare i limiti attuali. L’azienda ha recentemente ampliato il proprio team con esperti di vari settori, segno delle profonde trasformazioni e della multidisciplinarietà che questo campo richiede.

L’Europa del quantum computing è in fermento. Ogni scelta tecnologica e strategica si accompagna a decisioni nazionali precise e investimenti importanti. Le startup crescono velocemente e si candidano a diventare punti di riferimento a livello globale. Il futuro resta pieno di sfide, ma i passi avanti fatti segnano una svolta nel modo in cui il continente affronta questa frontiera tecnologica, a lungo discussa ma finora poco concreta. Oggi la partita si gioca sul campo reale degli investimenti, delle collaborazioni industriali e delle strategie di politica tecnologica.

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