Novecento milioni di euro in gioco per le imprese italiane, divisi tra Lombardia e Sud, puntano dritti su innovazione e sostenibilità. Il 2026 parte con un’accelerata rara: da un lato, il bando “Collabora e Innova II” mette sul tavolo 90 milioni, dall’altro “Investimenti sostenibili 4.0” ne stanzia 448, pronti a finanziare progetti che guardano al futuro. Non si tratta solo di soldi: servono idee solide, partenariati veri, e la voglia di spingersi oltre nei campi della ricerca, della tecnologia e dell’economia circolare. Le regole ancora si stanno definendo, ma una cosa è chiara: la sfida sarà dura, e le imprese dovranno farsi trovare pronte.
“Collabora e Innova II”: la Lombardia investe sulla ricerca industriale
Il bando “Collabora e Innova II” è dedicato a progetti complessi di Ricerca Industriale e Sviluppo Sperimentale da realizzare sul territorio lombardo. Fa parte del Programma Operativo Regionale Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2021-2027 e mette a disposizione 90 milioni di euro, con possibilità di arrivare a 108 milioni. L’obiettivo è spingere innovazioni radicali, sia di prodotto che di processo, in filiere e settori chiave secondo la Strategia di Specializzazione Intelligente della Lombardia.
I progetti devono inserirsi in uno dei sette ecosistemi prioritari: Salute e Life Science, Nutrizione, Sostenibilità e Sviluppo Sociale, Manifattura Avanzata, Smart Mobility & Architecture, Cultura e Conoscenza, Connettività e Informazione. Possono partecipare solo partenariati composti da 3 a 8 soggetti, con almeno una piccola o media impresa e un organismo di ricerca. Non sono ammesse candidature singole né gruppi senza centri di ricerca accreditati. Ogni impresa può presentare un solo progetto, mentre gli enti di ricerca possono essere coinvolti fino a 15 volte.
Gli investimenti minimi richiesti sono di 3,5 milioni di euro per partenariato, con un contributo a fondo perduto fino a 5 milioni. Le agevolazioni variano in base alla dimensione dell’azienda: 60% per le piccole, 50% per le medie, 40% per le grandi imprese e gli organismi di ricerca. I progetti devono essere realizzati in Lombardia entro 24 mesi, con possibile proroga di sei mesi.
Per quanto riguarda le spese, il bando privilegia i costi del personale, calcolati con standard orari, mentre le altre voci – materiali, consulenze, strumentazioni – vengono conteggiate con un forfait del 40% sul costo del personale. Questo sistema semplifica la rendicontazione e incentiva la collaborazione tra i partner. Vista la cifra importante e la complessità richiesta, il bando si rivolge a imprese con progetti solidi e ben strutturati.
“Investimenti sostenibili 4.0”: il bando del MIMIT per il Sud
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha aperto il bando “Investimenti sostenibili 4.0”, che punta su digitalizzazione e sostenibilità ambientale. Sono disponibili 448 milioni di euro destinati esclusivamente a micro, piccole e medie imprese del Mezzogiorno: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna.
Di questi, circa 112 milioni sono riservati alle micro e piccole imprese. Il finanziamento copre spese da un minimo di 750 mila fino a 5 milioni di euro per azienda. La copertura può arrivare al 75% dell’investimento ammissibile, divisa tra un contributo a fondo perduto del 35% e un prestito agevolato a tasso zero del 40%, con durata fino a sette anni.
Gli investimenti devono essere completati entro 18 mesi dal decreto di concessione. Riguardano macchinari nuovi, impianti, attrezzature, software, licenze, lavori edili e impiantistici fino al 40% del totale, oltre a consulenze specialistiche e certificazioni ambientali. È fondamentale che almeno una delle 11 tecnologie abilitanti del piano Transizione 4.0 sia al centro del progetto: robotica avanzata, stampa 3D, Internet of Things, intelligenza artificiale, cloud computing, cybersecurity, big data, realtà aumentata, blockchain e sistemi integrati.
Oltre alla tecnologia, il bando valuta con attenzione l’impatto ambientale: riduzione delle emissioni, efficienza energetica ed economia circolare sono criteri chiave. La procedura è a sportello, quindi le domande si esaminano in ordine di arrivo. Per questo, è fondamentale presentare la domanda subito dopo l’apertura prevista nel quarto trimestre 2026.
Come partecipare e cosa aspettarsi
Le regole per presentare le domande saranno ufficializzate con i decreti attuativi nelle prossime settimane. Per “Collabora e Innova II” si prevede il bando definitivo entro fine maggio 2026, con apertura della piattaforma tra giugno e luglio.
La selezione sarà fatta tramite graduatoria, valutando qualità tecnica, coesione del partenariato, livello di innovazione, impatto economico e sostenibilità. Solo i progetti con un punteggio minimo di 75 su 100 accederanno ai finanziamenti, che saranno assegnati ai 30-40 migliori. Serve quindi una documentazione accurata e aderente ai criteri per superare la selezione.
“Investimenti sostenibili 4.0”, invece, sarà gestito da Invitalia per conto del MIMIT con una procedura a sportello. Le domande saranno valutate in ordine di arrivo, perciò contano rapidità e prontezza già dal primo giorno utile. Questa dinamica cambia la strategia rispetto al bando lombardo, che punta tutto sulla qualità dei progetti.
Entrambi i bandi rappresentano una grande occasione per chi vuole rilanciare la propria attività puntando su innovazione e sostenibilità. Affidarsi a consulenti esperti può fare la differenza, sia nella preparazione delle domande sia nella gestione dei fondi una volta ottenuti. Le scadenze sono vicine: conviene muoversi con decisione e valutare bene le idee da proporre.
