Snam lancia Hyaccelerator: call aperta a ricercatori e startup per innovare la transizione energetica

Redazione

13 Aprile 2026

Quando un gigante dell’energia spalanca le porte ai giovani ricercatori, vale la pena prestare attenzione. Nel 2026, Snam rilancia Hyaccelerator, un programma che non si limita a promettere innovazione, ma vuole trasformare le idee scientifiche in tecnologie pronte per il mercato. Qui il gioco è serio: accelerare la transizione energetica con soluzioni industriali concrete. E stavolta c’è una novità che fa la differenza: dottorandi e postdoc sono chiamati in prima linea, segno che la ricerca applicata sta finalmente trovando il suo spazio.

Hyaccelerator, il ponte tra ricerca e industria

All’inizio del 2026, Snam ha messo in pista Hyaccelerator, un progetto che fa da collegamento tra università, startup e industria. Presentato ufficialmente a fine marzo durante l’Hyaccelerator Day, il programma si inserisce nel più ampio piano industriale “Towards energy integration”, annunciato dal CEO Agostino Scornajenchi a inizio mese. La differenza rispetto ai tradizionali programmi di accelerazione startup sta nel focus sull’impatto industriale immediato e tangibile.

Dopo anni di esperienza, Snam si vede come un catalizzatore capace di mettere insieme risorse e competenze distribuite tra Italia ed Europa. Il successo non si misura solo con l’innovazione tecnologica, ma con la capacità di portare sul mercato soluzioni cleantech che contribuiscano davvero alla decarbonizzazione. Così, Snam si conferma non solo come gestore di infrastrutture energetiche, ma come attore chiave nella trasformazione del sistema energetico globale.

Call4Fellows, la ricerca entra in campo

La grande novità del 2026 è la Call4Fellows, lanciata a fine marzo e rivolta a ricercatori, dottorandi prossimi alla fine del percorso e postdoc. È un invito a portare idee scientifiche all’avanguardia direttamente nel mondo industriale, cercando di superare quel gap che spesso blocca il trasferimento tecnologico in Italia.

La Call4Fellows si concentra su tre aree decisive per la decarbonizzazione: Carbon Capture Utilization & Storage , sistemi di accumulo energetico a lunga durata e idrogeno. Grazie alla collaborazione con il Politecnico di Milano, il Politecnico di Torino e l’Università di Bologna, l’iniziativa unisce competenze scientifiche di alto livello alle reali esigenze dell’industria.

Le candidature sono aperte fino al 31 maggio. Dopo una prima selezione, cinque partecipanti entreranno in un percorso di due mesi con mentorship personalizzata. Il progetto più promettente riceverà finanziamenti per due anni, per sviluppare una soluzione che possa passare dalla fase di laboratorio a quella industriale, in stretta collaborazione con Snam e le università coinvolte. Un modo concreto per sostenere la ricerca applicata e non lasciarla solo sulla carta.

Call4Startup, la spinta alle imprese innovative

In parallelo, Snam ha riaperto la Call4Startup, che quest’anno arriva alla quinta edizione e si è aperta il 23 marzo. Questa chiamata è rivolta a startup e PMI che lavorano su tecnologie pulite nei settori della cattura, utilizzo e stoccaggio della CO2, accumulo energetico di lunga durata e idrogeno. Il programma prevede un percorso di accelerazione di sei mesi, pensato per trasformare le idee in soluzioni validate a livello industriale.

Le candidature sono aperte fino al 3 maggio. Da tutte le proposte, una giuria ne sceglierà cinque per una prima fase di scoperta, durante la quale si lavorerà a perfezionare il modello tecnologico e la sua applicazione pratica. Poi, due progetti passeranno alla fase di validazione tecnica e di business, concentrandosi su casi reali di prefabbricazione industriale.

Questo approccio a tappe vuole ridurre i rischi tecnologici e aumentare le chance di far crescere rapidamente le innovazioni. Il coinvolgimento diretto di operatori industriali assicura che lo sviluppo resti ancorato alle necessità concrete del settore energetico, con un occhio sempre rivolto alla sostenibilità.

Una rete europea per fare dell’Italia un hub dell’innovazione energetica

Hyaccelerator non lavora da solo. Nel 2026 si rafforzano le collaborazioni internazionali con altri Transmission System Operators e attori chiave del settore. Nel TSOs Innovation Club, oltre a Snam, ci sono Enagás Emprende dalla Spagna, Gasunie dai Paesi Bassi, NaTran e Teréga dalla Francia, e H2UB, tutti impegnati a sviluppare nuovi modelli energetici.

Tra i partner italiani figurano aziende di primo piano come Ansaldo Green Tech, De Nora, Edison, Eni, Fincantieri, Italgas, RINA e SIAD. Questo ecosistema, guidato da Snam, vuole fare dell’Italia un centro dinamico per l’innovazione cleantech a livello europeo.

In un momento in cui la decarbonizzazione richiede molto più di un semplice aggiornamento delle infrastrutture, queste alleanze mettono in campo risorse, capacità di sperimentazione e capitale umano. Così Hyaccelerator diventa una piattaforma fondamentale per far crescere tecnologie che possano davvero spingere la transizione verso un sistema energetico più pulito.

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