Il 12 marzo, al convegno dell’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano, Giorgio Andreoli ha tracciato un quadro chiaro e urgente: l’Europa sta spingendo con forza verso i pagamenti da conto a conto, un cambiamento che promette di rivoluzionare il modo in cui si muove il denaro. Non si tratta solo di velocità, ma di una vera e propria svolta che mette al centro la sovranità finanziaria europea. Le vecchie procedure, spesso lente e ingombranti, cedono il passo a sistemi più snelli e diretti. Andreoli, presidente dell’European Payments Council, sottolinea come nuove regole e infrastrutture stanno aprendo la strada a un futuro dove aziende e consumatori possono trasferire fondi in modo più semplice e sicuro. Un passo decisivo, anche se per molti è ancora poco visibile.
EPC, il cuore della standardizzazione nei pagamenti europei
L’European Payments Council è un organismo senza scopo di lucro che lavora per uniformare e integrare i pagamenti nell’area SEPA, che comprende 41 paesi tra cui i 27 dell’UE, più Norvegia, Islanda, Liechtenstein e alcuni stati terzi come Regno Unito e Svizzera. SEPA è il mercato principale dove si muovono pagamenti in euro con regole condivise. L’EPC gestisce gli schemi bancari più importanti come SCT , SCT Inst e SDD . Oggi vi partecipano circa 3.600 soggetti, tra banche, istituti di moneta elettronica e operatori di pagamento.
Andreoli sottolinea che la missione dell’EPC è assicurare che tutti i sistemi siano raggiungibili e funzionino insieme senza creare frammentazioni. A questo si aggiungono strumenti fondamentali per la sicurezza e l’efficienza, come la Verification of Payee , che controlla che nome e IBAN del beneficiario coincidano, e l’EPC Directory Service , che mantiene aggiornate le informazioni necessarie a garantire pagamenti senza intoppi in tutta Europa.
Account to account: il protagonista in P2P, B2B e rapporti con la pubblica amministrazione
Nei pagamenti tradizionali, soprattutto nel retail, carte di debito e credito sono ancora la maggioranza, sia nei negozi fisici che negli acquisti online. Ma se guardiamo ai pagamenti tra aziende o tra persone, i bonifici account to account sono ormai protagonisti, soprattutto nei settori peer-to-peer , business-to-business e nei rapporti tra imprese e pubblica amministrazione .
Il motivo è chiaro: i bonifici diretti costano meno, sono più trasparenti e più facili da regolamentare, offrendo un controllo europeo sulle infrastrutture. Vantaggio doppio: il sistema resta sotto la responsabilità dell’UE e si evita la dipendenza da circuiti di pagamento extraeuropei, che dominano le carte di credito. Andreoli sottolinea che l’obiettivo dell’EPC è portare i pagamenti account to account anche nel retail, per avere il pieno controllo sui flussi finanziari.
Pagamenti istantanei: la nuova normalità
I pagamenti istantanei, i cosiddetti SCT Inst gestiti dall’EPC, stanno crescendo a ritmi sostenuti. Nel 2026, il 92% dei fornitori di servizi di pagamento nell’area euro li supporta già. Questi pagamenti rappresentano il 33,7% dei bonifici e stanno crescendo più velocemente rispetto ai metodi tradizionali, sia su conto che con carta.
A gennaio, con l’entrata in vigore di nuove regole dalla Payment Services Regulation e dalla PSD3, questo trend ha ricevuto ulteriore spinta. Andreoli parla di una “cannibalizzazione” dei bonifici tradizionali da parte dei pagamenti istantanei, che stanno diventando la norma per consumatori e aziende. Con il sostegno della Banca Centrale Europea e del Parlamento europeo, il mercato si sta orientando verso un nuovo standard nei pagamenti digitali.
Innovazioni tecnologiche per i pagamenti retail europei
Per far competere i pagamenti account to account con le carte, l’EPC sta lavorando su standard tecnici e soluzioni di sicurezza pensate per il commercio al dettaglio. Un passo avanti importante è lo standard europeo per il QR Code, approvato dal CEN-CENELEC, che permette l’interoperabilità tra sistemi già esistenti come Bancomat Pay in Italia, Bizum in Spagna e il progetto paneuropeo EPI/Wero.
Un altro tema chiave è il “re-payment”, ovvero la gestione standardizzata di rimborsi e chargeback, elementi fondamentali per la fiducia dei clienti e per un’esperienza simile a quella delle carte. Andreoli cita come esempi di successo i sistemi Pix in Brasile e UPI in India, dove i pagamenti istantanei dominano anche nei negozi fisici proprio grazie a questi meccanismi.
Non manca poi l’attenzione alla sicurezza, con l’EPC che investe molto per rafforzare le difese contro frodi e attacchi informatici.
Sicurezza paneuropea: Verification of Payee e il progetto FRIDA
Con l’aumento dei pagamenti istantanei, la sicurezza deve fare un salto di qualità. L’EPC ha potenziato la Verification of Payee , che prima di eseguire il bonifico verifica che nome e IBAN del beneficiario corrispondano, riducendo così errori e frodi.
Da quando è partita, VOP ha raccolto subito un’adesione massiccia, con quasi 3.000 banche coinvolte in sei mesi. Il rulebook verrà aggiornato entro fine 2026 per entrare pienamente in vigore nel 2027.
La novità più rilevante è FRIDA , una rete paneuropea per lo scambio di informazioni contro le frodi. Serve a superare i confini nazionali nella lotta ai crimini finanziari, garantendo un’azione coordinata in tutta la SEPA. Andreoli sottolinea che senza una piattaforma europea questa battaglia sarebbe frammentata e meno efficace. In Italia, strutture come il CERTFin rappresentano un’eccellenza locale, ma FRIDA punta a diventare il punto di riferimento per tutti gli operatori europei.
Pagamenti europei: più complessi ma più sicuri
I pagamenti account to account si stanno arricchendo di funzioni. Non si tratta più solo di spostare soldi o autenticare la transazione, ma di integrare strumenti di verifica, monitoraggio e condivisione dati. La Verification of Payee è solo una delle novità già operative. Molti aspettano sistemi unificati per il controllo delle transazioni e per lo scambio di informazioni antifrode.
Questa complessità serve a garantire sicurezza e affidabilità, ma rappresenta una sfida per banche e operatori, che devono mantenere semplice l’esperienza per l’utente e al contempo difendersi da minacce informatiche in un contesto normativo in continua evoluzione.
Trovare l’equilibrio tra facilità d’uso e sicurezza sarà la vera sfida del 2026 per il mercato europeo dei pagamenti.
