Bending Spoons, il gigante digitale italiano: storia, crescita e strategie fino a 11 miliardi di valutazione nel 2026

Redazione

6 Aprile 2026

«Abbiamo iniziato in quattro, in un appartamento a Copenaghen, con un sogno grande quanto il mondo digitale». Bending Spoons, la startup italiana nata nel 2013, è passata da quei giorni di incubazione a dominare il mercato globale delle app. Da Milano all’Europa e oltre, la sua crescita è stata rapidissima: nel 2025 ha superato gli 11 miliardi di dollari di valutazione, entrando nel club ristretto delle aziende tech più influenti del continente. Non è solo questione di numeri. Dietro ci sono strategie affilate, un team d’élite – con ex talenti di Google e Apple – e mosse da maestro, come l’acquisizione di Evernote e AOL. Un viaggio che racconta un’Italia capace di giocare in prima linea nel digitale mondiale.

Da Copenaghen a Milano: la nascita di Bending Spoons e il primo salto

Quattro ragazzi italiani – Francesco Patarnello, Luca Ferrari, Matteo Danieli e Luca Querella – nel 2013 hanno dato vita a Bending Spoons a Copenaghen, dove avevano studiato grazie a una borsa di studio. Con loro c’era anche Tomasz Greber, polacco, a completare la squadra. Prima di allora avevano provato con una startup chiamata Evertail, che però durò solo due anni. Quell’esperienza è stata la base su cui costruire qualcosa di più solido. Il nome Bending Spoons viene da un episodio di Matrix, una sfida che sembra impossibile ma si supera con la forza di volontà. Nel 2014 il gruppo è tornato in Italia, a Milano, dove ha cominciato a crescere seriamente, anche grazie a un pranzo con Riccardo Zacconi, il papà di Candy Crush Saga, durante un’asta benefica che ha fatto parlare di sé. Da lì l’azienda ha puntato su un reclutamento molto selettivo, facendo arrivare in squadra persone da Google, Apple, McKinsey e CERN.

Il mix vincente: app per tutti i gusti e numeri in continua crescita

Bending Spoons ha puntato su un ventaglio ampio di app, coprendo dal benessere al fitness, dalla fotografia al montaggio video, dalla sicurezza digitale all’intrattenimento. Questa varietà ha portato oltre 13 milioni di utenti attivi ogni mese e più di 200 milioni di download nel mondo. La capacità di muoversi su scala globale ha permesso all’azienda di spostare risorse e investimenti dove serviva di più, promuovendo e sviluppando le app con più potenziale. I numeri parlano chiaro: tra il 2018 e il 2024 i ricavi sono passati da meno di 10 milioni a oltre 600 milioni di euro, con utili che hanno superato il 50% di margine operativo. Un esempio concreto di come l’innovazione italiana può competere a livello globale.

Unicorni, grandi acquisizioni e l’impegno per l’app Immuni

Nel 2024 Bending Spoons è entrata nel club degli unicorni, superando il miliardo di dollari di valutazione grazie a un investimento da 155 milioni. Da lì ha accelerato, con acquisti strategici come Brightcove negli Stati Uniti e Koomot in Germania, espandendo il proprio raggio d’azione. Nel 2025 un round da 710 milioni ha spinto la valutazione a 11 miliardi, con parte dei fondi destinati all’acquisto di AOL per 1,2 miliardi. Nel frattempo, l’azienda ha svolto un ruolo chiave in Italia durante la pandemia, sviluppando l’app Immuni per il tracciamento dei contagi. Nonostante qualche difficoltà nell’adozione, il progetto ha dimostrato la capacità tecnica e organizzativa di Bending Spoons anche in ambito pubblico.

Espansione e nuovi orizzonti: l’acquisto di Tractive e la nuova sede milanese

Il 2026 ha visto un altro passo avanti con l’acquisizione di Tractive, azienda austriaca specializzata in localizzazione e monitoraggio degli animali domestici, con oltre 1,4 milioni di utenti e ricavi sopra i 100 milioni di euro. Integrata con la tecnologia di Bending Spoons, Tractive potrà crescere più rapidamente e allargare il mercato. Intanto, la nuova sede a Milano, inaugurata nel 2024 a Porta Nuova, è il simbolo delle ambizioni del gruppo: uno spazio moderno, attento al benessere dei dipendenti e certificato LEED e WELL-Gold. Il sostegno di investitori internazionali come T. Rowe Price e Fidelity conferma che il mondo guarda con interesse a questa realtà italiana che si sta facendo largo tra i big del tech europeo e globale.

Soci e capitale: un mix di investitori nazionali e internazionali

Nel 2019 Bending Spoons ha aperto il capitale per sostenere la crescita. Tra i soci principali sono entrati H14, il family office legato ai figli di secondo letto di Silvio Berlusconi, Nuo Capital da Hong Kong e StarTip, veicolo di Tamburi Investment Partners, attivo in molte startup italiane. Nel 2024 Luigi Berlusconi è uscito dalla compagine societaria. Oggi il gruppo ha costruito un ecosistema solido, che unisce investimenti italiani e stranieri e punta sul digitale made in Italy. La collaborazione con società martech come Jakala rafforza l’approccio basato sui dati e sul marketing avanzato. Questa base azionaria testimonia la fiducia crescente nel progetto e nelle prospettive di Bending Spoons.

Bending Spoons ha saputo trasformarsi rapidamente, passando da startup a colosso digitale. Con un occhio attento alle persone, una strategia diversificata e un piano di acquisizioni internazionale, oggi è tra i protagonisti del settore tecnologico europeo. E la corsa continua, con l’Italia ancora al centro di un progetto che vuole guardare lontano.

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