Guerra in Iran e impatto sui mercati: Generali AM avverte, lo spread Btp può crescere ancora

Redazione

2 Aprile 2026

Il conflitto in Iran ha fatto tremare i mercati finanziari in modo inaspettato, mettendo sotto pressione soprattutto i tassi a breve e medio termine. Nei primi mesi del 2024, marzo su tutti, gli investitori hanno dovuto fare i conti con risultati peggiori del previsto. La paura che l’inflazione globale possa ripartire ha costretto a un ripensamento urgente delle strategie monetarie. Tutti gli occhi si sono così rivolti verso le mosse di BCE e Federal Reserve. A fare chiarezza su questo scenario complicato è Massimo Spagnol, Senior Fixed Income Portfolio Manager di Generali AM, che ha delineato con precisione i recenti sviluppi nei mercati obbligazionari.

Iran e mercati: l’effetto sull’inflazione e sui tassi a breve termine

Il conflitto in Iran ha cambiato le carte in tavola per chi investe, soprattutto per quanto riguarda i tassi d’interesse. L’incertezza geopolitica ha fatto salire i timori di un’accelerazione dell’inflazione, spingendo gli operatori a rivedere le loro posizioni sui titoli con scadenze più ravvicinate. A marzo, i rendimenti a breve si sono mossi al ribasso in modo marcato, segno che si aspettano interventi più duri da parte delle banche centrali per tenere a bada i prezzi.

Al contrario, i tassi a lungo termine sono rimasti più stabili, riflettendo un clima economico più cauto. La recente volatilità mostra come la percezione del rischio sia cambiata dopo l’aggravarsi della crisi in Medio Oriente, con gli investitori pronti a scommettere su rialzi dei tassi più decisi nel secondo semestre del 2024.

BCE sotto la lente: tre possibili aumenti dei tassi entro fine anno

Gli investitori puntano ora su tre rialzi dei tassi da parte della BCE entro la fine del 2024. L’aumento dei prezzi dell’energia e delle materie prime, in parte dovuto alle tensioni mediorientali, ha fatto tornare i timori di un’inflazione difficile da contenere con le politiche adottate finora. Di conseguenza, la BCE potrebbe dover rivedere la sua strategia e intervenire con maggior decisione per evitare che i prezzi sfuggano di mano nell’area euro.

Il quadro economico europeo resta però incerto: da una parte la crescita rallenta, dall’altra l’inflazione continua a essere alta e le pressioni sui costi non accennano a diminuire. In questo contesto, un ulteriore inasprimento sembra inevitabile, anche se tutto dipenderà dai dati che arriveranno nei prossimi mesi.

La Fed guarda lontano: nessun taglio nel 2026, ma possibile stretta in arrivo

Sul fronte americano, la Federal Reserve ha messo da parte l’idea di tagliare i tassi nel 2026, rivedendo le sue previsioni sulla normalizzazione della politica monetaria. Secondo Massimo Spagnol, però, potrebbe esserci ancora un aumento nei tassi nel secondo semestre del 2024, a conferma che la Fed resta vigile davanti alle pressioni inflazionistiche.

Questa linea rigida mostra la volontà della banca centrale di tenere a freno i prezzi, evitando di anticipare troppo i tagli e mantenendo, se serve, un approccio più duro. Il possibile rialzo riguarderebbe soprattutto i tassi a breve termine, considerando i rischi legati al contesto globale e alla possibile persistenza dell’inflazione.

Le decisioni della Fed sono molto seguite perché influenzano i flussi di capitale in tutto il mondo, impattano sulle valute e hanno effetti importanti anche su mercati emergenti e Europa.

Un 2024 incerto: tassi e geopolitica in equilibrio precario

Il 2024 si presenta come un anno complicato per i tassi d’interesse, più volatile di quanto si immaginasse. La crisi in Iran ha cambiato le aspettative degli investitori e ha spinto BCE e Fed a muoversi con più cautela. L’incertezza sull’inflazione e sulle risposte delle banche centrali tiene i mercati in costante tensione, con il breve termine che fa la differenza.

Le prossime mosse di BCE e Federal Reserve saranno decisive per riportare un po’ di stabilità. Nel frattempo, la geopolitica resta un elemento fondamentale da tenere d’occhio: anche nel 2024 politica ed economia sono indissolubilmente legate.

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