Solo il 14% degli studenti universitari italiani considera il settore assicurativo una prima scelta per il lavoro. Un dato che sorprende, soprattutto se si pensa alla rivoluzione in corso in questo campo: intelligenza artificiale, tecnologie all’avanguardia, innovazione continua. Eppure, i giovani faticano a farsi avanti. Da qui l’idea della Italian Insurtech Association , che ha creato “Talent for Insurance”. Un progetto che vuole abbattere le distanze, mettendo in contatto diretto studenti e mondo insurtech, con eventi e piattaforme digitali pensate ad hoc. Il settore cambia, ma i talenti latitano.
Intelligenza artificiale, investimenti in crescita e risultati concreti
Nel 2026, gli investimenti in intelligenza artificiale nel settore assicurativo italiano sfioreranno i 250 milioni di euro, parte di un totale di circa 1,65 miliardi destinati all’innovazione. Numeri che raccontano come l’AI non sia più solo un supporto tecnologico, ma sia ormai parte integrante dei processi chiave: dall’underwriting alla gestione dei sinistri, dalla distribuzione delle polizze al rapporto con i clienti.
Le compagnie stanno diventando sempre più “data-driven”: saper leggere e interpretare grandi quantità di dati è diventato tanto importante quanto le competenze attuariali tradizionali. Il digitale sta trasformando il modo di lavorare, rendendo più efficienti le procedure e migliorando le decisioni.
Competenze digitali, il vero tallone d’Achille del settore
Questa evoluzione richiede figure professionali con competenze specifiche in AI, machine learning, analisi dei dati e automazione. Secondo un’indagine di EY per l’Italian Insurtech Association, l’88% delle compagnie considera queste capacità fondamentali. Ma il 67% fatica a trovare candidati preparati, a dimostrazione di un divario tra domanda e offerta di lavoro specializzato.
Non solo nuove figure: anche i ruoli tradizionali stanno cambiando. Il 63% degli operatori prevede una trasformazione delle mansioni, con l’emergere di esperti nella gestione dei dati, nella formazione degli algoritmi e nella supervisione degli strumenti di AI. Il problema, però, è che molti studenti arrivano impreparati e continuano a vedere il settore assicurativo come poco innovativo, preferendo ambiti più “alla moda” come la tecnologia pura, il fintech o la consulenza.
Non è solo una questione d’immagine: manca un racconto efficace che faccia capire quali opportunità e cambiamenti stanno davvero arrivando.
“Talent for Insurance”: un ponte tra università e insurtech
Per colmare questo gap, nel 2026 è nato “Talent for Insurance”, un progetto dell’Italian Insurtech Association che vuole avvicinare gli studenti al mondo assicurativo. Il programma prevede un roadshow in dodici università italiane, affiancato da contenuti digitali per spiegare cos’è l’insurtech e quali competenze servono.
Al centro c’è una piattaforma di matching basata sull’intelligenza artificiale, che mette in contatto i profili degli studenti con le esigenze di compagnie, broker e aziende tech. Un modo per semplificare la selezione e facilitare l’ingresso dei giovani nelle imprese del settore.
Non mancano poi momenti di incontro diretto, come i Company Open Day, visite in azienda che permettono agli studenti di vedere da vicino come si lavora, conoscere i team e scoprire concretamente le opportunità di carriera. L’obiettivo è far percepire il settore non solo come un luogo di lavoro, ma come un ambiente innovativo e in crescita.
A marzo a Milano il confronto su AI e lavoro assicurativo
Il 26 marzo 2026 a Milano si terrà “AI & Insurtech”, evento organizzato dall’Italian Insurtech Association. Sarà l’occasione per mettere a confronto operatori, aziende tech e istituzioni sul ruolo dell’intelligenza artificiale nei modelli di lavoro delle assicurazioni e sulle competenze richieste.
Un momento importante per fare il punto sull’innovazione digitale nel settore e per capire come attrarre di più i giovani laureati. Per un comparto che si basa sulla gestione del rischio e sulla fiducia, investire nei talenti è fondamentale per sostenere una trasformazione che unisce tecnologia, dati e persone.
Il futuro delle assicurazioni passa dunque non solo dall’adozione di nuove tecnologie, ma anche dalla capacità di costruire legami forti tra imprese, università e nuovi professionisti.
