Dronus conquista 15 milioni: innovazione italiana nei sistemi aerei a pilotaggio remoto

Redazione

25 Marzo 2026

Quindici milioni di euro. È la cifra che Dronus ha appena raccolto, mettendo un segno indelebile nel campo dell’aeronautica civile e dell’industria. Nata a Trieste nel 2018, questa piccola impresa ha già rivoluzionato il modo di usare i droni. Al centro del suo lavoro c’è NEST, un sistema che trasforma un semplice drone in una vera infrastruttura autonoma. Non si tratta solo di far volare il mezzo, ma di permettergli di operare da solo, con missioni continue e complesse, anche quando il pilota non ha visibilità diretta. Dietro a questa sfida, investitori solidi come Algebris, Azimut, CDP Venture Capital, SIMEST ed Eni Next.

Dronus, da Trieste verso il futuro dei droni industriali

Dietro Dronus c’è Marco Ballerini, ingegnere aerospaziale con un’esperienza solida nel campo. L’idea alla base è semplice ma ambiziosa: creare tecnologie integrate per raccogliere e gestire dati e immagini in tempo reale da remoto, migliorando così la sicurezza e la gestione di ambienti industriali e urbani. Oggi l’azienda conta una trentina di dipendenti e continua a puntare forte su ricerca e sviluppo. Ha stretto collaborazioni importanti, come quelle con Eni e Qualcomm, e guarda oltre confine: a Singapore lavora con HTX su un progetto di monitoraggio video, mentre negli Stati Uniti partecipa a una sperimentazione nella 5G Smart Factory di Ericsson, un chiaro segnale del suo impegno nel legare tecnologia avanzata e industria 4.0.

NEST, il drone che cambia le regole del gioco

NEST non è il solito drone, ma una vera rivoluzione nelle infrastrutture aeree automatizzate. Si tratta di un drone-in-a-box “volante” che rompe con le soluzioni tradizionali, spesso fisse e poco flessibili. NEST crea una rete di nodi distribuiti, facili da installare in diversi punti per ampliare l’area coperta. Ogni nodo gestisce in autonomia decollo, atterraggio e ricarica, senza bisogno di operatori sul posto. Il risultato? Costi e rischi delle operazioni manuali si abbassano nettamente, mentre le missioni di ispezione e monitoraggio diventano continue e programmabili. La piattaforma usa intelligenza artificiale e sensori ottici per lavorare 24 ore su 24, anche in modalità BVLOS, elaborando i dati in tempo reale per tenere sotto controllo infrastrutture critiche.

Dronus tra industria e città: i droni in azione

La flotta di Dronus è pensata per diversi contesti. Tra i modelli spiccano quelli certificati ATEX, capaci di operare in ambienti con gas infiammabili, una rarità nel settore dei droni. Altri modelli hanno un’attestazione di inoffensività che li rende sicuri anche nelle aree urbane più dense. Questo apre la strada a molte applicazioni: dalle ispezioni perimetrali nelle aree industriali, con interventi automatici in caso di allarme, fino a sorveglianza continua che supera i limiti delle telecamere fisse, grazie alla mobilità e alla capacità di seguire soggetti in movimento. La piattaforma è utile anche per monitoraggi regolari nei settori dell’energia, delle telecomunicazioni e del petrolchimico, riducendo l’esposizione degli operatori a rischi elevati. Per le smart city, Dronus punta a servizi avanzati per gestire traffico, qualità dell’aria e sicurezza pubblica. Non mancano applicazioni per la protezione civile, ad esempio nel controllo di incendi o nelle zone a rischio frane, con immagini e termografie elaborate sul momento.

Fondi freschi e obiettivi chiari: il futuro secondo Dronus

Il recente finanziamento da 15 milioni, guidato da Algebris Investments con la partecipazione di Azimut, CDP Venture Capital, SIMEST e un contributo di Eni Next, serve a dare una spinta decisiva allo sviluppo della piattaforma. L’idea è integrare nuove funzioni basate sull’intelligenza artificiale e migliorare la gestione dei dati in tempo reale, per rendere il monitoraggio sempre più autonomo. Gli investitori sottolineano come questa tecnologia possa cambiare le regole della sicurezza nelle infrastrutture critiche e dare una forte spinta alle smart city del domani. Il CEO, Marco Ballerini, punta a rafforzare la presenza in Europa e all’estero, con l’obiettivo di diventare un protagonista nel campo delle soluzioni automatizzate per ispezioni e monitoraggio industriale.

Questo investimento conferma la fiducia nel valore tecnologico di Dronus e nel sistema NEST, che unisce autonomia, sicurezza e versatilità per rispondere alle esigenze di un’industria sempre più digitale e attenta alla sostenibilità.

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