Avram Miller: la longevità come opportunità per l’Italia, ecco il progetto innovativo per Genova

Redazione

23 Marzo 2026

In Italia, gli over 65 stanno diventando sempre di più: un cambio demografico che non si può più ignorare. Avram Miller, investitore americano e veterano del corporate venture capital, ha scelto Genova come base per una sfida ambiziosa. Qui, tra università e poli tecnologici, vuole dare vita a un ecosistema capace di trasformare la “silver economy” da problema in opportunità. Non si tratta solo di ricerca, ma di un progetto concreto che punta a coinvolgere imprese, talenti e capitali privati per riscrivere il modo in cui il Paese affronta il proprio invecchiamento. Genova, insomma, potrebbe diventare il laboratorio italiano dell’innovazione sulla longevità.

Avram Miller: chi è l’uomo dietro il progetto sulla longevità

Avram Miller non è un nome qualunque nel mondo dell’innovazione e degli investimenti. Da mezzo secolo si muove tra scienza, tecnologia, medicina e venture capital. È stato Corporate Vice President di Intel e cofondatore di Intel Capital, dove ha avuto un ruolo chiave nel far crescere il venture capital aziendale a livello mondiale, aprendo la strada a nuovi finanziamenti per startup e tecnologie emergenti. Negli anni Sessanta ha creato il primo biofeedback per misurare le onde cerebrali, uno strumento oggi usato per combattere stress e insonnia. Negli anni Settanta ha fondato a Rotterdam un centro che unisce tecnologia e cardiologia. Più di recente, ha partecipato alla nascita del centro sulla longevità allo Sheba Hospital in Israele e ha investito in Oura Ring, un dispositivo indossabile per la salute che vale ormai miliardi. Questa esperienza lo rende un punto di riferimento per chi vuole affrontare il tema dell’invecchiamento con idee concrete.

Genova: tra sfide demografiche e potenzialità scientifiche

La scelta di Genova non è casuale. La città ligure ha una delle popolazioni più anziane d’Italia, con quasi il 30% degli abitanti sopra i 65 anni e una quota di giovani molto più bassa della media nazionale. Questo squilibrio la trasforma in un laboratorio naturale per sperimentare modelli innovativi legati alla longevità. In più, Genova ospita l’Istituto Italiano di Tecnologia , un centro d’eccellenza riconosciuto in tutto il mondo per i suoi progressi in robotica, intelligenza artificiale e tecnologie per la salute. Miller vede in questa combinazione di realtà demografiche e istituzioni scientifiche un’occasione per costruire un ecosistema che metta insieme ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione. La rete di università, centri di ricerca e imprese potrebbe diventare un modello replicabile anche altrove, trasformando Genova in un polo attrattivo per investitori e talenti da tutto il mondo.

Le sfide italiane: tra burocrazia, mentalità e attrazione di capitali esteri

Nonostante l’entusiasmo, Miller non nasconde le difficoltà tipiche del contesto italiano. La burocrazia è uno degli ostacoli principali per far partire rapidamente progetti innovativi. Procedure lente e regole poco chiare rischiano di bloccare idee e investimenti ancora prima di iniziare. A questo si aggiunge un problema culturale: l’Italia fa fatica a richiamare imprenditori e investitori stranieri, frenati da normative fiscali poco competitive e da una governance rigida. Per Miller è fondamentale creare un ambiente più aperto, con regole semplici, decisioni rapide e incentivi concreti per chi porta capitali e competenze dall’estero. Solo così si potrà competere a livello globale e trasformare la sfida dell’invecchiamento in un vantaggio.

Un centro per la longevità che unisce ricerca, tecnologia e impresa

Il progetto di Miller non vuole essere solo un centro di studio, ma un ecosistema complesso. Al centro c’è la ricerca scientifica, che coinvolgerà le università e potrebbe contare su una cattedra dedicata alla longevità. L’Istituto Italiano di Tecnologia sarà fondamentale per portare avanti tecnologie avanzate, dalla robotica agli esoscheletri, fino all’intelligenza artificiale applicata alla salute. Accanto alla ricerca, il trasferimento tecnologico dovrà favorire la nascita di imprese e startup che trovino soluzioni per migliorare la vita degli anziani: più produttività, migliore qualità, maggiore autonomia e nuovi modelli di assistenza. Per Miller, il finanziamento dovrà venire soprattutto da capitali privati e venture capital, evitando di dipendere troppo dai fondi pubblici, che spesso rallentano i processi.

Un progetto in divenire con un’ambizione che va oltre i confini italiani

Il piano è ancora agli inizi e servirà tempo per mettere tutto a punto. Miller e il suo team stanno definendo i dettagli, creando legami con la comunità locale e cercando partner industriali e finanziatori pronti a investire. L’obiettivo è chiaro: non copiare modelli stranieri come Silicon Valley o Tel Aviv, ma sviluppare qualcosa di italiano, unico e adatto alle nostre caratteristiche. Di fronte a un cambiamento demografico senza precedenti, l’Italia può diventare un punto di riferimento mondiale per l’innovazione legata alla longevità. La sfida vera è far sì che più anni di vita significhino anche più salute, produttività e coesione sociale. Non si tratta solo di “invecchiare”, ma di mostrare al mondo un modello avanzato di società longeva.

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