Quando un colosso del lusso come Zegna decide di puntare tutto sull’intelligenza artificiale, non è solo un dettaglio tecnologico: è una vera rivoluzione in atto. Marco Barberini, uomo di fiducia con un curriculum solido nel digitale e nell’e-commerce di alta gamma, prende in mano due ruoli cruciali dentro il gruppo. Il suo obiettivo? Far dialogare mondi diversi – dai brand storici come Thom Browne e Tom Ford Fashion fino alle nuove sfide del cloud e della gestione dati – per guidare Zegna verso un futuro che cambia pelle. Un cambiamento che coinvolge ogni reparto, ogni strategia, ogni scelta.
Marco Barberini, l’uomo giusto per la sfida digitale di Zegna
Marco Barberini non è un volto nuovo nel mondo del lusso digitale. In Zegna da quasi otto anni, ha costruito una carriera solida, partendo dalla guida del media digitale fino a occuparsi delle attività globali di business digitale del marchio. Prima di approdare in Zegna, ha maturato esperienze importanti in Yoox Net-a-Porter Group, dove è stato Regional Director Europe per Yoox, una delle piattaforme pioniere nel retail del lusso online. Il suo percorso unisce competenze in media digitali, e-commerce e una profonda conoscenza delle esigenze del cliente di fascia alta. Tutte qualità indispensabili per accompagnare un gruppo come Zegna, che deve innovare senza perdere la propria identità. Il suo ruolo sarà fondamentale per tradurre in pratica l’integrazione dell’intelligenza artificiale in una struttura complessa e articolata.
Tre ruoli, un unico obiettivo: innovare con concretezza
Barberini ricopre tre incarichi che si intrecciano: Group Chief of Staff Officer, Chief Innovation Officer e Chief AI Officer. Come Chief of Staff, fa da raccordo tra il nuovo Group CEO Gianluca Tagliabue, i CEO dei singoli brand e le varie funzioni aziendali, garantendo che il piano triennale di sviluppo venga seguito con rigore. Nel ruolo di Chief Innovation Officer si concentra sull’adozione di strumenti digitali basati sui dati, costruendo un’infrastruttura condivisa e scalabile per tutte le iniziative digitali. La sfida più ambiziosa è quella di Chief AI Officer: Barberini deve definire la strategia aziendale sull’intelligenza artificiale, scovare i casi di utilizzo più efficaci e rafforzare la governance dei dati, dialogando con IT, risorse umane e direzioni generali. L’obiettivo è chiaro: fare dell’AI un elemento strategico per le decisioni e migliorare le performance di business.
Nuova leadership, nuovo slancio digitale
La nomina di Barberini arriva in un momento di riorganizzazione importante, annunciata a fine 2025 e in vigore da gennaio 2026. Gildo Zegna lascia la carica di CEO per diventare Group Executive Chairman, mantenendo il timone sulla visione e sulla storia del gruppo. Al suo posto arriva Gianluca Tagliabue, ex CFO e COO, che guiderà la strategia e le performance dei brand. Anche la quarta generazione della famiglia Zegna entra in scena: Edoardo e Angelo assumono ruoli chiave per spingere la trasformazione digitale e sostenibile del marchio Zegna. In questo scenario, Barberini diventa il punto di riferimento per unire innovazione tecnologica e scelte di governance, spingendo il gruppo verso crescita e modernizzazione.
Cloud e intelligenza artificiale, le leve della trasformazione
La spinta all’innovazione in Zegna non nasce ieri. La quotazione al New York Stock Exchange nel dicembre 2021 ha dato una forte accelerazione al processo. Matteo Torti, Group CIO, ha sottolineato gli investimenti in infrastrutture cloud solide, come Oracle Cloud Infrastructure, per rendere i sistemi più flessibili e pronti a crescere. Tra le priorità ci sono la modernizzazione delle piattaforme retail, l’ottimizzazione dell’omnicanalità e il miglioramento dell’analisi dei dati con un data warehouse avanzato. L’intelligenza artificiale gioca un ruolo sempre più centrale per migliorare l’esperienza del cliente: personalizzazione della comunicazione, consigli su misura per gli outfit sono già realtà. Il programma AI comprende anche l’ottimizzazione predittiva della supply chain, l’innovazione nel design sostenibile e l’automazione in finance e risorse umane. Il tutto per trasformare i dati in vantaggi concreti sul mercato.
Il lusso corre verso l’AI, la nuova frontiera al vertice
Il ruolo di Chief AI Officer sta diventando una figura fissa nel mondo del lusso. Anche il gruppo Kering ha appena nominato Pierre Houlès a capo di Digital, AI e IT, inserendolo nel Comitato Esecutivo. È un segnale chiaro: l’intelligenza artificiale non è più un semplice strumento, ma un elemento chiave per cambiare la cultura e l’organizzazione. I dirigenti AI hanno oggi il compito di sviluppare strategie che preservino l’artigianalità e l’esclusività dei marchi, senza rinunciare alle potenzialità offerte dai dati e dalla personalizzazione di massa. Sono risposte concrete alle esigenze di un mercato globale del lusso sempre più tecnologico e attento all’esperienza del cliente.
Con Barberini al timone dell’innovazione digitale e dell’intelligenza artificiale, Zegna rafforza un percorso chiaro e strategico. Il gruppo si conferma tra le realtà italiane più avanzate nel settore lusso, pronto a raccogliere le sfide del digitale senza tradire la sua tradizione.
